Architettura. L’atteso Victoria & Albert Museum scozzese

C’è grande trepidazione in vista dell’opening, il prossimo 15 settembre, della prima filiale del V&A Museum fuori dai confini di Londra. Progettato da Kengo Kuma, il museo fa parte di un più vasto piano di riqualificazione urbana della città di Dundee.

Solo un secolo fa Dundee, “una delle sette città della Scozia”, era un centro per il commercio tessile e per la cantieristica navale. Oggi, invece, punta tutto sul design: l’Unesco l’ha infatti inserita tra le città creative da visitare e, con un progetto di riqualificazione urbana da 1 miliardo di sterline, ha scelto di utilizzare la creatività per sostenere la sua crescita economica postindustriale. L’accordo City Values mostra infatti l’impegno della città nell’usare il design per migliorare la vita delle persone e promuovere uno sviluppo sostenibile e un turismo culturale targettizzato.

UN SALOTTO PER LA CITTÀ

Possiede, inoltre, due Università d’arte di livello mondiale, con le quali – in collaborazione con il Comune e il Governo – sta realizzando la prima filiale fuori Londra del V&A. Interamente dedicata al design e in apertura il 15 settembre, il museo è stato progettato da Kengo Kuma, che l’ha definito “un salotto per la città”. L’idea principale, che ha permesso all’architetto giapponese di vincere nel 2010 il concorso internazionale a inviti – sviluppato, in qualità di director, dall’architetto italiano Maurizio Mucciola, oggi a capo di PiM.studio Architects, a Londra – si basa principalmente nella riconnessione, sia fisica che visiva, con il fiume Tay: l’obiettivo è organizzare una promenade che colleghi Union Street con lo scenario naturale. L’edificio, di tre piani fuori terra, si sviluppa su un totale di 8.500 mq: 1.650 destinati a spazio espositivo, attraverso una sequenza di gallerie libere; i restanti a caffetteria, bookshop, laboratori, uffici, magazzini e spazi comuni.

V&A Dundee – drone filming August 2018 from V&A Dundee on Vimeo.

IL PROGETTO

Inserito nel più ampio piano di riqualificazione del waterfront cittadino, il museo, con la sua complessa geometria, sarà luogo di promozione del design contemporaneo scozzese e, contestualmente, accoglierà grandi mostre internazionali itineranti. Privo di una facciata principale, è caratterizzato da un’architettura muscolare, in cemento nero, rivestita da 2.500 lamelle prefabbricate in pietra ricostituita – un agglomerato di calcestruzzo e aggregati lapidei – che gli conferiscono una texture evocativa delle frastagliate scogliere della costa orientale.
Per meglio omaggiare la cultura del design scozzese, al centro dello spazio espositivo si potrà ammirare la magnifica Oak Room di Charles Rennie Mackintosh restaurata, un volume a pannelli di 13.5 metri, originariamente progettato per una sala da tè di Glasgow del 1907.
Il V&A è destinato a essere una nuova e vitale organizzazione culturale per Dundee, contribuendo a cambiare la comprensione di quanto sia importante il design e la creatività per la vita delle persone”, ha dichiarato Philip Long, direttore del museo. “Siamo enormemente grati a tutti i nostri sostenitori per aver contribuito a far sì che ciò accada”.

Giulia Mura

https://www.vam.ac.uk/dundee
http://kkaa.co.jp/

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #44

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Giulia Mura

Giulia Mura

Architetto specializzato in museografia ed allestimenti, classe 1983, da anni collabora con il critico Luigi Prestinenza Puglisi presso il laboratorio creativo PresS/Tfactory_AIAC (Associazione Italiana di Architettura e Critica) e la galleria romana Interno14. Assistente universitaria, curatrice e consulente museografica, con…

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