Solo Houses: in Spagna il progetto a metà tra architettura, arte contemporanea e natura

Solo Houses è un progetto di architettura e arte contemporanea nella natura incontaminata del basso Aragonese spagnolo. Una mostra inedita en plein air lo racconta fino all’autunno

Solo Houses - Hector Zamora
Solo Houses - Hector Zamora

Solo Houses è un progetto di architettura, arte e paesaggio forse unico in Europa. Tra valli e colline del basso Aragonese, a centottanta chilometri da Saragozza e a duecento da Barcellona, la coppia di galleristi franco-spagnola Christian Bourdais ed Eva Albarrán ha scelto di creare la prima collezione di architettura d’Europa. Si tratta del progetto in fieri di una serie di case-vacanza concepite come autentiche opere d’arte: pezzi unici, d’autore, pensati site-specific per l’ambiente naturale che le circonda. Da quest’anno, Solo Houses ospita anche il primo Solo Summer Group Show, esposizione en plein air d’arte contemporanea: per tutto l’anno, nove opere d’arte sono disposte in maniera coreografica, e talora mimetica, all’interno degli ottanta ettari di parco naturale di proprietà dei galleristi. Gli artisti coinvolti sono di diverse nazionalità e appartengono a generazioni diverse: sono gli svizzeri Ugo Rondinone (1964) e Olivier Mosset (1944), il colombiano Iván Argote (1983), il messicano Héctor Zamora (1974), lo spagnolo Fernando Sánchez-Castillo (1970), il francese Christian Boltanski (1944) e l’americano Peter Downsbrough (1940). Nella lista anche alcuni degli studi di architettura coinvolti nell’originale progetto edilizio: i venezuelani Mauricio Pezo (1973) y Sofia Von Ellrichshauen (1976) e l’italiano Fabrizio Barozzi in coppia con lo spagnolo Alberto Veiga, professionisti attivi a Barcellona e vincitori del Premio Mies van der Rohe nel 2015. La maggior parte degli artisti sono rappresentati in Spagna dalla galleria Solo di Madrid, ma al singolare show collaborano anche due note gallerie spagnole: la madrilena Juana de Aizpuru e la catalana Ángels Barcelona.

Solo Houses - Ugo Rondinone
Solo Houses – Ugo Rondinone

NOVE PROGETTI IN DIALOGO LA NATURA

Le opere disseminate tra i boschi di Solo Houses sono installazioni temporanee, la maggior parte di grandi dimensioni, e sono tutte in vendita. Si tratta di una concezione diversa, alternativa rispetto alla classica mostra, che sperimenta forme di percezione dell’arte oltre i confini tradizionali della galleria o del museo. Ma si tratta anche di un’esperienza unica alla scoperta di nuove sensazioni estetiche, che permette la contemplazione di pezzi d’arte che appaiono e scompaiono lungo il sentiero di una passeggiata di circa un’ora. Delle nove installazioni, tutte in dialogo con la natura, emozionano soprattutto Animitas (2014), le cinquecento campanelle giapponesi che Boltanski ha sospeso a fini cavi metallici e che riflettono la luce e risuonano delicatamente nell’aria; l’impattante triangolo di pietre fucsia-fluorescente che Rondinone ha adagiato sul verde di una distesa d’erba (Kissing the void, 2012); Evento Bordeaux (2010), il monumento in bronzo che Sánchez-Castillo ha dedicato alle moderne barricate nelle città durante le manifestazioni di protesta, che non a caso sbarra il cammino lungo il sentiero di visita. Interessante anche il lavoro monumentale del messicano Hector Zamora, che visto dall’alto sembra una pista d’atterraggio per elicotteri: Truth Always Appears as Something Veiled (2017) è in realtà una struttura circolare labirintica fatta di mattone perforato, nella quale il visitatore può inoltrarsi e perdersi alla ricerca del centro ma senza perdere la visione della natura intorno. L’opera di Barozzi-Veiga, infine, dal titolo A Sentimental Monumentality, è la stessa presentata alla Biennale di Venezia di architettura nel 2016.

MATARRAÑA, COMARCA RIGOGLIOSA E SELVAGGIA

Nel 2012 Christian ed Eva – che a Parigi si dedicano alla produzione di eventi d’arte e che solo nel 2018 hanno aperto una galleria a Madrid (Solo Gallery) – si innamorano di una valle della provincia di Teruel, al limitare del Parque Natural des Ports, dove il tempo sembra essersi fermato al tardo medioevo. Matarraña è nota come la Toscana aragonese e prende il nome dell’affluente dell’Ebro che la rende rigogliosa, inondandola in primavera del profumo di rosmarino e lavanda. In questo paesaggio quasi incontaminato la creazione artistica e l’architettura sembrano elementi naturali in più, soprattutto quando sono realizzati con linee pure e materiali basici, presenti in questa terra.
“La nostra idea è dare carta bianca agli architetti”, spiega il gallerista francese Christian Bourdais, “affinché possano creare proposte abitative innovative, scevre da qualsiasi condizionamento tecnico e ispirate solo alla natura che le circonda. Abbiamo ricevuto quindici progetti, che partiranno alla fine del 2020, compreso un piccolo hotel. Ma per l’architettura ci vuole tempo e non vogliamo imporre nessuna regola né limitazione”. Dell’ambizioso progetto di Solo Houses (patrocinato da USM Modular Furniture) oggi esistono però solo due esemplari.  Solo Pezo è il primo edificio a sorgere nell’area: la coppia cilena Maurizio Pezo e Sofia Von Ellrichshausen ha creato una casa-balcone dalle linee essenziali, squadrate affacciata sulla valle, dove ogni stanza si apre anche al cortile interno, dotato di piccola ma scenografica piscina. Cemento grezzo, ferro naturale e grandi vetrate costituiscono la semplice struttura, come la maggior parte delle case in Cile. Solo Office, invece, dello studio belga Office KGDVS, è un edificio circolare a un solo piano dove l’interno e l’esterno sono categorie mutanti, grazie a pannelli mobili. Immancabile anche in questo caso la piscina, perché le prime Solo Houses si affittano soprattutto durante i mesi estivi a turisti amanti dell’architettura e della natura, alla ricerca di località esclusive, intime e isolate. Trattandosi poi di locations uniche e spettacolari, sono anche richieste come set fotografici o per girare spot pubblicitari. Abbiamo visto in anteprima i plastici dei progetti del futuro, tutti assolutamente innovativi, imprevedibili, molto spesso stravaganti nelle forme e nelle soluzioni abitative: li firmano Hasegawa, Johnston Marklee, Fujimoto, Barozzi-Veiga, NOS, Faustino, Mumbai, Bilbao, Kuehn-Malvezzi, TNA, Rintala Eggertsson,  Greenhouse e SO-IL.

– Federica Lonati

La visita al Solo Summer Group Show, nel parco di Solo Houses, è libera e gratuita fino al prossimo 30 novembre, previa richiesta sul sito solo-house.com

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Federica Lonati, nata a Milano nel 1967, diploma di Liceo classico a Varese, si è laureata nel 1992 in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica di Milano con una tesi dedicata all’opera lirica e alla sua riproducibilità audiovisiva (Comunicazioni Sociali). Giornalista professionista dal 1997, dai primi anni Novanta collabora con “La Prealpina”, quotidiano di Varese, scrivendo soprattutto di teatro, opera lirica e musica classica. Dal 1995 è assunta nella redazione di “Lombardia Oggi”, settimanale di attualità, spettacoli e tempo libero, allegato domenicale al quotidiano “La Prealpina”. Redattore ordinario fino all’agosto del 2005, si occupa delle pagine di arte, musica classica e attualità in generale. Dal settembre 2005 vive a Madrid. Dalla Spagna ha scritto articoli per “Libero”, “Qui Touring”,”Il Corriere del Ticino”, “Il Sole 24 Ore” e “Grazia”. Tra il 2008 e il 2011 ha collaborato con “Agrisole”, supplemento settimanale del “Sole 24 ore”, realizzando cronache e reportage dedicati all’economia agricola spagnola.