Può l’intelligenza artificiale farsi portavoce del sentire umano? Il progetto “Metacognismo” dell’artista Megan Stancanelli
Si tratta di un profilo Instagram che usa l'AI in modo diretto e immediato per raccontare le emozioni complesse attraverso Tyler, personaggio nato dalla mente dell'artista multimediale e filmmaker torinese. Le immagini
“Disegno, prompto, animo cose”. Questa è la bio che si legge nel profilo Metacognismo, il nuovo account Instagram di Tyler, personaggio nato dalla mente dell’artista multimediale e filmmaker Megan Stancanelli, aka Megan Volpe (Torino, 1994) e animato dall’AI.
“Utilizzo l’Intelligenza Artificiale da due anni e mezzo”, spiega l’artista ad Artribune. “Considerando gli esigui budget per la realizzazione di corti e video, l’AI mi ha aiutata a dare forma a ‘vecchi’ disegni, dando nuova forma all’indagine psicologica che è alla base della mia pratica artistica”.

Metacognismo: un profilo Instagram che parla delle emozioni umane attraverso l’AI
Con il termine metacognizione si indica la possibilità di distanziarsi, auto-osservare e riflettere sui propri stati mentali. Una consapevolezza emotiva che permette di controllare i pensieri e, quindi, di conoscere e dirigere i processi di apprendimento.
Un tema che è al centro della ricerca artistica di Megan Volpe, tanto da dedicargli la stesura di un Manifesto assieme a Theo Bazart, sostenendo e valorizzando la propria introspettività in contrapposizione all’omologazione della società contemporanea.
Sulla base di questo concetto prende forma Tyler, un omino dai grandi occhi vivaci e da un sorriso smagliante che, nei diversi reels in cui è protagonista, assume un aspetto grottesco.
Vestendo i panni dell’artista ‘imprenditore’, Tyler si fa portavoce delle emozioni umane, cercando di dare una spiegazione a quelle più complesse attraverso un linguaggio diretto e semplice.
Metacognismo: un puzzle di emozioni umane
Ansia, vuoto, insoddisfazione: queste sono solo alcuni degli stati d’animo indagati dall’artista attraverso gli occhi “virtuali” di Tyler. Un puzzle di emozioni umane che prende forma in un susseguirsi di monologhi ambientati in scenari sospesi in una dimensione onirica.
“Tutto cambia continuamente” continua l’artista Megan Stancanelli. “Come il pensiero umano che è in costante mutamento”.
Le diverse declinazioni della “metacognizione” nella pratica di Megan Stancanelli
Da disegno a forma animata, a corto: questo sarà il prossimo step della ricerca dell’artista, un corto diviso in tre capitoli che esplora e approfondisce la crisi dell’identità contemporanea, e il rapporto tra mente e immagine.
Al centro anche l’AI e il suo ruolo sempre più ingombrante nell’arte, “mostrando come la storia del cinema rifletta le fratture, le fughe e le ricostruzioni dell’essere umano”, conclude la Stancanelli.
Chi è Mega Stancanelli, aka Megan Volpe
Radicata in un approccio decostruttivo alla sua formazione in regia cinematografica, Megan Stancanelli costruisce narrazioni simboliche che prendono forma attraverso videoarte, intelligenza artificiale, paesaggi sonori immersivi e installazioni site specific.
Il suo lavoro nasce dal coinvolgimento dell’arte come pratica terapeutica.
Frammentando e analizzando la propria esperienza personale, Stancanelli rivela schemi psicologici che vengono poi declinate in dimensioni sociali e collettive più ampie. Il linguaggio con cui si esprime attinge dal grottesco, fondendo palette di colori morbide con personaggi ambigui che abitano “stanze mentali”, dove le emozioni possono manifestarsi nella loro totalità.
Valentina Muzi
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