Pari opportunità in architettura: torna il Lilly Reich Grant della Fundació Mies van der Rohe

135 anni fa nasceva a Berlino la designer Lilly Reich, partner artistica di Ludwig Mies van der Rohe nella realizzazione del famoso Padiglione di Barcellona del 1929 e non solo. In ricordo della professionista, la Fundació Mies van der Rohe ha avviato nel 2018 il programma Lilly Reich Grant for equality in architecture, giunto alla seconda edizione.

Re-enactment © Pepo Segura
Re-enactment © Pepo Segura

Pur essendo stato fondamentale per la realizzazione di alcuni prodotti di design e di architetture iconiche, il sodalizio tra Mies van der Rohe e Lilly Reich non è ancora universalmente ricordato. Anche per questo motivo la Fundació Mies van der Rohe ha istituito il Lilly Reich Grant for equality in architecture, giunto quest’anno alla sua seconda edizione. La borsa di studio porta il nome della designer tedesca come riconoscimento alla sua figura professionale, molto spesso ignorata o sconosciuta e per anni considerata secondaria rispetto a quella di Mies. La volontà del Lily Reich Grant è quella di incentivare la parità di accesso all’architettura a prescindere dal genere e di promuovere lo studio di architetture dimenticate o di professionisti non riconosciuti come tali e spesso discriminati a causa di circostanze personali.

TUTTE LE NOVITÀ DEL LILLY REICH GRANT

Quest’anno la fondazione inserisce una novità che include i giovani. In questa seconda edizione, tramite un concorso, la fondazione propone di sostenere gli studenti delle scuole superiori nella realizzazione di ricerche riguardanti contributi architettonici che siano stati dimenticati o non considerati dalla storiografia: per contrastare l’invisibilità nel campo dell’architettura, dà quindi vita alla Lilly Reich Grant for Senior High School Students Research. Con la stessa modalità dell’open call,la fondazione si rivolge anche ai ricercatori accademici attraverso la Lilly Reich Grant of academic research, che, come negli anni passati, chiede agli studiosi di focalizzarsi sulla ricerca riguardo il lavoro di Lilly Reich, con l’obiettivo di riportare alla luce e condividere il suo fondamentale contributo all’architettura moderna.  

RICORDARE E CONOSCERE L’OPERA DI LILLY REICH

Vera e propria pioniera del design, Lily Reich (Berlino, 185-1945) è stata spesso oscurata dal nome di Mies van der Rohe con il quale ha collaborato alla realizzazione di progetti decisamente noti. Ha affiancato l’architetto nella realizzazione del padiglione di Barcellona del 1929, della Villa Tugendath – e dei relativi arredi-, entrambe opere in cui l’attento utilizzo del materiale detta la composizione dello spazio. Inoltre Reich ha partecipato alla progettazione degli interni del Weissenhof di Stoccarda (1927) ed è una delle poche donne ad aver insegnato al Bauhaus. Sulla designer attualmente non esiste alcun testo in italiano e sono pochi persino i volumi in tedesco; il suo archivio, contenente i disegni originali è stato distrutto sotto i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Tuttavia alcuni di questi sono stati salvati e sono conservati al MoMA di New York e nell’archivio del Bauhaus: rappresentano ad oggi l’unica ufficiale prova del fondamentale apporto della designer al contesto dell’architettura e del design del Novecento. La prima edizione del Lilly Reich Grant è stata assegnata a Laura Martínez de Guereñu per Re-encatment: Lilly Reich’s work occupies the Barcelona Pavilion, i cui esiti sono in mostra fino al 15 luglio naturalmente all’interno del mitico Padiglione.

-Sara Villani

https://miesbcn.com

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Sara Villani
Architetto. Nasce a Cuneo in un sabato di maggio del 1994 e dopo aver terminato Liceo Classico si trasferisce in Svizzera. Si laurea all’Accademia di Architettura di Mendrisio (AAM) in cui ha la possibilità di frequentare gli atelier di architetti dal valore internazionale. Tra il 2015 e il 2016 stanca della Svizzera scappa per un anno a Lisbona e oltre a lavorare in uno studio di progettazione si innamora della lingua e della cultura del posto. È appassionata dell’architettura e del design del secondo Novecento, ma oltre a questo ama l’arte, il cinema, il buon cibo e leggere libri (meglio se di Saramago).