Nocefresca, il nuovo programma di residenze artistiche in Sardegna

Parola a Francesca Sassu, fondatrice del progetto di residenze d’artista a Milis, borgo sardo nell’oristanese. Una iniziativa a lungo termine che innesca un dialogo profondo tra gli artisti e il territorio.

Mark Hewko, 2021 A Nuraghe Odissey, intervento di arte ambientale. Photo Guglielmo Cherchi per Studio Vetroblu
Mark Hewko, 2021 A Nuraghe Odissey, intervento di arte ambientale. Photo Guglielmo Cherchi per Studio Vetroblu

Antico borgo dell’alto oristanese, noto per l’importante tradizione agricola, Milis è il luogo scelto per un programma di residenza stabile e attivo tutto l’anno che, muovendo dagli obiettivi di artisti, designer e digital storyteller, realizza piani personalizzati, sfruttando il sistema internazionale di borse di studio offerte dagli Art Council e dalle Ambasciate, fatti di workshop, studio visit, escursioni, esplorazioni nei siti archeologici, incontri con il pubblico ma anche con artisti e professionisti del settore. Con spazi di lavoro attrezzati e il coinvolgimento della comunità per un costante scambio culturale. Ne abbiamo parlato con la fondatrice del progetto Nocefresca, Francesca Sassu.

Come è nato il progetto?
Dopo tanti anni di lavoro presso le associazioni culturali sarde e gli assessorati alla cultura delle pubbliche amministrazioni, ho sentito l’esigenza di avviare un progetto indipendente. Sono partita da tutto quello che avevo appreso osservando il territorio da un punto di vista privilegiato come quello di un ente pubblico, che ti consente di avere una visione di insieme, riflettere sul ruolo della cultura nelle comunità e sui modelli di gestione capaci di rendere un progetto sostenibile nel tempo.
Ho deciso così di fare il passo verso l’imprenditorialità, con l’intenzione di costruire qualcosa di duraturo e meno dipendente dal finanziamento pubblico locale, che in questo territorio non dà le sufficienti certezze a chi lavora per la cultura. Dall’idea alla sua realizzazione sono trascorsi tre anni di studio, analisi del settore a livello internazionale, confronto con artisti di tutto il mondo e partecipazione a incubatori di startup culturali quali Sardegna Ricerche, Ifold, Casa Netural.

Com’è avvenuta la scelta del nome?
In modo abbastanza casuale, o per meglio dire intuitivo. Riflettendo sul nome in compagnia dell’artista e grafico pubblicitario Paolo Carta, ho ritrovato alcuni aspetti che potevano ben descrivere gli obiettivi del progetto: la forma del gheriglio della noce richiama quella dei due emisferi del cervello umano, luogo da cui nascono le idee, ma anche le emozioni. La noce, come l’arte e la creatività, è un frutto da cercare: è racchiusa in un guscio, che la protegge nella fase di crescita, ma per gustarla ‒ una volta matura ‒ è necessario aprire l’involucro e sottrarre i vari materiali protettivi. Il termine latino “in nuce” parla di qualcosa che sta iniziando, che è nel suo momento di creazione. Questa delicata fase di inizio, quando per l’artista e il ricercatore ogni risultato è incerto, va sostenuta e tutelata a prescindere dal suo esito, ed è questo che cerco di fare con ogni artista residente.

Louise Honée, Un Mare d’Erba, fotografia digitale. Courtesy l'artista
Louise Honée, Un Mare d’Erba, fotografia digitale. Courtesy l’artista

NOCEFRESCA E LA SARDEGNA

Quali sono gli obiettivi del progetto?
Gli obiettivi possono essere osservati da un duplice punto di vista. Da una parte c’è una domanda proveniente da artisti di tutto il mondo che ricercano spazi e tempi per dedicarsi ai propri progetti in un’atmosfera che faciliti la concentrazione e nutra la loro ricerca di contenuti, incontri ed esperienze. In questo la Sardegna può dare tanto e possiamo definirla come un bacino inesauribile di input e stimoli dal forte impatto.
Dall’altra parte c’è il punto di vista del territorio, la necessità dei borghi rurali sardi di reinventare modelli di sviluppo sostenibili e durevoli e di rinnovare le loro identità senza snaturarla. In questo gli artisti svolgono un ruolo fondamentale nell’indicare e far emergere nuovi modi di osservare quegli aspetti della comunità e del territorio talvolta dati per scontati perché sepolti dall’abitudine e dalla staticità dello sguardo che li rende in un certo senso invisibili.

Perché proprio la zona di Milis?
Milis è il borgo ideale per questo progetto per tantissimi motivi: le piccole dimensioni che permettono la vicinanza delle relazioni, l’aiuto reciproco e lo scambio, il patrimonio storico, la posizione strategica tra la zona costiera e l’interno dell’isola, tra Cagliari, Sassari e Nuoro. Inoltre, la ruralità e il forte legame che l’economia locale stringe con la natura fanno di questo luogo un potenziale e reale terreno di sperimentazione per nuovi modelli di vita sostenibili.

In quale modo Nocefresca si differenzia dagli altri programmi di residenze?
Rispetto alle residenze presenti finora in Sardegna, la principale differenza sta nell’approccio di lungo periodo. Si tratta di un progetto permanente, attivo in questa prima fase per 6 mesi all’anno. Questo fa sì che la presenza degli artisti in un luogo non sia da considerarsi come un “evento”, ma come parte della quotidianità. L’altra differenza sta nel modello di gestione: trattandosi di un modello imprenditoriale, la residenza è concepita come un servizio che viene erogato a favore dell’artista. Si cambia dunque prospettiva: da un approccio di tipo autoriale, dove l’artista è invitato a partecipare e contribuire a un progetto specifico ideato a monte da un team curatoriale, in questo caso è l’artista che ricerca nella residenza un supporto professionale per lo sviluppo di una sua ricerca, senza avere alcun obbligo di presentare un esito finale in residenza.

Lara Hawthorne, Murales presso la Biblioteca Comunale di Simaxis, in collaborazione con il Comune di Simaxis. Photo Julia Harrison
Lara Hawthorne, Murales presso la Biblioteca Comunale di Simaxis, in collaborazione con il Comune di Simaxis. Photo Julia Harrison

GLI ARTISTI DI NOCEFRESCA

A chi si rivolge Nocefresca?
Il programma si rivolge ad artisti visivi, designer, creativi digitali, ricercatori, artigiani e scrittori senza alcun limite di età o provenienza geografica.

Da chi è composto il team e chi sono i partner?
Nocefresca è al momento un’impresa individuale, ma può contare sulla collaborazione di numerose realtà. L’associazione culturale Pepebianco, attenta a preservare le antiche tecniche di lavorazione artigianale con materiali naturali locali, come paglia, giunco e tifa, è nostro partner anche sul lato della cultura culinaria: fornisce il servizio pasti e organizza per gli artisti in residenza momenti conviviali e di cucina condivisa e reinterpretazione delle ricette tradizionali del luogo. Il vivaio I Campi, fondato dagli architetti del paesaggio Italo Vacca e Leo Minniti, noto a livello nazionale per la sua esperienza nella coltivazione sperimentale di piante adattabili al clima sardo. L’impresa produttrice di essenze e cosmetici naturali Arutas, fondata da Nicola Pinna, cittadino milese che cura da generazioni gli agrumeti di famiglia, la cui coltivazione è stata introdotta a Milis dai monaci camaldolesi nel 1200. L’associazione Tocoele, composta da archeologi e appassionati di antichità, che collaborano agli scavi dei nuraghi della zona e condividono con gli artisti le loro conoscenze ed escursioni esplorative.
A questi si aggiungono diversi partner dell’ambito artistico regionale: Galleria Mancaspazio, Transhumanza, Progetto Contemporaneo, Occhio, Ottovolante Sulcis, Casa Lussu, No Arte sono alcune delle realtà che ci supportano e con le quali dialoghiamo. La rete è in continua espansione.

Chi sono gli artisti coinvolti?
I primi tre mesi del programma 2021 hanno visto la partecipazione di sei artisti: Ramiro Peonveiga, pittore cileno astratto indaga e reinterpreta i pattern della tessitura sudamericana e sarda, Marco Loi, fotografo e tessitore vincitore del Premio Nocefresca Mancaspazio, Louise Honée, fotografa olandese supportata dall’Art Council nazionale, che ha portato avanti un progetto di storytelling visivo sui giovani e i bambini che crescono nelle zone rurali, Zenovia Toloudi, architetto greco con base negli Stati Uniti e con un interesse verso la socialità negli spazi pubblici dei Paesi del Mediterraneo, Nick Ramos, illustratore brasiliano residente in Texas, Jennie Lee, scrittrice, coach e insegnante certificata di yoga con base alle isole Hawaii.

E i prossimi?
Settembre ha visto la partecipazione di Megan Porpeglia, artista visiva newyorkese attiva nell’ambito della pittura e del disegno contemporaneo, Mary Ellen Childs, compositrice polisensoriale, Mark Hewko, graphic designer e muralista californiano, Lara Hawthorne, illustratrice per l’infanzia con base a Bristol, Oľga Paštéková, pittrice slovacca, e Dorota Hošovská, illustratrice e art director slovacca.
Ottobre vedrà la partecipazione di Lynne Brotman, artista tessile texana, Nina Liemola, pittrice finlandese, Carolyn Mason, fiber artist californiana, e Momo, fashion designer statunitense che starà con noi anche a novembre per disegnare la sua prossima collezione di abiti. Sempre a novembre ospiteremo Stefano Conti, artista visivo italiano con base in Svezia, Sean Dahlman scienziato botanico, video maker e musicista statunitense, Ellie Mac Bride, scrittrice di San Francisco, e Anne Schumann traduttrice letteraria al momento impegnata nella traduzione inglese del romanzo Canne al vento di Grazia Deledda.

Zenovia Toloudi – Studio Z, One Color. Zest, installazione site specific
Zenovia Toloudi – Studio Z, One Color. Zest, installazione site specific

IL DIALOGO CON IL TERRITORIO

Ci sono state ricadute positive sul territorio?
Lo scambio tra gli artisti e il territorio è stato intenso: siamo entrati nelle case degli abitanti che sono stati aperti e disponibili a condividere conoscenze e saperi tradizionali, in base alle esigenze specifiche di ogni artista: dal fare il pane a esplorare gli agrumeti locali, dal conoscere gli utensili domestici a condividere momenti di convivialità e musica. Abbiamo visitato i luoghi e le realtà più attive del territorio in ambito culturale e rurale e frequentato il borgo nella quotidianità. Sono nate amicizie e collaborazioni professionali.

Ci fai qualche esempio?
Nel mese di settembre, il club sportivo locale ha proposto a uno degli artisti di realizzare un murale nel parco di Milis e così Mark Hewko ha ridato vita a un intero edificio con le sue creazioni geometriche astratte. In questi giorni, l’illustratrice Lara Hawthorne sta portando avanti un murale che ci è stato commissionato dal Comune limitrofo di Simaxis, in collaborazione con la scuola elementare e la biblioteca comunale.

Roberta Vanali

https://www.nocefresca.it/

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CuratoreFrancesca Sassu
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Roberta Vanali
Roberta Vanali è critica e curatrice d’arte contemporanea. Ha studiato Lettere Moderne con indirizzo Artistico all’Università di Cagliari. Per undici anni è stata Redattrice Capo per la rivista Exibart e dalla sua fondazione collabora con Artribune, per la quale cura due rubriche: Laboratorio Illustratori e Opera Prima. Per il portale Sardegna Soprattutto cura, invece, la rubrica Studio d’Artista. Orientata alla promozione della giovane arte con una tendenza ultima a sviluppare ambiti come illustrazione e street art, ha scritto oltre 500 articoli e curato circa 150 mostre per gallerie, musei, centri comunali e indipendenti. Tra le ultime: la doppia mostra di Carol Rama in Sardegna, L’illustrazione contemporanea in Sardegna, Archival Print. I fotografi della Magnum. Nel 2006 ha diretto la Galleria Studio 20 a Cagliari. Ha ideato e curato la galleria online Little Room Gallery (2010-13). Ha co-curato le mostre del Museo MACC (2015-17), per il quale nel 2018 è stata curatrice. Ha scritto saggi e testi critici per numerosi cataloghi e pubblicazioni. Il cinema è l’altra sua grande passione.