Michele De Lucchi e la ricerca libera

Galleria Antonia Jannone, Milano – fino al 20 aprile 2015. Mentre in zona Porta Nuova sta prendendo forma il “padiglione Unicredit”, Michele De Lucchi trova il tempo di dare aria alla propria creatività. Con una serie di poetiche “baracchette”.

Michele De Lucchi, Baracca 5, 2014

Difficile riconoscere porte e finestre che del resto non sono necessarie a priori. In una vera baracca possono essere aperte o chiuse in ogni momento e in ogni posizione. Nulla è definitivo. Nulla è immutabile. Nulla è eterno. Le baracche siamo noi”, scrive Michele De Lucchi (Ferrara, 1951) in occasione della sua mostra Baracche e baracchette. Negli spazi della Galleria Antonia Jannone troverete una ventina di piccole architetture in legno di noce, accompagnate da disegni, come occasioni di riflessione sull’abitare.
Il “Designer in Generale”, come si definì in una celebre performance del 1976 alla Triennale di Milano, continua la sua sperimentazione concettuale che corre parallela alla sua attività professionale. Queste strutture sono irregolari, denunciano il passaggio della mano del loro autore, non vogliono entrare nel mondo reale, se non come suggestione.

Michele De Lucchi nel Laboratorio del Chioso - photo Jochen Strüngmann
Michele De Lucchi nel Laboratorio del Chioso – photo Jochen Strüngmann

Anche le Baracche, come le Casette o le Montagne, sono il frutto di una ricerca libera che De Lucchi conduce nel Chioso, un luogo speciale ad Angera, vicino Milano. È il suo laboratorio personale, lo spazio dove trovare rifugio al di là del caos cittadino, dove riflettere e alimentare le idee. Perché per dare vita a grandi progetti, che sia un’architettura o un prodotto di successo, è necessario nutrire anche la visione, una sperimentazione pura senza limiti dettati dal mercato o da esigenze tecniche.
Ecco come nascono le Baracchette, piccole costruzioni senza convenzioni o regole compositive, fatte di pezzetti di legno incollati con pazienza, come pratica meditativa.

Emilia Giorgi

Milano // fino al 20 Aprile 2015
Michele De Lucchi – Baracche e baracchette
ANTONIA JANNONE
Corso Garibaldi 125
02 29002930
[email protected]
www.antoniajannone.it

MORE INFO:
https://www.artribune.com/dettaglio/evento/42937/michele-de-lucchi-baracche-e-baracchette/

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Emilia Giorgi
Emilia Giorgi (Roma, 1977) è critica e curatrice di arti visive e architettura contemporanee. Dal 2002 al 2009 collabora con il MiBACT, tra le altre attività alla definizione del programma culturale del museo MAXXI di Roma, dove poi lavora dal 2010 al 2012. Come curatrice indipendente ha collaborato tra gli altri con La Triennale di Milano, la Fondazione Feltrinelli, il Centro Pecci di Prato, l’Istituto Centrale per la Grafica, la Fondazione VOLUME!, la Fondazione Pastificio Cerere (Roma). Nel 2015 cura la sezione Cut and Paste del Padiglione Italiano (diretto da Cino Zucchi) della Biennale di Architettura di Venezia. Autrice di numerosi saggi e pubblicazioni, scrive per le principali testate italiane, come Il Manifesto, Artribune, Flash Art, Domus, Abitare, Icon Design. Il suo libro più recente è "Giorni come stanze. Riappropriarsi della città" (Libria, 2020). Fa parte del direttivo dell’IN/ARCH Lazio.