Il Centre Pompidou apre a Bruxelles. La mostra inaugurale nel cantiere del futuro museo

A pochi mesi dall’accordo siglato tra il Beaubourg e la città di Bruxelles, inaugura Kanal-Centre Pompidou, nuovo polo culturale per il contemporaneo della capitale belga. È solo un assaggio, però. Il museo è ancora in costruzione e l’apertura definitiva è prevista per il 2022.

L’ex garage Citroën di place de lYser sede del Centre Pompidou Bruxelles
L’ex garage Citroën di place de lYser sede del Centre Pompidou Bruxelles

Un piccolo assaggio di quello che sarà il futuro. È iniziato sabato 5 maggio quello che i francesi definiscono “l’année de préfiguration”, l’anno di transizione che porterà attraverso un programma di mostre, concerti e performance, all’inaugurazione del Kanal-Centre Pompidou di Bruxelles, il polo culturale nel cuore della capitale belga, nato dall’accordo stipulato tra il Beaubourg e l’amministrazione locale. Un’apertura – seppur provvisoria perché sono ancora in corso i lavori di ristrutturazione dell’ex garage Citroën che ospiterà il museo – davvero a tempo di record, dato che l’accordo di collaborazione tra le istituzioni è stato siglato ufficialmente solo il 27 dicembre 2017. Si tratta di un autentico preludio al museo che verrà e che farà partire i suoi cantieri a pieno regime alla fine di quest’annata di preview. Per il preludio si investiranno 1,2 milioni di euro mentre per tutto il cantiere che trasformerà l’immenso garage in uno dei musei più significativi d’Europa e con una attenzione particolare al rapporto con la città e il quartiere. Poi ci saranno i lavori veri: 125 milioni di euro investiti dalla città metropolitana della capitale belga che poi garantirà al Pompidou 2 milioni di euro l’anno. Si inizia nel 2022, ma le polemiche sono già iniziate. Da una parte la comunità fiamminga che vede all’orizzonte una colonizzazione culturale da parte della vicina Parigi, dall’altra parte i valloni francesi che finalmente hanno un riscatto in una città dove tutto quello che funziona non è francofono. Ma si sa, il Belgio è così…

LA MOSTRA INAUGURALE

Questa inaugurazione prima del tempo rappresenta un’occasione per visitare il cantiere e per incominciare ad intuire come sarà il futuro polo culturale targato Pompidou. L’evento d’apertura si intitola Kanal Brut ed è un enorme contenitore di opere d’arte, proiezioni, installazioni, oggetti di design. Una buona selezione di opere proviene naturalmente dalla collezione del museo parigino, ma sono stati invitati ad esporre anche artisti belgi a dimostrazione della sinergia già in atto tra la casa madre e la scena dell’arte locale. Il percorso espositivo è stato ideato per consentire ai visitatori di riappropriarsi dello spazio non solo attraversandolo ma anche in funzione delle opere d’arte scelte per analogia o per contrasto con la storia precedente del luogo. Dalle installazioni di Haim Steinbach alle precarie sculture di Fischli & Weiss, dagli slogan di Jenny Holzer agli “oggetti” di Marcel Broodthaers. Una parte del percorso, intitolato Station to Station, comprende alcune grandi installazioni, provenienti dalla collezione Pompidou: Jean Prouvé, Martial Raysse, Toyo Ito, Ross Lovegrove. Tra gli appuntamenti del week-end inaugurale è prevista la trasmissione degli otto episodi del film Le Lion, sa cage et ses ailes (1975-1976) di Armand Gatti.

LA RICONVERSIONE ARCHITETTONICA

Il nuovo centro culturale sorge all’interno di un ex garage Citroën, struttura emblematica del patrimonio urbano di Bruxelles. Architettura funzionalista in acciaio e vetro di oltre 37mila metri quadri, progettata nel 1933 dagli architetti belgi Alexis Dumont e Marcel Van Goethem, la struttura, acquistata dalla Regione di Bruxelles-Capitale nell’ottobre 2015, sorge in una zona oggi di grande richiamo turistico ed è a pochi passi dal CIVA (Centro internazionale per la città, l’architettura e il paesaggio) e da Tour&Taxis. Una riconversione pazzesca che sta trasformando il più grande garage d’Europa (aveva 800 dipendenti, che si erano ridotti a 70 negli ultimi anni) in un polo culturale all’avanguardia. Le operazioni di riconversione sono guidate da noAarchitecten (Bruxelles), EM2N (Zurigo) e Sergison-Bates (Londra), vincitori del concorso internazionale di architettura.

IL MODELLO FRANCESE DEGLI ACCORDI A TEMPO

È un momento molto positivo per il sistema museale francese che punta ad espandere all’estero i propri brand più noti per aumentarne la visibilità e il prestigio e rimpinguare notevolmente le casse di istituzioni colpite negli ultimi anni da forti tagli al bilancio. E se il Louvre con l’operazione Abu Dhabi ha aperto la strada, gli altri musei non stanno certo a guardare. In base agli accordi il nuovo polo culturale potrà utilizzare il nome e il logo del Pompidou per dieci anni ed ospiterà una selezione di opere provenienti da Parigi e alcune mostre temporanee. In cambio il Pompidou si impegna a supportare Bruxelles nella progettazione culturale attraverso una serie di prestiti e nella creazione di una collezione permanente d’arte moderna e contemporanea secondo la formula già utilizzata dal Louvre con Abu Dhabi.

Mariacristina Ferraioli

Kanal – Centre Pompidou
Quai des Péniches, 1000 Bruxelles, Belgio
http://www.kanal.brussels

Dati correlati
AutoriJean Prouvé, Martial Raysse, Ross Lovegrove, Jenny Holzer, Peter Fischli & David Weiss , Haim Steinbach, Marcel Broodthaers
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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia, Marie Claire Maison, Le Quotidien de l'Art. Ha conseguito un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano, è docente a contratto presso diverse istituzioni e fa parte del team curatoriale di ArtLine, progetto d’arte pubblica del Comune di Milano nel parco di CityLife.