Al via a Liévin vicino a Calais la costruzione del deposito del Louvre. Ospiterà 250.000 opere

Posata la prima pietra del Centro di conservazione del Louvre, che sorgerà nel 2019 a Liévin, non lontano da Pas de Calais. Un progetto avveniristico, firmato dallo studio londinese Rogers Stirk Harbour + Partners che ospiterà circa 250.000 opere della collezione del Louvre.

Louvre Liévin progetto, Rogers Stirk Harbour + Partners
Louvre Liévin progetto, Rogers Stirk Harbour + Partners

È un momento di forte espansione per il Louvre. Dopo l’inaugurazione ipermediatica, avvenuta un mese fa, del Louvre Abu Dhabi, il più importante museo francese pensa ad ingrandirsi in patria. Non si tratta di una nuova struttura museale ma di un deposito enorme che sarà costruito a Liévin, nella regione di Pas de Calais, e che ospiterà, a partire dal 2019, 250.000 opere della collezione del Louvre.

IL LUOGO

La scelta del luogo in cui sorgerà il più grande deposito museale del paese non è casuale, ma rientra in un preciso piano funzionale a decentrare le istituzioni culturali da Parigi, creare nuovi posti di lavoro e animare una zona, in questo caso la fascia intorno a Calais, spesso salita agli onori della cronaca perché particolarmente turbolenta. Il museo, inoltre, sorgerà a pochi chilometri dal Louvre-Lens, sede distaccata del Louvre, inaugurata con grande enfasi nel dicembre 2012, ma ad oggi con ben pochi risultati in termini di interesse internazionale. Solo sei mesi dopo, nel settembre 2013, l’allora ministro della Cultura Aurélie Filippetti aveva annunciato il trasferimento di una grande parte dei depositi del Louvre, sparse in oltre 60 siti, a Liévin, per proteggerli da una possibile alluvione della Senna.

LA QUESTIONE DELLA SICUREZZA

Attualmente il Louvre può esporre circa la metà delle opere della sua collezione tra la sede principale, il Louvre Lens e i prestiti ad Abu Dhabi. Il resto delle sue opere sono conservate in una sessantina di siti disposti all’interno e intorno al museo parigino. L’alluvione della Senna nel 2016 ha però evidenziato, come prevedibile, tutte le fragilità dei depositi attuali e ha richiesto l’evacuazione urgente delle opere conservate nei siti. La scelta di Liévin, dunque, è legata anche alla necessità di un bacino dedicato e meno vicino a un fiume.

LA STRUTTURA

La prima pietra simbolica del Centro di conservazione del Louvre è stata posata lo scorso 8 dicembre dal Ministro della Cultura, Françoise Nyssen. Il futuro edificio, il cui progetto è firmato dallo studio d’architettura londinese Rogers Stirk Harbour + Partners, sorgerà su un’area di circa 20.000 metri quadri. Di questi circa 9.600 m2 saranno destinati al magazzino e 1.700 allo studio e al restauro delle opere. I rimanenti, invece, saranno utilizzati per servizi aggiuntivi. Un progetto studiato nei dettagli per integrare perfettamente le esigenze massimali di sicurezza con il territorio attraverso una costruzione all’avanguardia, dotata delle migliori tecnologie, ma al tempo stesso aperta sul paesaggio circostante. In linea con il progetto del Louvre-Lens, firmato dallo studio di architettura Sanaa, anche il progetto del Centro di Conservazione è stato pensato per integrarsi con la città attraverso le grandi vetrate. Il costo, che si aggira intorno ai 60 milioni di euro, di cui 42 milioni di euro per la costruzione è finanziato dallo Stato, dalle autorità locali e dalla Comunità Europea che ha stanziato per il progetto 18 milioni di euro.

– Mariacristina Ferraioli

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Mariacristina Ferraioli
Mariacristina Ferraioli è giornalista, curatrice e critico d’arte. Dopo la laurea in Lettere Moderne con indirizzo Storia dell’Arte, si è trasferita a Parigi per seguire corsi di letteratura, filosofia e storia dell’arte presso la Sorbonne (Paris I e Paris 3). Ha conseguito il Master in Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha vinto la Residenza per Curatori della Dena Foundation for Contemporary Art presso il Centre International d’Accueil et d’Echanges des Récollets di Parigi. Ha lavorato al Centre Pompidou collaborando alla realizzazione della mostra “Traces du Sacré” e ha pubblicato un testo critico sul catalogo della mostra. Ha coordinato l’ufficio Master dell’Accademia di Belle Arti di Brera e ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Redattrice di Artribune, collabora stabilmente con Cosmopolitan Italia e Icon Design. Sta conseguendo un dottorato in Comunicazione e mercati: Economia, Marketing e Creatività presso l’Università Iulm di Milano ed è docente a contratto presso diverse istituzioni tra cui l’Accademia di Belle Arti di Brera.