David Chipperfield troppo nazista. Monaco rifiuta il progetto per la Haus der Kunst

L’archistar si difende: riportare alle origini la facciata del museo, inaugurato nel 1937 da Adolf Hitler sarebbe un atto filosofico. Inoltre l’intervento, del costo di 78 milioni, si concentrerebbe maggiormente sugli interni. Ma la città non ci sta ed è subito polemica

La Haus der Kunst di Monaco
La Haus der Kunst di Monaco

La Haus der Kunst di Monaco si fa bella, ma i residenti non ci stanno. Il piano di ristrutturazione ideato da David Chipperfield per l’ex Casa dell’Arte Tedesca voluta da Adolf Hitler nel 1937 ha suscitato indignazione da parte di politici, abitanti di Monaco e associazioni ebraiche della città, uno dei principali hub economici della Germania. Il progetto, reso noto a dicembre 2016, proponeva, infatti, un ritorno dello spazio all’aspetto originario, salvaguardando il design nazional socialista ideato tra gli anni ’30 e ’40. Ora gli amministratori della città, dopo un acceso dibattito al Parlamento Bavarese, hanno ufficialmente respinto l’idea del famoso architetto inglese, nella fattispecie le soluzioni previste per la facciata lunga 175 metri.

IL PROGETTO RIFIUTATO

Nel corso degli anni la struttura è diventata un prestigioso museo, diretto prima da Chris Dercon e dal 2011 da Okwui Enwezor: con mostre ed eventi che lo hanno reso una delle istituzioni di riferimento in Germania. Per i suoi oppositori, il progetto di Chipperfield è un ignobile passo indietro rispetto al grande lavoro che si è svolto in questi decenni. Chipperfield ha dichiarato che in realtà la sua proposta ha a che fare più con gli interni e con l’ottimizzazione degli stessi che con la facciata, e con operazioni che metterebbero a norma gli impianti del museo. Il costo della ristrutturazione “maledetta” ammonta a 78 milioni di euro, e comprende anche la realizzazione di spazi per spettacoli, concerti e dibattiti, oltre che l’apertura di un giardino all’inglese.

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