A Milano il nuovo stadio di San Siro sarà disegnato da Norman Foster e David Manica (le polemiche non demordono)

Il nuovo Generali Stadium, da costruire dal 2028 ed entro il 2031, vuole rimpiazzare definitivamente il Meazza prima che sia completata la Valutazione ambientale strategica sul nuovo stadio. E i contrari protestano sempre più forte


Era la fine del 2021 quando le due società calcistiche milanesi, AC Milan e FC Internazionale Milano, annunciavano il progetto scelto per rimpiazzare il vecchio stadio Meazza di San Siro – ormai obsoleto e destinato a essere rifunzionalizzato, tutelato dalla demolizione dal vincolo della Soprintendenza – con un nuovo stadio, indicando come preferenza il concept presentato dallo studio di architettura Populous (al momento al lavoro per completare i nuovi stadi di Cagliari e Riyadh), ribattezzato la Cattedrale. Ma a distanza di qualche anno il quadro è cambiato.

Un nuovo stadio per Milano: da Populous a Foster + Partners

Decaduta l’opzione Populous, arriva ora l’ufficialità sul Generali Stadium, nome che omaggia il partner commerciale che dall’inizio ha sostenuto l’operazione: oltre ai naming rights, Generali sarà anche Official Insurance Partner di entrambi i Club. A firmare il progetto architettonico sono Foster + Partners con David Manica (quest’ultimo riferimento nella progettazione di stadi all’avanguardia), collaborazione già consolidata durante la progettazione del nuovo Wembley Stadium di Londra. Il nuovo impianto, da costruire entro il 2031, sorgerà nell’area dove sono ora il parcheggio del vecchio stadio e il Parco dei Principi. Sarà ovale, e non rettangolare con lo storico Meazza, e potrà ospitare 71.500 spettatori, ben più dei 60.000 previsti nel primo progetto. Sarà, dunque, uno dei cinque impianti più capienti d’Europa, e si svilupperà in altezza per quasi 60 metri.

Come sarà il Generali Stadium di Milano

Sotto il profilo architettonico, le società hanno annunciato di voler omaggiare la storia di Milano e più in generale la lunga e qualificata tradizione ingegneristica italiana con la progettazione di una struttura a X in cemento che si sviluppa dai colonnati, attraversa la facciata e culmina nella copertura, sostenendola. Gli ingressi avranno invece forma di diamante, offrendo scorci sullo stadio prima di aprirsi su percorsi panoramici con ampie viste sulla città. E la stessa copertura, a doppia curvatura, costituirà un elemento caratterizzante nello skyline cittadino, integrando al contempo una avanguardistica tecnologia fotovoltaica e restituendo la piena ottimizzazione acustica.

A Milano il nuovo stadio di San Siro sarà disegnato da Norman Foster e David Manica (le polemiche non demordono)
AC Milan e FC Internazionale Milano hanno svelato oggi il Generali Stadium

L’esperienza immersiva per i tifosi

L’esperienza dei tifosi, d’altronde, dovrebbe beneficiare anche della progettazione degli spalti, organizzati in due grandi anelli che avvolgono il campo a 360 gradi; le curve saranno protese verso il campo e inclinate fino a 37 gradi per amplificare atmosfera e impatto visivo. Il Generali Stadium disporrà anche di skybox a disposizione delle aziende, da affittare come sale private per il pre-partita. È la nuova esperienza dell’intrattenimento che funziona in tutti gli stadi e palazzetti al mondo e che Milano sta già sperimentato alla nuova Arena di Santa Giulia.

Lo stadio come nuova destinazione per la città: un progetto faraonico

I due Club milanesi e le rispettive proprietà, RedBird Capital Partners e Oaktree, si impegnano con questa operazione non solo a contribuire alla modernizzazione del calcio italiano, ma anche a “consolidare il posizionamento di Milano come una delle città europee più dinamiche, innovative e riconosciute a livello globale”. E puntano a fare del Generali Stadium, al centro di un più ampio progetto di rigenerazione urbana di 281.000 metri quadrati, una nuova destinazione per chi visita la città. Oltre che un luogo da vivere, con la creazione di nuovi spazi pubblici e aree verdi. I lavori, autorizzati dall’accordo raggiunto nel 2025 tra i due Club e il Comune di Milano, che ha posto le basi per la trasformazione dell’area di San Siro, dovrebbero partire nel 2028. Ci si augura che i miliardi di investimenti previsti vadano a finire anche nelle strade dove marginalità e degrado rappresentano il corollario del quartiere popolare di San Siro, vicinissimo allo stadio. Ma al di là di tutto resta impensabile che l’Italia possa rimanere l’unico paese occidentale in cui non si procede ad un radicale rinnovamento degli impianti sportivi.

L’incerto destino del Meazza e le accuse di speculazione

Se il nuovo progetto prevede, nel 2031, la demolizione del vecchio Meazza (oltre il 90% della struttura, mantenendo forse limitati elementi storici come un pezzo della curva) e il TAR della Lombardia ha recentemente respinto i ricorsi contro la vendita dell’area dello stadio ai club, il fronte del “No all’abbattimento” rimane comunque forte. Esponenti di destra e sinistra, associazioni e comitati cittadini (in primis Salviamo San Siro) si oppongono, sostenendo che il ruolo simbolico dello stadio (per il quale noi suggerivamo qui un’altra funzione in ottica museale). Non solo: con la presentazione del masterplan per il quartiere sono cresciute le accuse più o meno motivate di speculazione edilizia. Il prospetto anticipa infatti la privatizzazione dello spazio pubblico, a scapito del promesso intervento di riqualificazione sì ambientale ma anche sociale. E intanto crescono le diseguaglianze interne al quartiere: mentre viene annunciato il sito della torre Syre, tra terme di lusso e Hines che annuncia le vendite nel nuovo complesso edilizio, le ultime rilevazioni Istat hanno registrato che il 43,6% degli abitanti vive in nuclei a basso reddito. Nelle altre 51 micro-sezioni del quartiere? Si scende al 16,4%. Sarà fondamentale per la prossima amministrazione milanese non interrompere lo sviluppo ma far sì che così tante ricchezze vengano distribuite il più possibile.

Le polemiche interne al Consiglio Comunale per l’annuncio prima della Vas

La presentazione, sollecitata dal sindaco di Milano Giuseppe Sala, è stata realizzata prima della scadenza delle osservazioni per la Valutazione ambientale strategica per il Meazza, fissata al primo novembre. Diversi consiglieri comunali contrari alla vendita di stadio e aree hanno disapprovato pubblicamente la presentazione dei render prima del termine della Vas, inclusi quattro possibili candidati alle primarie di centrosinistra, Pierfrancesco Majorino, Carlotta Cossutta, Tommaso Goisis e Lorenzo Pacini.

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