Demanio Marittimo.KM-278 compie dieci anni. Doppia intervista ai fondatori della notte delle arti

Venerdì 17 luglio torna Demanio Marittimo.KM-278, l’appuntamento estivo che si svolge sulla spiaggia di Marzocca di Senigallia, dal tramonto all’alba. I fondatori Cristiana Colli e Pippo Ciorra ci presentano la decima edizione di questa maratona dedicata a architettura, arti e design.

Demanio Marittimo.KM 278, Marzocca di Senigallia, 2013
Demanio Marittimo.KM 278, Marzocca di Senigallia, 2013

Anche nell’estate 2020 Demanio Marittimo.KM-278 torna sulla spiaggia di Marzocca di Senigallia, in una dimensione più intima e rispettosa delle regole anticontagio, ma che non vuole rinunciare all’appuntamento consolidato che nel tempo l’ha resa un punto di riferimento del dibattito su architettura, arti e design. Quest’anno giunto alla decima edizione, Demanio Marittimo si svolge la notte del 17 luglio segnando un importante traguardo promosso dalla rivista MAPPE, Gagliardini Editore e dall’Associazione Demanio Marittimo.Km-278, con la collaborazione del MAXXI, Museo Nazionale delle Arti del XXI secolo, del Comune di Senigallia, della Regione Marche e con il supporto di un’ampia rete di imprese, istituzioni e associazioni culturali nazionali e internazionali. Al centro del programma 2020 c’è quindi il racconto della storia di questa manifestazione a partire dai suoi inizi, ricordando i momenti salienti, i temi, le parole chiave e gli ospiti internazionali (che sono, in totale, 400) che ne hanno costruito l’identità. Tra i contributi, c’è il progetto curato da Davide Quadrio, Seascape/Borderscon, con opere video di Joāo Penalva, Yang Zhenzhong, Olivo Barbieri, Sophie Calle, Lawrence Abu Hamdan e Alessandro Sciarroni, già protagonisti delle precedenti edizioni; presente anche l’installazione site specific di Oliviero Fiorenzi; i dispacci dal progetto Linea 1201 di Angelo Bellobono in viaggio sulla dorsale appenninica; l’incursione di Galleria Continua, che celebra i 30 anni, e l’entrata nei luoghi più emblematici del network Hauser&Wirth. Sul fronte architettura, non manca la presentazione del lavoro di Lucy Styles vincitrice di YAP 2020, di Margherita Guccione Direttore Generale Creatività Contemporanea e dei giovani vincitori del Concorso di Allestimento di DMKM27, che sarà realizzato nel 2021. Grande attenzione anche alla ristorazione, con affermati chef locali: Mauro Uliassi, Moreno Cedroni e Paolo Brunelli. Di seguito, la doppia intervista a Cristiana Colli e Pippo Ciorra, curatori e fondatori di Demanio Marittimo.KM-278.

Yto Barrada, Hand Me-Downs, 2011 film still
Yto Barrada, Hand Me-Downs, 2011 film still

Il festival giunge quest’anno alla decima edizione. Qual è il modo più consono per celebrare e condividere con il pubblico questo importante traguardo?
Cristiana Colli: Quello che è successo impone sobrietà e rispetto, e il modo più consono per esserci è quello che garantisce il rispetto ferreo delle regole vigenti, che significa mettere al centro le persone e la loro sicurezza. Non si tratta di festeggiare ma piuttosto di permanere, mantenere la posizione – concettuale e fisica. L’approdo dei dieci anni è il riconoscimento a un sistema di narrazioni, mappe cognitive, spaziali, e credo anche emotive.

Pippo Ciorra: Non so se è un traguardo da celebrare, diciamo che è un compleanno importante, e che nonostante tutte le difficoltà abbiamo necessità di essere presenti anche questa volta nel “nostro” spazio pubblico, la spiaggia di Marzocca. Certo abbiamo vacillato ma, pur sapendo che avremmo dovuto ridimensionare il progetto ed adattare il format alle circostanze, abbiamo scelto di essere in spiaggia di persona. La ragione della nostra scelta è doppia: da un lato confermare la nostra presenza nell’ambito spazio-temporale della città adriatica; dall’altro ricordare a tutti che le culture e discipline di cui abbiamo disperato bisogno si nutrono di relazioni reali, incontri, scambi ravvicinati e a volte silenziosi, che ostinatamente intendiamo alimentare.

Anche nella fase post lockdown Demanio Marittimo torna regolarmente, traendo beneficio dalla sua naturale identità outdoor. Quali sono le misure di sicurezza che prenderete? Avrete qualche “impedimento” in più nello svolgimento della manifestazione rispetto agli scorsi anni?
CC: Le criticità riguardano normative e responsabilità, partecipazioni nazionali e internazionali, risorse. Sono questioni molto concrete che ci hanno messo davanti a un bivio: rinunciare o procedere con l’innovazione del format su una strada stretta e insidiosa. Ovviamente abbiamo scelto la via più rischiosa ma anche più generosa. Ci siamo messi in gioco, e venerdì Demanio ci sarà: sarà diverso, fruibile in diversa modalità – dai nostri device più personali e davanti a un grande schermo che parla al cielo e parla al mare sulla spiaggia di Marzocca. Era necessaria la testimonianza, l’atto di fiducia, l’ardore nonostante tutto, per mantenere progettualità, prospettiva e il presidio dello spazio fisico come spazio vitale.

PC: Direi che la risposta deve sdoppiarsi in due direzioni diverse, una locale e l’altra globale. Quella locale è semplice. L’evento può svolgersi abbastanza regolarmente grazie alla condizione outdoor e alla generosità dello spazio. Fermo restando che rispetteremo tutte le regole anti-contagio che si applicano oggi agli eventi pubblici en plein air. Gli impedimenti ovviamente sono molti, dalla presenza quasi impossibile del cibo al numero delle persone, all’accesso “non del tutto libero”. Ma l’impedimento che più conta, dal mio punto di vista, è quello relativo allo stato globale della pandemia, che ci impedirà di portare a Marzocca le decine e decine di ospiti internazionali che ogni anno arrivano da ogni parte del pianeta. Sarà quindi un Demanio più “intimo”, ma forse proprio per questo avrà un valore particolare.

Lawrence Abu Hamdan, Walled Unwalled
Lawrence Abu Hamdan, Walled Unwalled

Grazie all’apporto digitale Demanio Marittimo sarà anche una manifestazione parzialmente online. Quali contenuti metterete in rete?
CC: La dimensione digitale è una possibilità per espandere il progetto, tanto che Demanio ha concepito una mappa che è un piccolo lab di pensiero e sperimentazione: se la tecnologia è uno strumento funzionale è una commodity, se è un salto di paradigma la questione è cognitiva. Quest’anno le modalità di fruizione introducono a relativismi intriganti sulla dilatazione del tempo e dello spazio, con salti e ponti tra i devices che intervengono sull’idea di simultaneità e interrelazione. Demanio 2020 è un grande palinsesto online e offline che restituisce per tematismi e linguaggi diversi – immagini, progetti, video e voci –  l’esperienza decennale a cui si aggancia la decima edizione. La dimensione specchiata e moltiplicata tra l’intimità privata dell’online e l’intimità pubblica della spiaggia, che diventa anche diretta streaming sui canali social, spero determini reazioni interessanti.

PC: Possiamo dire che la agency di Demanio Marittimo km 278 quest’anno si realizzerà in almeno tre modalità diverse. La prima è la presenza vera e propria, con una piccola serie di conversazioni che affronteranno i temi tipici del nostro tempo nel campo dell’architettura, dell’arte, del cibo, delle pratiche culturali. La seconda è la presenza “in video” di molti protagonisti delle discipline citate, attraverso interviste, video-selfie e bevi flash raccolti anche con l’aiuto del MAXXI. La terza è la trasposizione digitale di questi contributi insieme al video-archivio creato insieme a Francesca Molteni sui dieci anni trascorsi sui social e sul sito di Mappe. L’insieme di questi vari media dovrebbe consentire al “nostro pubblico” di essere variamente con noi anche quest’anno.

Dopo dieci anni vi sarete fatti un’idea del tipo di pubblico che Demanio riesce ad attrarre. Si tratta di soli addetti al settore o pensate che l’analisi dell’architettura e del design che a ogni edizione affrontate arrivi anche al pubblico generico?
CC: Il pubblico non esiste, esistono tanti pubblici e tante persone che si sono riconosciuti in un concept e una programmazione articolata non tanto e soprattutto sullo sguardo. Siamo stati accurati e specifici nello scegliere temi pratiche e storie come dispositivi che creano connessioni, spostamenti, incroci. Non una tassonomia compilativa disciplinare, piuttosto una ricerca delle tante frontiere, dei confini mobili, delle interrogazioni. Così è stato naturale mettere insieme – senza gerarchia se non quella del rigore e della qualità – giovani autori e maestri, teorici, imprese e filiere. Dal gelato alla città.

PC: Il format di Demanio, che è forse anche il suo contenuto più forte, piace ovviamente a tutti. Per cui direi che tutti quelli che vengono a contatto col progetto provano empatia e desiderio di partecipare. Vale anche qui un doppio binario, locale e più ampio. Nell’ambito marchigiano la capacità attrattiva di Demanio si espande abbastanza felicemente nel pubblico che lei chiama “generico”. In realtà attira tutti quelli che hanno curiosità per l’evento culturale “in genere”, l’imprenditoria più vicina alla cultura, i flaneur delle parole a cielo aperto dei festival estivi. Dopodiché, su scala nazionale e internazionale, ha uno zoccolo duro tra praticanti e appassionati di architettura e di arte, che sono disposti a prendere un aereo o un treno per essere presenti con noi sulla spiaggia. Penso che di anno in anno il programma di Demanio abbia sempre ben raccontato la composizione discretamente eclettica della sua attendance, facendone un punto forte.

Demanio Marittimo 2016 - foto di Federica Mariani
Demanio Marittimo 2016 – foto di Federica Mariani

Nell’annuncio della nuova edizione di Demanio si fa riferimento all’avvicinamento sociale come uno dei compiti di questa edizione, riferendosi al concetto di comunità. Cosa intendete esattamente?
CC: Demanio finisce all’alba quindi di fronte al futuro. Nel tempo abbiamo cercato di costruire una piattaforma di cittadinanza culturale, di appartenenza. Demanio ha generato, e allo stesso tempo è figlio di una comunità cresciuta intorno all’esperienza più che ventennale della rivista Mappe con le relative attività culturali promosse con visione e preveggenza dalla famiglia Gagliardini. Così è divenuto una community – locale, nazionale e internazionale, temporanea e in parte permanente.

PC: È quello che ho scritto prima. Come tutti, o almeno come molti di noi, comincio a sentire una certa insofferenza verso la online life che abbiamo vissuto in questi mesi. Ci sono molte cose che si possono trasferire sulle piattaforme tecnologiche (riunioni, conferenze remote, comunicazione un po’ di pettegolezzo, insomma soprattutto parole). Ma, per quel che riguarda le “opere”, le persone, gli spazi, le relazioni, vogliamo poter tornare a vederle dal vivo, toccare, sfiorarci eccetera. E questo vale anche al di là del concetto di comunità.

Da dieci anni Demanio Marittimo si svolge nell’insolita location della spiaggia Marzocca di Senigallia. Qual è la connessione tra architettura, design e questa ambientazione balneare?
CC: Marzocca è un luogo speciale, poetico, inattuale e contemporaneo insieme, un cortocircuito. Il paesaggio perfetto per un progetto che ambisce, attraverso la cultura, a trasformare un inerte – il demanio marittimo come particella anonima – in un unicum, un paradigma. Per velocità e intensità, una candela che brucia da due parti. Ma brilla e illumina.

PC: Questa è la risposta più facile. La Città Adriatica, vale a dire il sistema urbano costiero diffuso adriatico, è il paradigma urbano che più abbiamo studiato in questi anni e che rappresenta una delle alternative più forti (anche se non necessariamente più ecologiche) al modello novecentesco città-periferia-campagna. La sezione di paesaggio che parte dalle colline e scende fino alla spiaggia antistante la Madonnina del Pescatore è un frammento tipico di questa mega-città e a modo suo uno dei landmark, come potrebbero essere Piazza del Popolo o via Giulia nella città storica. In più, fin dal primo anno, la spiaggia di Marzocca porta dentro di sé un piccolo frammento di memoria dell’Estate Romana, della sua capacità di creare spazio pubblico nello spazio vuoto, dell’importanza che riconosceva all’architettura e alle arti come attori importanti del discorso politico.

-Giulia Ronchi

Demanio Marittimo.KM-278
Venerdì 17 luglio 2020
Dalle 18 alle 6 della mattina seguente
spiaggia di Marzocca di Senigallia
http://www.mappelab.it/
http://www.demanio-marittimo-km-278.it/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.