FAI: i vincitori dei Luoghi del Cuore 2020-2021

È record per la decima edizione del censimento con 2 milioni e 300mila voti, in testa ci sono la ferrovia delle meraviglie che taglia Piemonte, Liguria e Francia, l’immaginifico Castello di Sammezzano e la Rocca di Brescia

Sono quei luoghi che gli uomini hanno amato, vissuto, intravisto, sognato, con nostalgia ricordato”. Così Giulia Maria Mozzoni Crespi, la fondatrice del Fondo Ambiente Italiano scomparsa meno di un anno fa, definì i Luoghi del Cuore. Dal 2003 il Fai realizza un censimento biennale di questi beni, luoghi eccezionali che vengono riqualificati in virtù dell’affetto che migliaia di italiani gli dimostrano. La votazione, come sempre promossa in collaborazione con Intesa Sanpaolo, è giunta alla sua decima edizione in un anno che ha messo a dura prova l’Italia, ma ha dato la possibilità alla cittadinanza di esprimere il proprio affetto in un periodo di chiusura e lontananza. I risultati sono i migliori di sempre: 2.353.932 voti e oltre 39.500 luoghi segnalati in 6.504 comuni italiani. L’edizione porta i voti totali espressi nella storia del censimento a 9 milioni e mezzo, ritraendo la partecipazione di italiane e italiani. La cittadinanza attiva celebra il patrimonio culturale e ambientale italiano anche grazie al forte supporto dei comitati e dalle associazioni dei cittadini e con la collaborazione di Mibact e Rai. La mappa dei siti segnalati vanta una forte eterogeneità, toccando chiese rupestri e parchi naturali, castelli medievali e aree archeologiche, ferrovie e ponti, coinvolgendo tutto il territorio nazionale. Se da Lombardia, Sicilia e Piemonte sono arrivate più di un terzo delle segnalazioni totali, la regione con più voti rispetto al numero degli abitanti è invece il Molise, mentre la Liguria è al primo posto per voti in rapporto alla sua superficie. Ora al primo, secondo e terzo classificato saranno messi a disposizione da Fai e Intesa Sanpaolo, a fronte della presentazione di un progetto da concordare, i premi da 50mila, 40mila e 30mila euro, mentre i referenti dei luoghi che hanno ottenuto almeno 2mila voti potranno candidare al Fai (attraverso un bando che verrà lanciato a marzo 2021) una richiesta di recupero o valorizzazione, legata a progetti concreti, attuabili in tempi certi e dotati di un cofinanziamento che assicuri un sostegno reale. Ecco i nomi dei primi dieci classificati e delle qualifiche nelle categorie speciali realizzate per questa edizione.

Giulia Giaume

1. CUNEO – VENTIMIGLIA – NIZZA: LA FERROVIA DELLE MERAVIGLIE

Ferrovia Cuneo – Ventimiglia – Nizza

Al primo posto, con oltre 75mila voti, la Ferrovia Cuneo – Ventimiglia – Nizza: un tracciato panoramico di oltre cento chilometri che unisce la pianura piemontese al mare ligure, e l’Italia alla Francia. La strada, realizzata quasi due secoli fa, affronta un dislivello di mille metri con una vista mozzafiato sulla riviera di Ponente e la Costa Azzurra. Oggi, per via della difficoltà nella manutenzione e della mancanza di una politica di rilancio, una delle ferrovie turistiche più apprezzate d’Europa ha solo due corse al giorno e minaccia la chiusura: la vittoria potrebbe significare la sua rinascita.

2. CASTELLO E PARCO DI SAMMEZZANO (REGGELLO, FIRENZE)

Villa-castello di Sammezzano

Con più di 62mila voti vince il secondo posto la villa-castello di Sammezzano, tenuta di caccia medicea circondata da un grande parco di 187 ettari. Già vincitore dell’edizione 2016 dei Luoghi del Cuore, è il primo sito a ottenere uno dei primi tre posti in più tornate della votazione. Acquistato nel Seicento dagli Ximenes d’Aragona, è stato trasformato nella sua veste attuale intorno alla metà dell’800 dal marchese Ferdinando Panciatichi: l’ispirazione è orientalista ed eclettica, con richiami all’arte moresca dell’Alahambra di Granada e al Taj Mahal. Utilizzato nel XX secolo come albergo, è stato acquisito da una ditta privata che non ne ha promosso il recupero: grazie alle visite e all’attività di sensibilizzazione intrapresa dal movimento civico “Save Sammezzano” la fama del castello è però cresciuta ed è stato utilizzato per la realizzazione di spot e film tra cui “Il racconto dei racconti” di Matteo Garrone. Ora gli interventi di messa in sicurezza diventano sempre più urgenti.

3. CASTELLO DI BRESCIA

Castello di Brescia

Al terzo posto, scelto da oltre 43mila persone, si classifica la grande fortificazione sulle pendici del colle Cidneo, un complesso vasto, articolato e strettamente legato alla storia di Brescia. Dai primi insediamenti dell’età del Bronzo alle mura romane, il castello mostra le subsequenti influenze sull’area: il Mastio centrale, le mura merlate e il torrione sono viscontei, mentre i bastioni e l’ingresso monumentale con ponte levatoio testimoniano la secolare presenza della Repubblica di Venezia.

4. LA VIA DELLE COLLEGIATE (MODICA, RAGUSA)

Via delle Collegiate tra Modica e Ragusa

Al quarto posto (con uno stacco di poche migliaia di voti dal terzo) c’è la via delle chiese Collegiate tra Modica e Ragusa. Dal Concilio di Trento, il vescovato cattolico ha confermato la sua presenza sul territorio modicano attraverso l’istituzione di chiese che sorreggessero la fede della popolazione. Le Collegiate di San Giorgio, Santa Maria di Betlem e San Pietro, erette a Collegiate Insigni durante il XVII secolo, rappresentano una vivida testimonianza della storia delle città, con forme artistiche tardo gotiche, barocche e tardo barocche. La creazione di questi monumenti ha portato con sé un’opera continua e incessante di restauro che vuole trovare oggi nel percorso della via delle Collegiate uno strumento pratico per la conservazione e la valorizzazione della loro eredità culturale.

5. L’OSPEDALE E LA CHIESA DI IGNAZIO GARDELLA (ALESSANDRIA)

Ospedale e Chiesa di Ignazio Gardella

Al quinto posto, con oltre 30mila voti, vi sono l’ospedale e la chiesa di Ignazio Gardella: precoce esempio di architettura razionalista, la chiesa sorge nel parco annesso all’ex sanatorio, costruito a partire dagli anni Venti per contrastare la tubercolosi e ora Centro Riabilitativo Polifunzionale. L’architetto Ignazio Gardella ha plasmato la chiesa secondo un lessico moderno e innovativo, includendo la torre campanaria che spartisce la facciata, la simmetria degli spazi interni e la nudità delle superfici. I comitati “Azienda Ospedaliera di Alessandria”, “Il cuore dei Circensi per la chiesa di Ignazio Gardella”, “Insieme per Alessandria”, “Le scuole del territorio custodi della memoria viva delle opere di Ignazio Gardella” sono nati per promuovere la conoscenza degli edifici, valorizzare la figura di Gardella e sollecitare il recupero della chiesa, in pessimo stato di conservazione. Il luogo è anche uno dei due siti ad aggiudicarsi 5mila euro di premio per aver superato i 50mila voti.

6. CHIESA RUPESTRE DI SAN NICOLÒ INFERIORE (MODICA, RAGUSA)

Chiesa rupestre di San Nicolò inferiore

Sono molte le chiese rupestri fuori e dentro le mura di Modica, unica città ad avere due candidature nei primi dieci posti della classifica. Nel centro storico dell’antico borgo, in via Grimaldi, si trova la chiesa dedicata a San Nicolò, a cui oltre 30mila persone hanno espresso vicinanza e affetto attraverso il censimento: realizzata tra l’XI ed il XII secolo con la conquista normanna, costituisce uno dei più importanti esempi di architettura religiosa nella Sicilia sud-orientale. Trattandosi della chiesa del quartiere grecofono di Modica, ospitò inizialmente il rito orientale, gradualmente abbandonato in seguito all’affermarsi del processo di latinizzazione. Alla fine del Cinquecento la chiesa venne annessa alla vicina e più grande parrocchia di San Pietro.

7. PONTE DELLA GRAVINA O PONTE ACQUEDOTTO (BARI)

Ponte della Gravina o Ponte Acquedotto

Al settimo posto l’imponente struttura ad archi di 90 metri di lunghezza e 37 di altezza che collega le due sponde del torrente Gravina in Puglia. Costruita per permettere l’attraversamento dell’antico Crapo (con fonti storiche che risalgono alla metà del Seicento), permetteva ai fedeli di raggiungere la chiesa della Madonna della Stella. Reso fragile dal sisma del 1686, crollò nel terremoto del 1722, e la famiglia cardinalizia degli Orsini di Roma, proprietaria del feudo di Gravina, ne ordinò la ricostruzione e conversione in acquedotto. Il ponte è stato parzialmente convertito in tufo e consolidato nella seconda metà dell’Ottocento, e pochi mesi fa è diventato il protagonista di una scena del nuovo film di James Bond No time to die. Il sito ha vinto il premio messo in palio per il luogo che ha ricevuto più voti via web, per il quale il Fai curerà la realizzazione di un video storytelling (al posto del Castello di Sammezzano, dato che nessun luogo può vincere più di un premio).

8. CHIESA DI SAN MICHELE ARCANGELO DI PEGAZZANO (LA SPEZIA)

Chiesa di San Michele Arcangelo di Pegazzano

È nel piccolo borgo spezzino di Pegazzano il sesto Luogo del Cuore: è la Chiesa di San Michele Arcangelo, convertita al santo da un edificio preesistente alla fine del Trecento. Nel XV secolo la zona fu abbandonata per una grave epidemia e tornò ad essere abitata solo nella seconda metà del XVI secolo. L’aspetto attuale deriva da un rimaneggiamento del XVII secolo, anche se nella lunetta del portale d’ingresso si trovano ancora tracce di un antico affresco raffigurante San Michele. Nel 1929 fu eseguita l’ultima decorazione pittorica di cui oggi si può ancora vedere la bellezza anche se, purtroppo, la chiesa versa in stato di pesante rovina.

9. EREMO DI SANT’ONOFRIO AL MORRONE (SULMONA, L’AQUILA)

Eremo di Sant’Onofrio al Morrone

L’eremo al settimo posto dei Luoghi del Cuore, risalente al XIII secolo, è il luogo più intimamente connesso alla vicenda di Pietro Angelerio, detto da Morrone, poi diventato papa Celestino V. Arroccato sulla parete rocciosa del Morrone che si erge sui resti del tempio di Ercole Curino, ospita la grotta che fu il primo rifugio dell’eremita. Dal suo belvedere si vedono la grande abbazia di Santo Spirito a Morrone, il campo di prigionia 78 e l’intera Valle Peligna. Questo luogo è il secondo ad aggiudicarsi 5mila euro di premio come sito che ha superato i 50mila voti.

10. MUSEO DEI MISTERI DI CAMPOBASSO

Museo dei Misteri Campobasso

Scelti da oltre diecimila persone, i Misteri riassumono in sé qualità artistiche, folclore, religiosità e devozione popolare. Nati dall’unione tra la creatività di Paolo Saverio Di Zinno e la maestria dei fabbri ferrai campobassani, i Misteri sono macchinari costituiti a partire da una base di legno nella quale è inserita una struttura in ferro che si ramifica in imbracature su cui vengono posti dei bambini, che apparentemente sospesi nel vuoto rappresentano angeli, diavoli, santi e madonne. Questi “quadri viventi” vengono portati a spalla in processione nel giorno del Corpus Domini a Campobasso ancora oggi, dopo più di 250 anni dai primi sei Misteri creati alla fine del Settecento. Fortemente voluto dall’Associazione Misteri e Tradizioni, il museo è il più visitato del Molise, con oltre 220mila visitatori, 220 eventi, 90mila fotografie catalogate, 350 documenti datati e 600 video.

11. PREMI SPECIALI: LUOGHI STORICI DELLA SALUTE E ITALIA SOPRA I 600 METRI

Luoghi del Cuore FAI

La decima edizione del censimento si è contraddistinta dal lancio di due classifiche speciali: una dedicata ai Luoghi storici della salute, creata in omaggio al personale sanitario impegnato nella lotta al Covid-19, che ha visto trionfare la Chiesa e l’Ospedale di Ignazio Gardella ad Alessandria; la seconda è intitolata Italia sopra i 600 metri, ed è riservata ai territori di grande valore ambientale e storico, con pochi abitanti ma un notevole potenziale, spesso caratterizzati da dissesto idrogeologico, mancanza di infrastrutture, servizi e risorse oltre che da un forte spopolamento. A vincere è stata la Ferrovia Cuneo-Ventimiglia-Nizza, ma il premio in palio, non cumulabile con quello assegnato al vincitore assoluto del censimento, spetta all’Eremo di Sant’Onofrio al Morrone a Sulmona. A entrambe le località verrà assegnato un premio di 20mila euro garantito da Fai e da Intesa Sanpaolo.

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Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.