Londra. L’architetto giapponese Junya Ishigami progetterà il Serpentine Pavilion 2019

L’architetto giapponese tradurrà la sua vocazione per l’architettura sperimentale e per i virtuosismi in un padiglione formato da una “nuvola fluttuante” di lastre di ardesia, sostenuta da esili pilastri. Formatosi nello studio SANAA, nel 2010 si è aggiudicato il Leone d’Oro alla Biennale di Venezia

Junya Ishigami, 11th Venice Architectural Biennale, Japanese Pavilion, 2008, © Junya Ishigami + Associates
Junya Ishigami, 11th Venice Architectural Biennale, Japanese Pavilion, 2008, © Junya Ishigami + Associates

“Per me, tutto è paesaggio. Non credo in una delle visioni più tradizionali dell’architettura, che vuole legare il suo ruolo primario alla delimitazione di un interno rispetto al continuum dello spazio esterno. (…) Non voglio soltanto portare il paesaggio all’interno degli edifici, ma anche estendere lo spirito, lo stile di vita e i materiali degli interni nel paesaggio. (…) Sono interessato a ricreare nell’ambiente interno le stesse, sottili variazioni che caratterizzano gli esterni”. Basterebbero queste dichiarazioni, raccolte da Alessandro Benetti per Artribune nell’ottobre 2016, per introdurre Junya Ishigami e suggerire di destinare attenzione al suo Serpentine Pavilion. Classe 1974, il progettista celebrato in Francia con la prima grande mostra di architettura nella storia della Fondation Cartier pour l’art contemporain di Parigi (la retrospettiva sarà riproposta, a fine anno, alla Power Station of Art di Shanghai, N.d.R.) raccoglie dalla collega messicana Frida Escobedo il testimone del più ambito padiglione estivo del mondo. Apprezzato dalla critica, conosciuto per i tentativi di slegare la disciplina dai vincoli della storia e della fisica, pluripremiato – dal Leone d’Oro alla 12. Biennale di Venezia fino al BSI Architectural Award, promosso dalla BSI Architectural Foundation con l’Accademia di Architettura di Mendrisio, nel 2011 – Ishigami prosegue nel solco tracciato da Toyo Ito, Sou Fujimoto e dai suoi “maestri” Kazuyo Sejima and Ryue Nishizawa – SANAA. Ancora una volta, infatti, l’istituzione inglese ha scelto di affidare l’incarico a una figura di primo piano dell’architettura giapponese, forse la più incline a cogliere le potenzialità del costruire per un tempo circoscritto e a restituirle in forma di poesia.

Junya Ishigami by Tasuko Amada, © Junya Ishigami + Associates
Junya Ishigami by Tasuko Amada, © Junya Ishigami + Associates

UN RIFUGIO PER LA CONTEMPLAZIONE

Aperto tutti i giorni dal 20 giugno al 6 ottobre, dalle 10 alle 18, il diciannovesimo Serpentine Pavilion metterà a disposizione dei visitatori “un rifugio per la contemplazione”. Sarà uno spazio ibrido, raccolto al di sotto di un’unica fluttuante copertura di lastre di ardesia, sostenuta da una “foresta” di esili pilastri, e aperto perimetralmente. Attratto dal ruolo e dal significato del tetto, Ishigami traduce la sua filosofia dello “spazio libero” in un’architettura che, in questo caso, appare fondata su un contrasto: quello intrinseco alle coperture in ardesia, che pur nella loro “pesantezza fisica” appaiono tanto leggere “da poter essere soffiate via nella brezza”, al pari di “un pezzo di tessuto fluttuante”. Quasi come fosse una porzione di roccia, sottratta dal luogo in cui si è sedimentata negli anni per essere ricollocata altrove, o come ha scritto Oliver Wainwright sul Guardian “come se una frana proveniente da una miniera di ardesia a cielo aperto fosse stata tagliata da una collina e trasportata nel verde parco”, il progetto “gioca con le nostre prospettive dell’ambiente costruito sullo sfondo di un paesaggio naturale”, suggerisce l’autore.

L’ESTATE 2019 AI KENSIGTON GARDENS

Accanto a questo padiglione sorgerà anche la struttura che si aggiudicherà la prima edizione del concorso Serpentine Augmented Architecture, lanciato da Serpentine Galleries con Google Arts and Culture nei giorni scorsi. L’architettura temporanea di Ishigami verrà impiegata in occasione del programma annuale Park Nights, scandito da iniziative sperimentali e interdisciplinari destinate ad appassionati di arte, architettura, musica, cinema, danza e altre discipline. Per i più piccoli e per le loro famiglie è previsto l’Architecture Family Pack and Program, sponsorizzato da COS; per il quinto anno il Serpentine Pavilion è supportato da Goldman Sachs.

– Valentina Silvestrini

www.serpentinegalleries.org

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.