L’Arco di San Marco è la nuova opera pubblica che celebra la Via Francigena in Puglia

Progettato dall’architetto Antonio Pio Saracino e commissionato dal Comune e da Lions Club, il grande Arco di San Marco in Lamis è un simbolo della tradizione religiosa del luogo, elaborato in chiave contemporanea.

Arco di San Marco in Puglia. Courtesy Antonio Pio Saracino
Arco di San Marco in Puglia. Courtesy Antonio Pio Saracino

L’Arco di San Marco, da poco inaugurato presso San Marco in Lamis (provincia di Foggia), è un monumento pubblico che omaggia il culto religioso e la tradizione del pellegrinaggio in questi luoghi attraverso un linguaggio universale e contemporaneo. A progettarlo, l’architetto Antonio Pio Saracino, originario di San Marco e ora di base a New York, dove lavora nel suo studio di architettura APS Designs, Inc per commissioni internazionali.

Arco di San Marco in Puglia. Courtesy Antonio Pio Saracino
Arco di San Marco in Puglia. Courtesy Antonio Pio Saracino

L’ARCO DI SAN MARCO IN PUGLIA

L’opera, commissionata dal Comune e dal Lions Club locale, costituisce un simbolo del pellegrinaggio sulla Via Sacra Langobardorum-Via Francigena e sorge in Piazza Europa: ovvero il punto di incontro che unisce gli assi che conducono agli antichi conventi di Santa Maria di Stignano e di San Matteo. La particolarità di questi due luoghi è quella di avere, nei rispettivi chiostri, pozzi dotati di eleganti archi, gli stessi che hanno ispirato la fisionomia della struttura di Antonio Pio Saracino. L’Arco inoltre è un simbolo universale: si ritrova in svariate culture nel mondo ed è sempre associato a un buon auspicio, a un passaggio o un cambiamento, data la sua funzione di portale.

Arco di San Marco in Puglia. Courtesy Antonio Pio Saracino
Arco di San Marco in Puglia. Courtesy Antonio Pio Saracino

IL COMMENTO DELL’ARCHITETTO SARACINO

Ho voluto utilizzare un linguaggio contemporaneo all’interno di una comunità dove le tradizioni cristiane e cattoliche sono profondamente radicate”, ci spiega l’architetto Saracino, raggiunto da Artribune, “e questo lo considero già un segno di passaggio, di cambiamento. Inoltre è impressionante riscontrare il modo positivo in cui il pubblico ha reagito alla comunità. Ti fa capire come sia reale il potere dell’opera pubblica di rafforzare il senso di appartenenza da parte dei cittadini che la vivono tutti i giorni”. E conclude, “Tutto quello che possiamo controllare nella nostra vita non sono le condizioni esterne, ma solo le nostre scelte e il modo di reagire di fronte alla realtà. Queste azioni ci rendono consapevoli della nostra capacità di orientare la rotta del percorso. Ci ricordano che nella vita la fede nel tragitto è determinate”.

Arco di San Marco in Puglia. Courtesy Antonio Pio Saracino
Arco di San Marco in Puglia. Courtesy Antonio Pio Saracino

IL MATERIALE DELL’ARCO DI SAN MARCO

L’Arco di San Marco, realizzato in pietra di Apricena, è progettato per ricordare con la sua geometria orizzontale i movimenti del sottosuolo, come la tettonica delle placche e la formazione delle pietre, dove strati di materiali si formano l’uno sull’altro, non in modo regolare ma randomico. Questo elemento è stato inserito per celebrare la natura con la sua irregolarità, e quindi la sua bellezza.

-Giulia Ronchi

www.antoniopiosaracino.com 

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.