Apre a New York Spyscape, il nuovo museo dedicato all’arte dello spionaggio. Firmato David Adjaye

Progettato da Adjaye Associates, il nuovo museo tematico aprirà a dicembre a New York a due isolati dal MoMA. Al suo interno ospiterà sette diversi ambienti interattivi in cui il visitatore potrà vivere storie di spionaggio a cavallo tra il reale e il digitale

Spyscape, New York. Courtesy Adjaye Associates

Se oramai è decisamente obsoleta l’idea di un museo concepito “soltanto” come contenitore di opere d’arte – anche grazie ad attività come eventi, workshop e laboratori che coinvolgono il pubblico in maniera più partecipata –, dagli Stati Uniti giunge notizia dell’apertura di un nuovo museo che, per sua natura e peculiarità, rivisita gli usuali canoni e definizioni di “istituzione museale”, “fruizione” e “visitatore”. Stiamo parlando di Spyscape, il museo dedicato all’arte dello spionaggio che aprirà le sue porte al pubblico il prossimo dicembre a New York, a due isolati dal MoMA.

Spyscape, New York. Courtesy Adjaye Associates
Spyscape, New York. Courtesy Adjaye Associates

LA DIMENSIONE “CINEMATOGRAFICA” DEL MUSEO

Progettato dallo studio di architettura Adjaye Associates, Spyscape è stato sviluppato grazie alla consulenza di professionisti del settore dello spionaggio, tra cui ex membri di noti collettivi di pirateria informatica ed ex direttori di agenzie di intelligence. L’interno dell’edificio si presenta come una città in miniatura composta da numerosi ambienti, dove diversi punti di fuga e ripetuti cambi del punto di osservazione immergono il pubblico in una dimensione quasi cinematografica. Sofisticati sistemi di illuminazione, i vuoti, i pieni, le trasparenze e le superfici riflettenti conducono infatti il visitatore a vivere un’esperienza di suspense e tensione.

LE PECULIARITÀ ARCHITETTONICHE

Vetri fumé, cemento, pannelli acustici grigio scuro e acciaio lucidato a specchio sono i materiali utilizzati per dare all’edificio un’ambientazione da thriller fantascientifico. Adjaye Associates ha progettato sia l’architettura generale che gli spazi espositivi interni, questi ultimi concepiti come singoli padiglioni dove è possibile esperire sette differenti temi legati allo spionaggio, come l’hacking e l’inganno. Ogni padiglione presenta un design distintivo, e i materiali utilizzati per la loro realizzazione sono in linea con il concept della storia che si svolge al suo interno. Il visitatore può così vivere la sua spy story in un ambiente multimediale immersivo e interattivo, con la possibilità di crearsi un’esperienza personalizzata a cavallo tra il reale e il virtuale.

UN INVESTIMENTO DA “DECINE DI MILIONI DI DOLLARI”

“È stato entusiasmante lavorare con un cliente davvero innovativo come Spyscape”, racconta il Direttore Associato di Adjaye Associates Lucy Tilley. “Grazie alla loro visione lungimirante, siamo stati in grado di sfidare la tradizionale tipologia museale con un design che crea un nuovo modello di esperienza del visitatore che sta a cavallo tra il mondo fisico e il digitale. Spyscape sarà una destinazione culturale assolutamente unica per New York City”.  Il museo, sviluppato dal gruppo di investimento privato britannico Archimedia, è costato “decine di milioni di dollari”, stando alle dichiarazioni che il capo dello staff di Spyscape Shelby Prichard ha rilasciato al Wall Street Journal. Oltre ad accogliere mostre a tema, Spyscape ospiterà al suo interno anche un bar, spazi per eventi privati e una libreria con oltre mille libri sullo spionaggio.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.