L’attuale Villa Celimontana è ciò che resta dell’antico giardino dei Mattei, nobile famiglia romana che nel XVI Secolo acquistò una vasta area coltivata a orti e vigne per trasformarla in una sontuosa residenza nel cuore della Capitale. Fu Ciriaco Mattei, figura di spicco nel panorama culturale romano dell’epoca, a guidare l’ambizioso progetto, che comprendeva: un giardino ricco di statue, fontane e strutture scenografiche, tra cui il celebre “teatro” e l’obelisco egizio.
Tra gli architetti coinvolti si ricorda Jacopo Del Duca, allievo di Michelangelo, autore della palazzina nobile e del giardino pensile. La villa si arricchì progressivamente di logge, ninfei, labirinti, animali in pietra e fontane. Il Ninfeo dell’Uccelliera, restaurato nel 2010, è uno dei pochi elementi che si fa portavoce di quell’epoca fastosa.
Nel XVII Secolo, sotto la guida di Girolamo Mattei, la villa raggiunse un nuovo apice estetico con l’introduzione del “giardino a stella” ispirato ai modelli francesi. Purtroppo, già dal Settecento molte opere antiche furono vendute (tra cui sculture che confluirono nei Musei Vaticani), segnando l’inizio di una lenta decadenza.
Villa Celimontana: un luogo di memoria e accoglienza a Roma
Nel Seicento, il giardino di Villa Celimontana era una delle tappe del pellegrinaggio alle Sette Chiese istituito da San Filippo Neri. In quella occasione, la famiglia Mattei apriva il giardino al popolo, offrendo ristoro a migliaia di pellegrini secondo un rituale che univa devozione, carità e spettacolo.

Villa Celimontana a Roma: cosmopolita e contesa
Nel corso dell’Ottocento la proprietà cambiò più volte mano, passando per nobili famiglie austriache, spagnole, tedesche e olandesi, fino ad arrivare ai Bauffremont, che introdussero l’attuale assetto “romantico” del giardino, con viali curvilinei, boschetti e reperti archeologici disposti secondo un gusto pittoresco. A loro si deve anche la realizzazione del tempietto neogotico.
Nel 1926 la palazzina fu assegnata alla Società Geografica Italiana (di cui ancora oggi è la sede), mentre il parco venne trasformato in area pubblica e aperto ufficialmente alla comunità nel 1928, diventando un importante punto verde della città, nonché palcoscenico per eventi culturali.
Il restauro di Villa Celimontana del 2025: un nuovo dialogo tra città e paesaggio
Nel 2025 Villa Celimontana è stata oggetto di un ampio intervento di riqualificazione del clivo, il pendio che collega il cuore del Celio al parco. L’intervento, realizzato con un investimento di 1,2 milioni di euro, ha restituito al pubblico percorsi rinnovati, mura restaurate, nuove aree verdi e un sistema di fontane storiche nuovamente attive.
Un’attenzione particolare è stata dedicata al secondo terrazzamento, dove è stato ricreato il Giardino degli Agrumi, con l’impianto di 40 alberi appartenenti a 15 varietà della tradizione florovivaistica italiana.
Non solo, sono stati avviati ulteriori lavori per valorizzare elementi storici e paesaggistici, come il circolo di cipressi dell’Obelisco Mattei, i filari di lecci del Viale delle Muse, e soprattutto il restauro del Tempietto neogotico e delle fontane artistiche superstiti.
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