Il Memoriale italiano di Auschwitz ha trovato casa a Firenze. Le immagini

Originariamente collocato nel Blocco 21 del campo di Auschwitz, il Memoriale è stato riallestito negli spazi del centro Ex3, a Gavinana. Nei mesi scorsi, la monumentale installazione era stata sottoposta a un intervento di restauro supervisionato dall’Opificio delle Pietre Dure.

il Memoriale italiano di Auschwitz a Firenze, Courtesy Comune di Firenze
il Memoriale italiano di Auschwitz a Firenze, Courtesy Comune di Firenze

Sono trascorsi quasi quarant’anni dall’inaugurazione del Memoriale italiano di Auschwitz, la cui realizzazione, promossa dall’Aned – Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti, fu l’esito dello sforzo di un team multidisciplinare. A prendere parte alla progettazione della monumentale installazione – un lungo tunnel attraversabile, rivestito perimetralmente da ventitré strisce dipinte, aperto nel 1980 – furono infatti gli architetti dello studio milanese BBPR – Banfi, Belgiojoso, Peressutti e Rogers, il pittore Mario “Pupino” Samonà, il regista Nelo Risi, il compositore Luigi Nono e lo scrittore Primo Levi. Proprio a lui si deve la stesura del testo impresso nella targa collocata all’ingresso del Memoriale: “Visitatore, osserva le vestigia di questo campo e medita: da qualunque paese tu venga, tu non sei un estraneo. Fa che il tuo viaggio non sia stato inutile, che non sia stata inutile la nostra morte. Per te e per i tuoi figli, le ceneri di Auschwitz valgano di ammonimento: fa che il frutto orrendo dell’odio, di cui hai visto qui le tracce, non dia nuovo seme, né domani né mai“.

LA STORIA DEL MEMORIALE

Negli intenti dei progettisti – in primis di Lodovico Belgiojoso, anch’egli testimone diretto dell’esperienza dei campi di sterminio -, l’attraversamento dell’installazione avrebbe dovuto evocare “l’atmosfera da incubo, l’incubo del deportato”, ricreando “uno spazio ossessivo, tra luci, ombre e ‘finestre’ aperte sugli altri blocchi del campo”. Un obiettivo in parte disatteso dalle vicende storiche, poiché per volontà della Direzione del museo polacco la visita al Memoriale non erano più consentite dal luglio 2011. Considerata “troppo opera d’arte” e “troppo poco monumento documentale”, l’installazione è stata “salvata” dal Comune di Firenze e dalla Regione Toscana, che nell’ottobre 2014 hanno risposto all’appello della stessa Aned, individuando una nuova sede. Il processo di smontaggio, trasferimento e riallestimento, che si è concluso nei giorni scorsi con l’inaugurazione del Memoriale nell’Ex3 di Gavinana, è stato preceduto da passaggi burocratici: dalla sottoscrizione – nel maggio 2015 – di un Protocollo d’Intesa tra Comune di Firenze, Regione Toscana, Aned e Mibact, finalizzato alla valorizzazione e tutela dell’opera, “nella pluralità dei suoi significati storici, artistici e di memoria civile”, alla stipuladi un contratto di comodato d’uso gratuito tra Aned e Comune.

DA CENTRO PER L’ARTE CONTEMPORANEA A FUTURO POLO DELLA MEMORIA

Accessibile gratuitamente – con prenotazione obbligatoria; sono previste visite guidate a cura di MUS.E, anche per le scuole -, il Memoriale riattiva gli spazi dell’Ex 3 di Gavinana, che ha ospitato negli anni scorsi l’esperienza, poi conclusa, del Centro per l’arte contemporanea di Firenze. Le dimensioni del sito e la sua vicinanza ad altri luoghi simbolo della Resistenza fiorentina e della Seconda guerra mondiale hanno costituito due condizioni preferenziali per fissare, proprio in questo luogo, la sede del nascente Polo della Memoria. Oltre al restauro – curato dalla Cooperativa Archeologia, supervisionato dall’Opificio delle Pietre Dure e sostenuto da Fondazione CR Firenze -, necessario alla luce del cattivo stato di conservazione in Polonia, l’installazione del Memoriale è stata preceduta dalla ristrutturazione dell’Auditorium di viale Giannotti. L’operazione è stata coordinata dai Servizi tecnici del Comune di Firenze e ha previsto la costruzione di un nuovo solaio: la sala principale risulta così divisa in due porzioni, con conseguente raddoppio della superficie espositiva. Non solo museo, il centro accoglierà anche una biblioteca, concepita come “luogo collegato alla memoria della tragedia della Seconda guerra mondiale, delle deportazioni, dell’occupazione fascista e della resistenza del popolo italiano”: qui saranno raccolti e conservati documenti e testimonianze raccolti in collaborazione con Anpi e Aned.

– Valentina Silvestrini

cultura.comune.fi.it/memoriale

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Valentina Silvestrini
Architetto con specializzazione in allestimento e museografia, si è formata presso l’Università La Sapienza e la Scuola Normale Superiore di Pisa, dove ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia". Ha intrapreso il proprio percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi.​ ​È stata assistente alla progettazione di mostre presso lo studio “Il Laboratorio srl” (Roma, 2004/2007); ha svolto un internship all’ufficio Eventi Speciali di Pitti Immagine srl (Firenze, 2008). All’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero (Roma, 2008/2010) ha ricoperto il ruolo di assistente alla progettazione di layout espositivi e alla direzione lavori, recandosi in centri espositivi ​in Giappone, Russia e Germania. ​Ha curato il coordinamento eventi e ​la​​​ comunicazione​ della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura (Perugia, 2011)​.​ ​​​​​Ha scritto e scrive per ​Abitare, ​abitare.it, ​domusweb.it, ​Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa e Cosebelle Magazine, di cui è caporedattrice design.​ ​Dal 2012 collabora con Artribune​.​

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