Riattivare l’esperienza dell’arte al di fuori dei musei: è questo lo scopo con cui il critico, curatore e direttore museale Bartolomeo Pietromarchi ha ideato il gioco da tavolo Art on Cards. Si tratta di una collana di mazzi di carte d’autore, che puntano a far uscire l’arte contemporanea dai propri luoghi tradizionali acquisendo una dimensione ludica e relazionale. Ogni mazzo è affidato a un artista di primo piano: il primo è firmato da Francesco Clemente (Napoli, 1952), già autore di un mazzo di tarocchi d’artista, cui seguiranno Shirin Neshat (Qazvin, 1957), Pascale Marthine Tayou (Nkongsamba, 1966) e Tomás Saraceno (San Miguel de Tucumán, 1973).

Come funziona il gioco Art on Cards e per chi è pensato
Il gioco, pubblicato da Magonza, si pone come “un’opera d’arte, un progetto editoriale e uno strumento di interpretazione, conversazione e gioco”, anticipa Pietromarchi nella presentazione del progetto. Si gioca con 48 carte a tutta immagine – l’aspetto ricorda quelle del celebre gioco Dixit -, con una didascalia che indica l’oggetto o il concetto rappresentato: affiancato alle carte, un libretto raccoglie le regole (che variano da artista ad artista) e un racconto dell’immaginario dei diversi autori.
Il gioco è pensato come “un oggetto da tenere in mano”, ma anche come “strumento educativo, relazionale e formativo, adattabile a contesti didattici, laboratoriali e di mediazione culturale”, ha anticipato Pietromarchi, e ci sono accordi in via di definizione con il dipartimento educational del Castello di Rivoli e con il Master della LUISS di Roma.
Da dove nasce il gioco
“Ho trascorso gran parte della mia vita professionale all’interno dei musei, lavorando con gli artisti e riflettendo sulle condizioni che rendono possibile l’incontro con l’arte. Nel tempo, una domanda si è ripresentata con crescente urgenza: come può l’arte contemporanea avvicinarsi alle persone senza essere banalizzata, ridotta a spiegazione o trasformata in spettacolo? Da questo interrogativo è nato Art on Cards”, spiega Pietromarchi, che ha detto di aver lavorato a questo progetto negli scorsi due anni. Ispirato ai tarocchi e alla Boîte-en-valise di Marcel Duchamp, il gioco privilegia una dimensione simbolica e relazionale che vuole “riattivare l’esperienza dell’arte al di fuori del museo”. Per ogni mazzo ci sarà un’edizione limitata (100 pezzi) firmata dall’artista. Praticamente un multiplo.
La campagna di supporto
Il gioco si finanzierà con una campagna in apertura su Kickstarter – come da tradizione, ormai un po’ datata, per i tabletop games -, dove sarà possibile supportare il progetto acquistando carte, manifesti e limited edition. Per lanciare il gioco, ci sarà un appuntamento (su invito e a numero chiuso) domenica 11 ottobre, dalle 19 alle 21 nella lobby del MAXXI a Roma.
Giulia Giaume
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