Architettura condivisa. L’esempio di Comunal: Taller de Arquitectura

Partecipazione e sostenibilità sono le linee guida del lavoro di Comunal: Taller de Arquitectura, fondato da Mariana Ordóñez Grajales e Jesica Amescua Carrera.

Power to the people: dopo anni di archistar e icone milionarie, potrebbe essere questo il motto per il decennio che si è aperto pochi mesi fa. A scommetterci è il World Architecture Festival, che lo scorso dicembre ha assegnato a Comunal: Taller de Arquitectura e al suo lavoro con le comunità indigene messicane l’AR Emerging Architecture Award. Per Mariana Ordóñez Grajales (1987) e Jesica Amescua Carrera (1983), infatti, l’architettura non è opera di un genio isolato, ma “un processo sociale partecipativo, vivo e aperto, che permette agli abitanti, posti al centro del progetto, di esprimere bisogni e aspirazioni”.
Un approccio che, a partire dal 2013, si lega agli indigeni Nahua e alla loro battaglia in difesa della memoria culturale e costruttiva locale. Sfruttando l’abbondanza di bambù della Sierra Nororiental di Puebla, il duo di progettiste elabora insieme alla comunità di Tepetzintan un’unità abitativa a basso costo, che rispetta i caratteri e gli spazi dell’abitare tradizionale, integrando principi di bioclimatica e sostenibilità. Due anni dopo, grazie a una serie di workshop tecnico-costruttivi coordinati da Comunal e alla condivisione di terra, lavoro e materiali secondo l’usanza del tequio, il prototipo diventa realtà. Inclusiva, partecipata e contestuale, l’opera collettiva nel cuore della Sierra arriva fino a Venezia, unendosi alle fila del fronte messicano alla Biennale 2016 diretta da Alejandro Aravena.

Community of Tepetzintan + Comunal. Taller de Arquitectura, Social Housing Production I, Sierra Nororiental de Puebla, Messico. Photo Onnis Luque
Community of Tepetzintan + Comunal. Taller de Arquitectura, Social Housing Production I, Sierra Nororiental de Puebla, Messico. Photo Onnis Luque

LE DIFFICOLTÀ E I PROGETTI DI COMUNAL

Nonostante il plauso internazionale, la commissione per l’edilizia abitativa, negando il finanziamento di opere in materiali e tecniche tradizionali, impedisce ai Nahua di replicare il prototipo. Comunal elabora allora con l’Unione delle Cooperative Tosepan Titataniske un nuovo modello, che integra una struttura in cemento armato agli elementi modulari in bambù già progettati. Una mossa ingegnosa, che non solo sblocca i fondi governativi, ma addirittura apre un dibattito nazionale sul riconoscimento delle tecniche vernacolari.
Nel 2017 il confronto con le politiche pubbliche si estende al settore educativo. Ispirati dai workshop didattici, gli studenti del Bachillerato Rural Digital no. 186 di Tepetzintan avviano il progetto di auto-costruzione del loro istituto. Guidati da Grajales e Carrera, i giovani immaginano aule, laboratori e orti per recuperare mestieri tradizionali e riavviare l’economia locale, completando già nel 2018 la prima fase di costruzione.
Dopo il trionfo sul palco di Berlino, Comunal continua il suo “scambio di conoscenze” con le popolazioni indigene del Paese. E, raggiunto da Artribune, annuncia un importante salto di scala: “Stiamo lavorando a Ixtepec, nell’Istmo de Tehuantepec, con il Comité Ixtepecano e Unitierra per difendere le tradizioni insediative degli Zapotechi, e con esse il loro territorio devastato dai terremoti del 2017. Dopo un anno di workshop e consultazioni politiche, la nostra proposta di ricostruzione sociale è stata inserita fra i progetti pilota del Piano di ricostruzione nazionale: trenta abitazioni stanno per entrare in cantiere!”.

Marta Atzeni

www.comunaltaller.com

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #53

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Marta Atzeni
Interessata alle intersezioni fra l'architettura e le arti, si è laureata in Architettura presso l’Università degli Studi Roma Tre con una tesi teorica sui contemporanei sviluppi delle collaborazioni fra artisti e architetti. Collabora con l’AIAC nell’organizzazione di eventi, mostre e workshop; è parte del network di GVultaggio Architecure & Design.