Institute for Contemporary Arts: pronto a Richmond il nuovo museo di Steven Holl

Situato ai margini del campus della Virginia Commonwealth University a Richmond, in Virginia, il nuovo ICA collega l’università con la comunità circostante. Ponendosi come grande varco d’accesso sull’incrocio più trafficato della città statunitense.

Institute for Contemporary Art Richmond, credit: Iwan Baan.
Institute for Contemporary Art Richmond, credit: Iwan Baan.

Recentemente inaugurato, dopo sette anni di lavorazione e 41 milioni di dollari investiti, il museo progettato da Steven Holl – americano doc, classe 1947 – nasce come un volume costituito da corpi orizzontali in aggetto e corpi verticali in torsione. Intersecati insieme. L’edificio, di oltre 3800 metri quadrati, si caratterizza per i prospetti, l’uno diverso dall’altro, e per il doppio fronte: un lato si apre alla città, l’altro al giardino delle sculture e al Forum, in collegamento con il campus universitario. Un’idea di “biforcazione” – fisica e metafisica – che suggerisce come nel mondo dell’arte contemporanea ci siano molti tempi paralleli: la nozione di un tempo in corso e la sua grande narrativa storica, messa in discussione.

SPAZI, FUNZIONI E PROGRAMMA

Il nuovo Institute for Contemporary Arts è organizzato secondo quattro gallerie, ognuna con un diverso carattere. La flessibilità consente altrettante tipologie di esposizioni, senza che venga influenzato il flusso di circolazione generale: si può infatti iniziare la sequenza espositiva sia in dal basso verso l’alto che viceversa, utilizzando i grandi ascensori. Il design aperto dell’ICA definisce spazi espositivi dalla programmazione dinamica, che possono essere attivati in modo creativo per supportare le svariate forme e i linguaggi dell’arte contemporanea. Il primo piano dispone di un auditorium all’avanguardia da 240 posti per proiezioni di film, spettacoli e conferenze, una galleria di oltre 300 metri quadrati e una caffetteria, un bar e un concept store che si irradiano dal forum centrale e incorniciano un giardino all’aperto, descritto da Steven Holl come il “Campo del pensiero”. Pavimentato in lastre di pietra blu e ghiaia, il giardino è ornato da alberi di gingko e da un grande stagno riflettente. Quasi uno spazio della meditazione. Il secondo piano comprende due gallerie a Y e un laboratorio didattico per il coinvolgimento interattivo. Include anche una terrazza accessibile al pubblico, in uno dei quattro tetti verdi. Il terzo piano è occupato da una galleria con soffitti alti e ospita una delle suite amministrative e la sala del consiglio. Ulteriori uffici del personale si trovano nel livello inferiore dell’edificio, che comprende anche una hall per i visitatori, un deposito per l’arte e strutture per la preparazione, un laboratorio di fabbricazione, una cucina e un deposito generale.

UN’ESPERIENZA DI “MOVIMENTO NEL TEMPO”

“L’edificio” – ha affermato Steven Holl riferendosi al progetto – “è un’esperienza di movimento nel tempo, all’esterno e all’interno. Avvicinandosi a piedi da ovest, l’edificio si sviluppa nella parallasse di prospettive mutevoli. Mentre cammini, lo scricchiolio della ghiaia sotto i tuoi piedi è completato da una vista che si apre gradualmente per rivelare il Forum. Se si arriva in auto da nord, est o sud, invece, la geometria a doppia torsione verticale segna una landmark, che cambia forma”, ha aggiunto. Il vetro traslucido opaco esterno e la pelle di zinco titanio condividono una stessa tonalità grigio-verdastra, conferendo all’edificio una presenza mutevole, da opaco monolitico a multiuso traslucido, a seconda della luce. Di notte, i piani luminosi di vetro oscurato attivano il rivestimento esterno trasformando i volumi in una lanterna, sulla quale possono essere riprodotte proiezioni video, che animano l’esterno con altra arte, incontri e programmi pubblici. L’architettura dell’ICA non è soltanto uno strumento per mostre, spettacoli, simposi ed eventi della città: è anche un esempio di edificio sostenibile in categoria LEED Gold, riscaldato e raffreddato grazie a pozzi geotermici. Come risorsa universitaria, l’ICA collegherà campus e artisti contemporanei, sostenendo comunità creative locali, coinvolgendo una rete internazionale di artisti e organizzazioni contemporanee e incoraggiando collaborazioni con dipartimenti, facoltà, studenti e la comunità di Richmond.

– Giulia Mura

www.stevenholl.com
https://icavcu.org/

 

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Giulia Mura
Architetto specializzato in museografia ed allestimenti, classe 1983, da anni collabora con il critico Luigi Prestinenza Puglisi presso il laboratorio creativo PresS/Tfactory_AIAC (Associazione Italiana di Architettura e Critica) e la galleria romana Interno14. Assistente universitaria, curatrice e consulente museografica, con una forte propensione all'editoria e allo sviluppo di eventi e progetti culturali, per il magazine PresS/T letter e per il format Archilive ha curato una rubrica sui libri d'architettura. È stata caporedattrice per la rivista araba Compasses e da anni collabora come freelance per testate italiane e straniere; con continuità è presente nella versione online e onpaper di Artribune. È co-founder di Superficial, studio creativo di base a Roma che si occupa di ricerca e sviluppo di progetti incentrati su: comunicazione, immagine, architettura, design, cultura, eventi, branding.