L’Università di Verona apre il Museo del Contemporaneo. Nuovo sito e dialogo con la rete culturale italiana

Nato dalla donazione della collezione AGI Verona di Giorgio e Anna Fasol, il museo custodisce oltre cento opere di artisti internazionali e si presenta come un laboratorio di ricerca, formazione e produzione culturale

L’arte contemporanea entra sempre più stabilmente nelle università italiane, non solo come oggetto di studio ma come strumento di ricerca e confronto interdisciplinare. È in questa prospettiva che si inserisce il Museo del Contemporaneo dell’Università di Verona, il centro museale dedicato ai linguaggi della contemporaneità che, a un anno dalla sua nascita, rafforza la propria identità con il lancio di una nuova piattaforma digitale e con un appuntamento di rilievo internazionale. Il 22 luglio il Polo Santa Marta ospiterà infatti una sessione della Conferenza delle Direttrici e dei Direttori degli Istituti Italiani di Cultura, promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, portando a Verona oltre ottanta rappresentanti della diplomazia culturale italiana.

Nasce il Museo del Contemporaneo dell’Università di Verona

Il Museo del Contemporaneo si propone come una piattaforma di ricerca e produzione culturale capace di mettere in relazione università, città e comunità. La collezione comprende oltre cento opere realizzate prevalentemente dopo il 2000 da artisti provenienti da quasi trenta Paesi, tra cui David Adamo, Shilpa Gupta, Eva Marisaldi, Nari Ward, Jessica Stockholder, Adrian Paci, Nico Vascellari e Serena Vestrucci. Dipinti, fotografie, installazioni, video e sculture non sono raccolti in un unico edificio, ma distribuiti in diverse sedi dell’ateneo, trasformando biblioteche, aule e spazi di studio in luoghi di incontro quotidiano con l’arte contemporanea.

Il nuovo sito web rappresenta invece uno degli esiti del progetto Farsi Museo, vincitore del PAC – Piano per l’Arte Contemporanea 2025 della Direzione Generale Creatività Contemporanea, che ha dato vita anche a laboratori con Adelita Husni Bey, Elena Mazzi e Filippo Tommasoli e a un convegno internazionale dedicato ai musei universitari, con la partecipazione di istituzioni italiane e straniere.

The Variational Status (tenda), Riccardo Giacconi
The Variational Status (tenda), Riccardo Giacconi

L’arte: uno strumento per comprendere il presente

“Il Museo del Contemporaneo nasce dall’idea che l’arte possa essere uno strumento per comprendere il presente e costruire relazioni tra saperi differenti”, spiega Monica Molteni, responsabile scientifica del museo e docente dell’Università di Verona. “La collezione rappresenta il punto di partenza di un progetto più ampio, che mette in dialogo ricerca, produzione culturale e partecipazione pubblica”.

Jessica Stockholder, Untitled, 1994. Courtesy l'artista, ph. F. Tommasoli
Jessica Stockholder, Untitled, 1994. Courtesy l’artista, ph. F. Tommasoli

Dalla collezione AGI Verona a un museo diffuso

Il Museo del Contemporaneo UniVr è stato istituito nel 2025 grazie alla donazione di una parte significativa della collezione AGI Verona di Giorgio e Anna Fasol, una delle più importanti raccolte private italiane dedicate all’arte contemporanea. Da questo nucleo iniziale è nato un patrimonio che oggi rappresenta una delle più rilevanti collezioni universitarie del Paese, con opere distribuite in sette sedi dell’ateneo e un modello espositivo che integra gli spazi della didattica e della ricerca.

Cuore del progetto è il Polo Santa Marta, ricavato dall’ex Provianda militare austriaca restaurata dallo Studio Carmassi e trasformata in campus universitario. Accanto a questa sede, il polo di Ca’ Vignal ospita il progetto Bios Techne, dove artisti come Joseph Beuys, Berlinde De Bruyckere, Invernomuto, Andrea Galvani e Jacopo Mazzonelli dialogano con gli ambienti dedicati alla ricerca scientifica. A distinguere ulteriormente il museo è anche il programma di conservazione condiviso con l’Accademia di Belle Arti di Verona e la Soprintendenza, un modello interdisciplinare che guarda al dibattito internazionale sui musei universitari come luoghi di accessibilità, cooperazione e produzione di conoscenza.

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