Grandi architetture verso Paris 2024. Come cambierà la capitale francese?

A pochi mesi dall’apertura di Tokyo 2020, Parigi guarda già alla XXXIII Olimpiade, in programma nel 2024. Qui vi illustriamo cinque interventi architettonici previsti o in corso in città, che si concluderanno in tempo per le Olimpiadi.

Per ottimizzare le risorse in un’epoca in cui la realizzazione delle “grandi opere” suscita spesso una giustificata diffidenza, la grande manifestazione parigina si appoggerà, almeno sulla carta, su spazi e infrastrutture la cui implementazione rientra in una visione più globale e di lunga durata dello sviluppo della città. Sul piano architettonico e urbanistico, le macro-strategie messe in atto dalla capitale francese si riassumono in tre punti fondamentali: il riutilizzo diffuso del patrimonio edilizio esistente; l’estensione dell’evento oltre i confini amministrativi della città, con la collocazione strategica del Villaggio Olimpico a cavallo fra tre comuni della petite couronne; la (logica) messa a sistema dei luoghi dell’Olimpiade con il sistema di trasporto metropolitano del Grand Paris Express, attualmente in costruzione e il cui snodo più importante servirà proprio il villaggio. Nel frattempo, in attesa dell’avvio dei cantieri più specificamente legati ai giochi, molti grandi interventi previsti o in corso in città accelerano in funzione della nuova, imperdibile deadline del 2024.

1. MASTERPLAN DEL VILLAGGIO OLIMPICO E PARALIMPICO ‒ DOMINIQUE PERRAULT ARCHITECTURE ‒ ÎLE-SAINT-DENIS, SAINT-DENIS, SAINT OUEN

Masterplan del Villaggio Olimpico e Paralimpico, Allée Seine © Dominique Perrault Architecture

Il masterplan per il villaggio olimpio e paralimpico, disegnato dallo studio guidato da Dominique Perrault, ambisce a configurarsi come un modello da diversi punti di vista. Suggerisce strategie possibili per conferire alla Senna una nuova centralità nell’ecosistema della metropoli parigina; si basa su un modello d’integrazione tra la città dei giochi e il suo intorno urbano, che si vuole riferimento per le esperienze delle future sedi olimpiche; più in generale, si propone di esemplificare al meglio l’approccio francese alla città sostenibile del futuro prossimo. Circa 16mila atleti alloggeranno nelle residenze (tutte con struttura in legno) e frequenteranno l’immenso ristorante olimpico. Saranno seguiti da 6mila residenti e altrettanti lavoratori, che s’insedieranno stabilmente nell’area.

2. STAZIONE SAINT-DENIS PLEYEL DEL GRAND PARIS EXPRESS ‒ KENGO KUMA & ASSOCIATES ‒ SAINT-DENIS

Stazione Saint Denis Pleyel del Grand Paris Express © Kengo Kuma & Associates image by L’autre image

Nel 2015, lo studio Kengo Kuma & Associates vince il concorso per la realizzazione della nuova stazione di Saint-Denis Pleyel. Si tratta di uno dei nodi fondamentali del Grand Paris Express, l’ambizioso progetto in corso di estensione della rete metropolitana parigina. Kuma concepisce un edificio sviluppato su nove piani, di cui cinque fuori terra, che descrive come “un origami inondato di luce naturale”. L’accesso alle diverse quote della stazione, infatti, è assicurato da un sistema di piani inclinati, semplici “piegature” dello spazio pubblico circostante, con cui si pongono in assoluta continuità. E proprio l’assenza di barriere è un tema fondamentale di uno snodo urbano che sarà completato dal Franchissement Urbain Pleyel, la nuova piattaforma in quota che permetterà lo scavalcamento del vicino scalo ferroviario.

3. ONE ‒ RIPROGETTAZIONE DEGLI SPAZI PUBBLICI ATTORNO ALLA TOUR EIFFEL GUSTAFSON PORTER + BOWMAN ‒ PARIGI

Site Tour Eiffel. Masterplan Vision 2030 © Gustafson Porter + Bowman

Nel 2026, la straordinaria icona urbana che l’Esposizione Universale del 1889 lasciò in eredità a Parigi si avvicinerà rapidamente al 140esimo anno di età. Sarà fresca d’inaugurazione, invece, la prima porzione di OnE, il più grande parco urbano parigino, che raggiungerà in seguito un’estensione di 54 ettari, e di cui la Tour Eiffel rappresenterà il perno visuale e spaziale. Progettato dallo studio inglese Gustafson Porter + Bowman, vincitore del concorso indetto nel 2018 dalla Ville de Paris, OnE riconnetterà attraverso un progetto unitario la sequenza di spazi minerali e vegetali, pedonali e carrabili, che i visitatori percorrono tra il Trocadéro e l’École Militaire.

4. TOUR TRIANGLE ‒ HERZOG & DE MEURON ‒ PARIGI

Tour Triangle © Herzog & de Meuron

Dopo mesi di battaglie legali, sembra ormai ufficiale il via libera al cantiere per la discussa Tour Triangle, l’inusuale grattacielo triangolare progettato da Herzog & de Meuron nel quartiere di Porte de Versailles, che ospiterà un hotel di lusso e spazi di coworking. La tour Eiffel, il Centre Pompidou, la Pyramide du Louvre: il paesaggio urbano della Parigi moderna è ricco di edifici che, dopo aver scatenato feroci controversie, si sono trasformati in simboli amati, o perlomeno accettati, dai più. La torre del duo svizzero avrà lo stesso destino? Nell’incertezza, progettisti e promotori hanno scelto un orientamento strategico e prudente per l’edificio: da nord, ossia dal centro città, lo si vedrà come un’innocua lama sottilissima, mentre il suo prospetto piramidale dominerà sui quartieri di banlieue che lo fiancheggiano a est e a ovest.

5. RISTRUTTURAZIONE DEL GRAND PALAIS ‒ LAN ARCHITECTURE ‒ PARIGI

Ristrutturazione del Grand Palais © LAN, 2014

Conosciuti e apprezzati (anche) per i numerosi progetti di social housing e per l’interessante percorso di ricerca sulla Parigi haussmanniana, Umberto Napolitano e Benoît Jallon, fondatori di LAN Architecture, vincono nel 2014 il concorso per la ristrutturazione del Grand Palais. È l’occasione per intervenire su uno dei monumenti più visitati della capitale. Nell’interpretazione di LAN, il Grand Palais è una città nella città dotata di un’incredibile varietà di spazi di forma e taglia diversa, che il progetto si limita a mettere in evidenza e ad adattare ai requisiti richiesti da un grande polo museale contemporaneo. Anche per questo intervento, la consegna è prevista in tempo per la XXXIII Olimpiade.

Alessandro Benetti

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Alessandro Benetti
Alessandro Benetti è architetto e curatore. Ha collaborato con gli studi Secchi-Privileggio, Macchi Cassia, Laboratorio Permanente, viapiranesi e Studio Luca Molinari. Nel 2014 ha fondato Oblò – officina di architettura, con Francesca Coden, Margherita Locatelli ed Emanuele Romani. Ha contribuito a numerose pubblicazioni di architettura contemporanea, tra cui la “Guida all’Architettura di Milano, 1954-2015” (a cura di M. Biraghi, Hoepli, 2014). Ha scritto per Abitare, Abitare.it, Alla Carta, AreaArte, Doppiozero, Gizmoweb, The Ship. È stato coordinatore scientifico di “The landscape has no rear” (progetto di Nicola Russi per la Biennale di Venezia 2014). Dal 2014 è co-curatore di SpazioFMG per l’Architettura, con Luca Molinari.