È morta Jerry Gogosian, la creator dell’account che rivelava i vizi del sistema dell’arte. Trovata senza vita in un hotel
A soli 40 anni, l’artista e content creator Hilde Lynn Helphenstein, meglio conosciuta con lo pseudonimo di Jerry Gogosian, muore in circostanze ancora da chiarire. Un anno fa chiudeva l’account che l’aveva resa famosa, satira arguta e pungente alla superficialità e alle strategie del sistema dell’arte
La sua carriera (di successo) da influencer, Hilde Lynn Helphenstein (Oakland, 1985), famosa su Instagram con lo pseudonimo di Jerry Gogosian, l’aveva interrotta volontariamente un anno fa: “Ho amato moltissimo e mi sono divertita a essere Jerry, ma è tempo di andare avanti”, postava sulla sua pagina, seguita da oltre 150mila follower, a giugno 2025.
Chi era Hilde Lynn Helphenstein: gli obiettivi di Jerry Gogosian
Artista, Helphenstein aveva aperto l’account satirico nel 2018, costretta a interrompere per problemi di salute la sua attività a Los Angeles (una galleria avviata nel 2016). Inizialmente nascosta dietro l’anonimato, nel 2020 rivendicava l’invenzione del profilo, capace di commentare in modo pungente e arguto le vicende del mondo dell’arte, con l’occhio dell’insider, “muovendosi nel complesso intreccio di elitarismo ed esclusività che caratterizza il settore”: gli screzi dietro le quinte, le barriere d’ingresso per gli artisti emergenti, i record d’asta, la mondanità delle fiere d’arte, gli scandali, le storture del sistema. “Con uno sguardo critico sulla mercificazione dell’arte e sull’attivismo performativo dilagante nel settore”, sottolineava la pagina di Jerry Gogosian, impegnata a evidenziare “come l’arte venga utilizzata come strumento di posizionamento sociale” e a offrire “uno sguardo sincero sulle strategie del collezionismo d’arte, sulla superficialità della cultura delle gallerie e sulle assurde dinamiche professionali e personali nel mondo dell’arte”.
Il successo di Jerry Gogosian
Un’attività nata per gioco – lo pseudonimo combina il nome del critico d’arte Jerry Saltz con quello del gallerista Larry Gagosian – che rapidamente sollecitò la curiosità degli addetti ai lavori, tanto da valere a Helphenstein un contratto con l’agenzia di talenti UTA, nel 2024, in quanto “figura di spicco nel mondo dell’arte, nota per aver raccolto una vivace comunità attraverso i suoi coinvolgenti canali social e per il suo impegno a rendere il mondo dell’arte più accessibile a un pubblico più ampio” (nel 2022, la fama raggiunta la portò anche a curare un’asta da Sotheby’s; si ricordano anche collaborazioni con Ruinart, The Standard Hotel, Phillips, Playboy). A consolidare il successo arrivarono anche la newsletter Jerry Report e il podcast Art Smack.
La morte di Hilde Lynn Helphenstein in Brasile
Alla chiusura dell’account, Helphenstein faceva intendere di avere in ballo nuovi progetti: “Per quanto mi riguarda, ho la strada spianata e sto lavorando per concretizzare la mia prossima impresa. Potrebbe essere nel campo dell’arte. Oppure no”. E invece il suo nome torna protagonista delle cronache per un avvenimento ben più doloroso e inaspettato. Domenica 31 maggio, la donna è stata trovata senza vita nella sua camera d’albergo, a São Paulo, morta in circostanze ancora da chiarire. Accanto al suo corpo, chi l’ha soccorsa ha trovato una bottiglia di vodka vuota e pillole: le indagini faranno il loro corso.
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