Per ripartire l’Italia ha bisogno di architettura. Online il Consiglio Nazionale degli Architetti

“L’architettura è cultura e bene comune” è l’evento digitale organizzato per iniziativa del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC). Una maratona di 24 ore non stop in programma questo weekend, associata a una piattaforma che resterà attiva fino all’autunno

Skyline Milano dal Duomo di Milano Photo Irene Fanizza
Skyline Milano dal Duomo di Milano Photo Irene Fanizza

Come ripensare e riprogettare il nostro Paese a seguito di questa emergenza sanitaria? A questo cruciale quesito si cerca di dare risposta sabato 23 maggio con l’evento online L’architettura è cultura e bene comune. L’appuntamento è live sul sito architettiperilfuturo.it e cerca di dare voce non solo alla comunità degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, ma anche a cittadini, istituzioni e imprese, creando un dialogo e un confronto partecipativo. “Il Covid, oltre ad averci fatto piombare in una profonda crisi sanitaria ed economica, può rappresentare una gigantesca opportunità verso il cambiamento, con interventi radicali, in una partita tutta da giocare senza aver paura di giocarla. Per farlo è necessario elaborare proposte di futuro ripensando le città e i territori, agendo sugli stili dell’abitare, sulla mobilità, sull’accesso ai servizi, e su uno sviluppo in forme più distribuite e reticolari.”, ha indicato Giuseppe Cappochin, Presidente del CNAPPC. “Abbiamo pensato a una piattaforma perché crediamo nel senso di comunità, nella forza della voce collettiva che condensa, dà spazio e rilievo ai pensieri dei singoli nel mondo dell’architettura”. Oltre a lui, in questo ciclo di incontri interverranno anche Federico Parolotto (co-founder di MIC Mobility In Chain), Ferruccio Resta, (rettore del Politecnico di Milano) e gli altri membri del Comitato Scientifico, recentemente attivato dal CNAPPC, tra cui Mario Cucinella.

Giuseppe Cappochin, Presidente del Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, durante al Congresso nazionale Architetti – Ph. Moreno Maggi
Giuseppe Cappochin, Presidente del Consiglio Nazionale Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, durante al Congresso nazionale Architetti – Ph. Moreno Maggi

IL MANIFESTO E 400 INTERVENTI 

L’evento ruota intorno a 5 temi principali: Progettare secondo le sfide globali 2030/50; L’Italia, una rete di Resilient Cities; La sostenibilità dell’Abitare; Rigenerazione urbana: luoghi pubblici, servizi, mobilità e partecipazione; Nuovi modelli virtuosi. Gli architetti e gli altri professionisti del settore sono un tassello fondamentale in questa fase drammatica della vita dell’Italia e sono chiamati a riflettere sulla ricostruzione di un modo di vivere modificato e a interpretare con nuova consapevolezza lo spazio domestico e pubblico, sempre tenendo conto delle nuove priorità. Per questo è stato redatto il Manifesto L’architettura è cultura e bene comune: sarà pubblicato sulla piattaforma e si compone di dieci punti che saranno motivo di lavoro e ricerca. I goals sono molto vari e spaziano dalla progettazion sostenibile – Architettura per la sfida 2030-2050: 17 Sustainable Development Goals (SDG)– alla rigenerazione urbana fino al percepire l’architettura come conoscenza multidisciplinare. Il sito architettiperilfuturo.it rimarrà attivo fino all’autunno per raccogliere e condividere idee, suggestioni e pareri che andranno a comporre una proposta da sottoporre all’attenzione delle istituzioni.

– Sara Villani

www.architettiperilfuturo.it

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Sara Villani
Architetto. Nasce a Cuneo in un sabato di maggio del 1994 e dopo aver terminato Liceo Classico si trasferisce in Svizzera. Si laurea all’Accademia di Architettura di Mendrisio (AAM) in cui ha la possibilità di frequentare gli atelier di architetti dal valore internazionale. Tra il 2015 e il 2016 stanca della Svizzera scappa per un anno a Lisbona e oltre a lavorare in uno studio di progettazione si innamora della lingua e della cultura del posto. È appassionata dell’architettura e del design del secondo Novecento, ma oltre a questo ama l’arte, il cinema, il buon cibo e leggere libri (meglio se di Saramago).