L’Autonomia in architettura. Un libro molto politico

Quodlibet pubblica la ricerca dell’architetto italiano Pier Vittorio Aureli attorno alle relazioni tra “politica e architettura dentro e contro il capitalismo”. Dal cofondatore dello studio Dogma, un libro importante che guarda da un punto di vista inedito a una stagione italiana ancora tutta da digerire.

Aldo Rossi, Architettura assassinata
Aldo Rossi, Architettura assassinata

L’AUTORE E IL LIBRO
Pier Vittorio Aureli è una delle voci critiche più autorevoli del panorama internazionale dell’architettura contemporanea. Docente presso l’Architectural Association di Londra, tiene conferenze nelle più prestigiose università del mondo e con Martino Tattara ha fondato nel 2003 lo studio Dogma, un laboratorio di ricerca concentrato sui rapporti che intercorrono tra architettura, teoria politica e la forma della città, dello spazio urbano.
Finalmente viene tradotto da Quodlibet il suo saggio del 2008 The project of autonomy: politics and architecture within and against capitalism. Si tratta di un’approfondita e documentata analisi di un periodo della storia culturale italiana che va dalla nascita dell’operaismo a metà degli Anni Sessanta fino al consolidamento in architettura della tendenza rossiana, della visione marxista di Manfredo Tafuri e dell’affermazione del Radical Design negli Anni Settanta.
Obiettivo dichiarato della complessa trattazione è il desiderio di ridare una centralità al pensiero critico e al suo esercizio nella ridefinizione stessa del suo ruolo sia in ambito architettonico che in un senso culturale più generale.

L’OPERAISMO COME CHIAVE DI LETTURA
Il saggio si apre con la definizione del concetto di autonomia che Aureli declina attraverso il pensiero di Castoriadis seguendo una traiettoria estremamente corretta che va nella direzione di un movimento di pensiero, di critica all’ideologia dominante che sfugge e si emancipa dalla logica univoca e inclusiva del capitalismo. Questo processo di determinazione di una nuova soggettività culturale e politica trova per l’autore la sua linfa vitale nell’operaismo e nelle riflessioni diffuse attraverso le riviste dirette e ideate da figure come Mario Tronti e Raniero Panzieri.
Quaderni Rossi, Classe operaia e successivamente Contropiano indagano un territorio autonomo che intende il politico come creazione di uno spazio affermativo e antagonista dentro e contro l’economia politica del capitale. A fronte di questa determinazione, il valore dell’agire politico s’incarna in una trasmissione di saperi ibridi che demoliscono un’idea di cultura intesa come presunta verità scientifica per aprirsi al mondo e farsi arma critica di affermazione soggettiva, di classe, una sintesi unilaterale e necessariamente in conflitto con la passività dominante.
L’operaismo si identifica con l’operaio sociale e con la sua potenziale creazione di valore. È il lavoro vivo a rappresentare la spina nel fianco dello sviluppo e la possibilità di rovesciarlo trova terreno fertile lì dove è più sviluppata l’alienazione provocata dall’innovazione tecnologica.

Archizoom, No-Stop City
Archizoom, No-Stop City

RADICALI IERI E OGGI
Un atteggiamento eminentemente politico che è alla base della No-Stop City degli Archizoom, una città/dimensione in cui l’urbanizzazione ha raggiunto il massimo dello sviluppo e in cui lo spazio urbano è segnato da tre funzioni indistinte: la fabbrica, il parcheggio e il supermarket. Nasce quella condizione della generic city che Rem Koolhaas userà in anni recenti per legittimare le sue operazioni speculative in giro per il mondo. Manfredo Tafuri, invece, sulle pagine di Contropiano e in particolare nel saggio Lavoro intellettuale e sviluppo capitalistico mette in evidenza il modo in cui all’interno della crescita industriale l’architetto non è più un creatore di forme, ma un tecnico-organizzatore di processi, e per questo guarda con interesse a figure come Ludwig Hilberseimer e al Le Corbusier del Plan Obus, in cui l’architetto svizzero concepisce la città non più come forma ma come processo di produzione.

IL CASO ALDO ROSSI
Attraverso il concetto di luogo declinato nel suo saggio L’architettura della città, Aldo Rossi si lascia influenzare da studi antropologici, soprattutto da studiosi come Marcel Mauss, distaccandosi, apparentemente, dalle teorie di Tronti e lasciando spazio a un’immagine della città suggestionata dal Surrealismo e dai dipinti di de Chirico. La città rossiana è un arcipelago di luoghi distinti, di parti irriducibili tra loro e, ancor di più, a un piano controllato di urbanizzazione. “L’architettura della città era per Rossi”, afferma Pier Vittorio Aureli, “una realtà che riguarda ciò che non è immediatamente visibile: la storia, le trasformazioni, le lacerazioni, i conflitti che segnano lo sviluppo della città”.

Pier Vittorio Aureli – Il progetto dell'autonomia - Quodlibet
Pier Vittorio Aureli – Il progetto dell’autonomia – Quodlibet

CHE FARE OGGI?
Ma come queste visioni dello spazio urbano alimentano l’oggi, lo sguardo critico sulla città contemporanea? Aureli dedica l’ultimo paragrafo del libro dal titolo emblematico Dopo alle ragioni di validità nel presente di queste pratiche culturali e operative che hanno incontrato un’ampia fortuna accademica ed espositiva.
L’autore del Progetto dell’autonomia afferma senza tanti giri di parole che “questo lavoro di recupero non ha fatto altro che rafforzare i luoghi comuni che hanno incasellato per anni il lavoro di queste figure complesse”. La proposta dell’architetto è quella di guardare all’architettura come a una pratica di conoscenza, come un modo di comprendere il mondo e attraverso la riconquista di questo spazio eminentemente politico pensare, criticare e se possibile cambiare lo spazio in cui viviamo e lottiamo.

Marco Petroni

Pier Vittorio Aureli – Il progetto dell’autonomia
Quodlibet, Macerata 2016
Pagg. 192, € 17
ISBN 9788874628155
www.quodlibet.it

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Marco Petroni
Marco Petroni, teorico e critico del design. Ha collaborato con La Repubblica Bari, ha diretto le riviste Design Plaza, Casamiadecor, ha curato la rubrica Sud su Abitare.it, è stato redattore di FlashArt. Collabora con l'edizione online di Domus. Curatore senior presso il centro di ricerca museale Plart di Napoli. Sviluppa progetti curatoriali innovativi ed eventi legati ai temi della cultura del progetto con un approccio transdisciplinare come Botanica di Studio Formafantasma, Naturally combined di Mischer'Traxler, The future of Plastic di Officina Corpuscoli e altri. Ha pubblicato vari saggi tra cui Mondi Possibili, appunti di teoria del design (Edizioni Temporale), Going real, il valore del progetto nell'epoca del postcapitalismo (Planar Books). Ha tenuto lezioni presso Naba Milano, Design Academy Eindhoven, London Design Museum. Attualmente insegna Storia del design presso l'Accademia Belle Arti di Napoli e Communication for fashion al Politecnico di Milano.