Morto Angelo Guglielmi, membro del Gruppo 63 e storico direttore di Rai3

Il critico bolognese Renato Barilli ricorda l’amico e collega Angelo Guglielmi, scomparso l’11 luglio scorso

Per me Angelo Guglielmi (Arona, 1929 – Roma, 2022) era come un fratello, anche se, per stemperare un poco l’aspetto retorico di una affermazione del genere, in qualche momento di polemica tra noi, che certo non è mai mancata, mi è scappato pure di dire che “anche Caino e Abele erano fratelli”.
Intanto, devo subito allargare il discorso a quella che mi è capitato di definire la “guglielmità”, cioè l’operato felice di un famiglia venuta dal meridione e sbarcata particolarmente a Bologna dove, prima di Angelo, ho conosciuto altri due esponenti, Giuseppe, brillante poeta, che non per niente veniva detto “Baudelaire”, forse per vendicarsi di qualche sua battuta al vetriolo, di cui fui io stesso colpito quando, per la troppa devozione a due miei idoli, mi soprannominò “Renet Barillet”. Aveva fatto di peggio per i due inventori della poesia visiva, Pignotti e Miccini, invertendo i nomi in “Mignotti e Piccini”. E poi c’era il più posato e metodico Guido, molto reputato anche lui come critico letterario. Con Angelo ho compiuto un’impresa straordinaria, di follia giovanile, accogliendo il suo invito a recarci in auto a Parigi, allo sbando, senza aver neppure prenotato una stanza. E quasi non lo conoscevo, dato che, a differenza dei fratelli, egli subito dopo la laurea aveva lasciato Bologna entrando nella RAI, dove però, per la sua ferma militanza di sinistra, venne messo in un binario morto, fino a quando nacque la terza rete, che venne data in appannaggio al PCI, e Angelo ne fu nominato direttore, sviluppandovi quella serie di eccellenti invenzioni di cui tutti sanno, il che in definitiva finì per oscurare la sua fama di letterato.

Angelo Guglielmi & Renato Barilli Gruppo 63. Critica e teoria (Testo & Immagine, Torino 2003)

Angelo Guglielmi & Renato Barilli Gruppo 63. Critica e teoria (Testo & Immagine, Torino 2003)

ANGELO GUGLIELMI E IL GRUPPO 63

Anche perché lui teneva rigorosamente separati i due tavoli, se noi, suoi colleghi del Gruppo 63, speravamo di essere chiamati a collaborare ci illudevamo della grossa, lui diffidava di quanti praticavano il suo stesso mestiere, e infatti i famosi nomi usciti dalla sua invenzione avevano una diversa provenienza. Ma tornando a noi due, a unirci c’era la chiamata che entrambi avevamo ricevuto da quell’enorme pescatore di talenti che era Luciano Anceschi. Angelo, sempre devoto al criterio di fare una cosa alla volta, sulle pagine del Verri e in genere come militante della neoavanguardia, praticava appunto la critica letteraria, io ero al solito ondivago, con l’arte come pratica alternativa, il che forse ha contribuito a gettare su di me qualche discredito, quando pure avevamo assunto entrambi, a gara, e anche in fiera disputa, il ruolo di teorici dell’innovazione a livello narrativo. Solo un’altra mente lucida come Nanni Balestrini ci manteneva affiancati, gli altri in genere preferivano Angelo, lo ritenevano più rigoroso, io ero destinato a fare il “secondo”, dovunque ci presentassimo. Del resto, quando il Gruppo 63 si sciolse, noi fummo gli ultimi a cedere, tentammo ancora nel ’76 di rilanciarne le fortune curando un’antologia del pensiero critico del Gruppo, che avrebbe dovuto essere affiancata da un’antologia della prosa creativa, a cura di Balestrini e Giuliani. Ma questa venne fuori solo quasi quarant’anni dopo, riuscendo a cogliere qualche residuo successo, tanto che venimmo insigniti di un Premio Capalbio. Io, al solito, vi recitai la parte di “secondo”, nel rispetto della gerarchia, nel senso letterale della parola, cioè di quei sette anni che mi distanziavano da quell’imperioso e risoluto fratello, che presto andrò a raggiungere.

Renato Barilli

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Renato Barilli

Renato Barilli

Renato Barilli, nato nel 1935, professore emerito presso l’Università di Bologna, ha svolto una lunga carriera insegnando Fenomenologia degli stili al corso DAMS. I suoi interessi, muovendo dall’estetica, sono andati sia alla critica letteraria che alla critica d’arte. È autore…

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