Inaugura la caffetteria della nuova Piazza Augusto Imperatore a Roma. Altra occasione persa di ristorazione museale
Concepito come servizio museale aggiuntivo del vicino Museo dell’Ara Pacis e del complesso archeologico del Mausoleo di Augusto, Augusto Caffè è l’ennesimo progetto di ristorazione museale senza guizzi, in uno spazio unico al mondo. I limiti di gare d’appalto non aggiornate
Si chiama Augusto Caffè la nuova caffetteria inaugurata nell’ambito del complesso progetto di riqualificazione che finalmente, dopo molti anni di attesa, offre un assetto urbano moderno e a misura d’uomo all’area che gravita intorno all’antico Mausoleo di Augusto.
Piazza Augusto Imperatore a Roma: un nuovo spazio pubblico per la città
All’inizio dell’estate scorsa, il primo tassello dell’operazione coordinata dall’architetto Francesco Cellini si è rivelato al pubblico romano, con l’apertura di una piazza pedonale disegnata per tenere insieme contesti architettonici diversi per storia e funzione, nello spazio che collega il Tevere con il passeggio del Tridente, l’imponente mausoleo romano (anch’esso, finalmente, in trasformazione) e la cupola barocca di San Carlo al Corso. Poco oltre, sta la sistemazione immaginata nel 2006 da Richard Meier per il museo dell’Ara Pacis.
In attesa del completamento del secondo lotto di lavori (che riguarda il giardino superiore alla quota urbana, la viabilità e le connessioni con il quadrante urbano e il deambulatorio inferiore), la nuova area pedonale tra Via del Corso e l’Ara Pacis si sviluppa tramite due ampie cordonate – rispettivamente verso via di Ripetta e la chiesa di San Carlo al Corso – che ricollegano il piano stradale attuale con quello del Mausoleo.

Augusto Caffè: la nuova caffetteria di Piazza Augusto Imperatore
Sul lato sud della piazza, il progetto ha previsto la creazione di ambienti chiusi adibiti a info point, bookshop (già operativi da giugno 2025) e caffetteria, quest’ultima concepita come servizio museale aggiuntivo del vicino Museo dell’Ara Pacis e del complesso archeologico del Mausoleo di Augusto in via di musealizzazione (auspicabilmente entro la primavera 2027).
E mentre l’amministrazione capitolina si dice giustamente orgogliosa di “aver riconquistato questo spazio della città” – “quando si raggiungono risultati così importanti, vuol dire che le cose hanno funzionato. A Roma in questo anno c’è stata una bolla di armonia”, sottolinea l’Assessore alla Cultura Massimo Smeriglio – spiace dover rilevare, ancora una volta, l’occasione persa dinanzi alla possibilità di offrire un servizio realmente all’altezza di uno spazio pubblico così ambizioso e unico al mondo. La gestione di Augusto Caffè, ora aperto dalle 8 alle 20 tutti i giorni della settimana, è stata assegnata, come di consueto, tramite bando di gara a procedura aperta indetto da Zètema Progetto Cultura a giugno scorso: il Gruppo Palombini si è aggiudicato la concessione con l’impegno a offrire servizio di caffetteria e piccola ristorazione.
Il problema delle gare d’appalto per la ristorazione museale a Roma
Una situazione fotocopia rispetto alla procedura di appalto promossa, sempre da Zetema, per assegnare il servizio di caffetteria e catering della rinata Casina del Salvi, nel nuovo parco archeologico del Celio, che commentavamo solo qualche mese fa evidenziando mancanza di coraggio, visione e volontà di attrarre progetti innovativi, moderni, disegnati sulla qualità dell’offerta per valorizzare davvero i servizi di ristorazione negli spazi culturali capitolini.
Ancora una volta, gli oneri numerosi e scoraggianti previsti dalla gara d’appalto – con applicazione del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa – hanno minato la partecipazione di piccole realtà, caffè e bakery indipendenti o artigiani di qualità, prefigurando una situazione già scritta: solo gruppi con milioni di fatturato alle spalle – per quanto seri e solidi, più votati ai grandi numeri che alla ricerca sulla qualità – possono impegnarsi a queste condizioni (nello specifico: 3.200 euro di canone mensile e una royalty sul fatturato pari all’8%, con durata triennale del contratto, eventualmente rinnovabile per altri 3 anni; ferrei i requisiti di capacità economica e finanziaria).

La proposta del Gruppo Palombini da Augusto Caffè
Così, Relais Le Jardin si aggiudicava, la primavera scorsa, Casina del Salvi; e oggi, in piazza Augusto Imperatore, tocca a Palombini, gruppo fondato nel 1963 “da oltre sessant’anni punto di riferimento nel panorama della ristorazione romana, distinguendosi per continuità, affidabilità e attenzione alla qualità del prodotto. Valori che attraversano generazioni e che trovano in Augusto Caffè una nuova espressione contemporanea”, si legge nella nota stampa di presentazione del progetto. Si spiega più nel dettaglio che Augusto Caffè proporrà “materie prime selezionate, lavorazioni artigianali, attenzione alla stagionalità e alle filiere di qualità. L’offerta è pensata per accompagnare i diversi momenti della giornata – dalla colazione alla pausa pranzo, fino all’aperitivo – con uno stile accessibile ma curato, inclusivo e coerente con il contesto storico in cui si inserisce. Con questa inaugurazione, il Gruppo Palombinirinnova il proprio legame con Roma, riaffermando un’idea di ristorazione che unisce tradizione e contemporaneità, gusto e responsabilità, impresa e cultura”. Per “una pausa tra forma e memoria”, recita lo slogan scelto a suggello dell’iniziativa.
Nato all’EUR, dove il locale storico è ancora in attività, oggi Palombini gestisce anche la Caffetteria del MAXXI. E, sia chiaro, qui non si critica la serietà o l’affidabilità del gruppo, che certamente adempirà il suo ruolo con competenza e facendo tornare i conti, come si aspetta l’amministrazione capitolina.
Nel frattempo, però, e dobbiamo ripeterci, il mondo delle ristorazione – e quello della ristorazione museale – è cambiato: l’offerta potrebbe (dovrebbe!) aggiornarsi sui nuovi standard internazionali, ma anche italiani. I modelli da cui prendere spunto non mancano. E invece si preferisce procedere per inerzia, senza guizzi. Comprensibile che la voglia di celebrare l’ennesima caffetteria progettata “in serie” – nell’offerta come nella modulazione degli spazi – venga meno.
Livia Montagnoli
Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati