Nîmes: una “toga di vetro” per il nuovo Musée de la Romanité di Elizabeth de Portzamparc

L’opera della progettista franco-brasiliana, nel centro storico della città francese, ha aperto le proprie porte al pubblico nel weekend, con due giorni di ingresso gratuito. L’edificio, “avvolto nella toga” formata da migliaia di lastre in vetro disposte in facciata, ospita una mostra sui gladiatori come evento inaugurale.

Nimes ©NicolasBorel
Nimes ©NicolasBorel

Con l’apertura al pubblico del Musée de la Romanité di Nîmes, sabato 2 giugno 2018, si è concluso uno dei più importanti progetti architettonici e culturali intrapresi in Francia negli ultimi anni. Nella stessa piazza in cui sorge l’Arènes de Nîmes – costruito nel I secolo d.C. e sede di festival musicali e dell’annuale manifestazione Grandi Giochi Romani – il nuovo edificio potrebbe infatti rappresentare l’asso nella manica per una città desiderosa di acquisire lo status di Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Con l’obiettivo di porre fine alla storica cesura tra il tessuto storico di Nîmes e l’impianto urbano di epoca moderna, l’architetto Elizabeth de Portzamparc ha agito nel segno di un “dialogo fatto di opposizione e complementarità”. Con il suo studio, la progettista originaria di Rio de Janeiro si è aggiudica nell’aprile 2012 il concorso internazionale indetto dalla City of Nîmes nel giugno 2011. Tra le 103 proposte pervenute, tre sono stati i progetti selezionati dalla giuria per la seconda fase della competizione: de Portzamparc si è imposta su Richard Meier e Rudy Ricciotti.

Mostra “Gladiators: heroes of the Colosseum”
Mostra “Gladiators: heroes of the Colosseum”

OBIETTIVO: 250.000 VISITATORI ALL’ANNO

Dopo l’ultimazione di alcune opere di demolizione, la realizzazione del Musée de la Romanité di Nîmes è stata intrapresa nel maggio 2015. Alla consegna dei lavori, sul finire del 2016, sono stati avviati i lavori di allestimento. All’esterno, il nuovo edificio e l’imponente mole dell’anfiteatro rivelano le rispettive identità – ed età – con sfrontatezza. Alla compatta mole in pietra dell’anfiteatro, ritmata dalla rassicurante regolarità delle arcate storiche, il museo risponde con un volume che vorrebbe ambire verso una condizione di maggiore leggerezza e fluidità. Un traguardo che de Portzamparc ha cercato di conseguire individuando nelle facciate l’elemento sul quale intervenire: drappeggiate “come una toga romana”, accolgono circa 7.000 lastre in vetro serigrafato – paragonate a “tessere di un mosaico contemporaneo” -, intervallate ad aperture dall’andamento sinuoso e allungato.

PER L’APERTURA UNA MOSTRA SUI GLADIATORI

All’interno, l’allestimento è contraddistinto dal robusto impiego dei dispositivi multimediali ed è stato concepito per condurre alla scoperta del “processo di romanizzazione” che ha interessato l’intera regione dell’Occitania. Dal punto di vista museografico è stato adattato un criterio cronologico – quattro le aree tematiche previste: The Iron Age; The Roman World; The Medieval Period; The Heritage – che affonda le proprie origini nell’epoca gallica. Dipinti, mosaici, statue, manufatti e oggetti di tutti i giorni riemersi nel corso di campagne archeologiche vengono accostati a modelli, ricostruzioni, proiezioni immersive, mappe interattive. L’obiettivo è fare luce sulle civiltà che hanno popolato – e modellato – questa porzione di Francia. Con la mostra di apertura – Gladiators, heroes of the Colosseum, visitabile fino al 24 settembre prossimo – il Musée de la Romanité sembra voler tendere la mano verso l’esterno, cercando una connessione con l’architettura simbolo della città, l’Arènes appunto, e facendo leva su un tema adatto anche a un pubblico eterogeneo.
Il piano messo a punto da de Portzamparc, inoltre, ha portato alla nascita di un percorso urbano, accessibile anche oltre l’orario di chiusura del museo, sviluppato lungo la linea delle antiche fortificazioni augustee. Oltre ai 3.500 metri quadri di “giardino archeologico”, arricchito da piante ed essenze mediterranee, l’edificio dispone di un tetto-terrazza con vista panoramica sulla città. Sul fronte dei servizi aggiuntivi, il museo è dotato di una libreria, di una caffetteria e di un ristorante curato dallo chef stellato Michelin Franck Putelat.

–   Valentina Silvestrini

Fino al 24 settembre 2018
Gladiators, heroes of the Colosseum
Musée de la Romanité
16 Boulevard des Arènes, Nimes

https://museedelaromanite.fr/en/home/

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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.