Musei e fondazioni italiani. Risultati e desideri

Abbiamo chiesto ai direttori di alcune delle istituzioni culturali italiane di commentare i risultati del proprio percorso fino a oggi. E di confessarci qualche desiderio per il futuro.

1. ANDREA BRUCIATI ‒ DIRETTORE DI VILLA ADRIANA E VILLA D’ESTE – TIVOLI

Andrea Bruciati. Photo Paola Pasquaretta

L’organismo che sto creando è completamente nuovo e non è facile né semplice gestirlo: potrà sembrare retorico ma cerco di trasformare le problematiche in opportunità, interrogandole e vivendole dal di dentro. Sia io che l’Istituto così cresciamo dal reciproco confronto per costruirci più forti e rinascere, come la fenice, dalle nostre ceneri. Le villæ in fin dei conti sono come un amante: le desidero perché mi sorprendono con le loro mille sfaccettature, spesso impossibili da prevedere ma non per questo meno preziose.
Nello specifico spero di poter approfondire e aggiornare, secondo le istanze del XXI secolo, gli studi che sto compiendo: dai rapporti fra due visionari come Nerone e Adriano all’influenza della dimora adrianea nei Diluvi di Leonardo; dalla fabbrica post-raffaellesca al contesto di un El Greco tiburtino; dalle metamorfosi ovidiane tramite un importante gruppo dei Niobidi alla rivalutazione di tutta una pittura di genere considerata minore ma che era frutto di una comunità artistica vivace e cosmopolita nella Tivoli del Seicento.

2. LETIZIA RAGAGLIA ‒ DIRETTRICE USCENTE DI MUSEION – BOLZANO

Letizia Ragaglia (foto Silva Corvetta)

Credo che riuscire a realizzare tutto sarebbe veramente terribile, penso sia importante che rimangano desideri aperti! Detto questo, forse suona strano dirlo qui, ma credo che un museo debba esistere non solo per il mondo dell’arte ma per i suoi diversi pubblici. Sono orgogliosa che Museion abbia sviluppato, negli anni, tanti formati di mediazione dedicati a visitatori e visitatrici diversi per età, provenienza, interessi, ma anche stato di salute.
Particolare soddisfazione ci ha dato inoltre la partecipazione al progetto europeo Museum as Toolbox, da cui si è sviluppato un nucleo di giovani interessati e da cui è nato lo scorso anno il nucleo degli Young Friends. In questo senso, vorrei che Museion continuasse sulla strada tracciata, come un’istituzione mobile e attenta a un mondo in continua mutazione.

3. LORENZO BALBI ‒ DIRETTORE ARTISTICO DI MAMBO – BOLOGNA

Lorenzo Balbi

Luglio 2019 segnerà due anni dal mio arrivo a Bologna e la metà del mio mandato. Grazie allo sforzo di tutto lo staff del MAMbo e al sostegno dell’Istituzione Bologna Musei, del suo Consiglio di Amministrazione e anche dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Bologna, posso dire che gran parte degli obiettivi che ci eravamo posti sono stati raggiunti. La Sala delle Ciminiere del MAMbo propone mostre ambiziose e di respiro internazionale, la Project Room ha una solida programmazione dedicata al territorio, Villa delle Rose ospita progetti realizzati con istituzioni di tutto il mondo oltre a Rose, il rilanciato programma di residenze che la collega alla Residenza per Artisti Sandra Natali. Il Museo Morandi è al centro di collaborazioni scientifiche con alcuni dei più prestigiosi musei internazionali: proprio in queste settimane è in corso al Guggenheim di Bilbao una mostra che indaga la sfera di influenza sulla sua opera degli antichi maestri spagnoli, bolognesi e francesi, in cui sono esposte quindici opere provenienti dalla collezione del museo. E altro ancora.
Molte sono le cose che vorrei realizzare nel breve e lungo periodo a Bologna: avviare un progetto formativo in collaborazione con l’Università, ottenere uno spazio da dedicare a studi per artisti, “liberare” le ciminiere dell’ex Forno del Pane dall’intonaco e riportarle allo splendore originario, accrescere la collezione permanente.

4. CRISTIANA PERRELLA ‒ DIRETTRICE DEL CENTRO PECCI – PRATO

Cristiana Perrella

Per essere qui da un anno, sono soddisfatta. Quello che vorrei è che crescesse maggiormente la comunità intorno al museo. Non il numero dei visitatori – che pure è cresciuto e si è attestato su cifre importanti – ma quello delle persone che considerano il Pecci un luogo che appartiene alle loro abitudini, in cui stanno bene e di cui riconoscono e sostengono il ruolo. Da questo punto di vista ritengo un successo personale aver recuperato servizi importanti, che nel recente passato non si era riuscito a garantire: aprire il bar, rendere agibile il teatro all’aperto da 900 posti, dove si tiene in estate il nostro programma musicale, ed essere a buon punto verso la riapertura della biblioteca e centro di documentazione sul contemporaneo, un patrimonio ricchissimo che negli ultimi anni è stato praticamente impossibile utilizzare.
Sono invece molto avvilita dai ritardi – dovuti alla burocrazia – nell’avvio dei lavori di recupero delle sale didattiche del museo, spazi fondamentali per la mia idea di un museo vivo, che sia centro di ricerca e di formazione, che parta dall’avere un ruolo attivo sul territorio per avere poi una voce internazionale.

5. PAOLO BOLPAGNI ‒ DIRETTORE DELLA FONDAZIONE RAGGHIANTI – LUCCA

Paolo Bolpagni

Dal giugno del 2016 (quando fui nominato direttore) a oggi molti degli obiettivi che mi ero posto sono stati raggiunti: incrementare decisamente l’attività della Fondazione, mantenendone alta la qualità e anzi innalzando il livello della proposta; radicarla nel tessuto culturale della città di Lucca per evitare l’effetto “torre d’avorio”, ma senza alcun localismo (al contrario, ampliando lo sguardo).
Ora la sfida è di aprire la Fondazione a collaborazioni importanti, stabilendo rapporti con altre istituzioni italiane e del resto d’Europa per realizzare progetti ambiziosi. Abbiamo cominciato con decisione, e in autunno si vedranno già i frutti di questa politica “espansiva” (attenzione: espansiva, non espansionistica!), su cui punteremo molto. Nel perseguire tale scopo so di avere un forte sostenitore in Alberto Fontana, che è diventato presidente nel maggio del 2018 e che sta interpretando con determinazione e attivismo il suo ruolo. Con lui, con il Consiglio d’Amministrazione, con il Comitato scientifico e con tutto lo staff è in atto un bel gioco di squadra. E vedo che la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca ci conferma il proprio supporto con convinzione.

6. PAOLA TOGNON ‒ DIRETTRICE SCIENTIFICA DEI MUSEI CIVICI – LIVORNO

Paola Tognon

Sono stata nominata alla fine di luglio 2018 alla direzione dei Musei civici di Livorno, il Museo della Città – Luogo Pio Arte Contemporanea e il Museo civico Giovanni Fattori. Il giorno in cui sono arrivata ho pensato che tutto fosse possibile, una volta conosciuti più da vicino i musei ho pensato che nulla era impossibile. Quindi, per rispondere alla domanda: no, non sono riuscita a realizzare tutto quello che mi ero prefissa, ma ho ancora del tempo e soprattutto ho incontrato delle persone straordinarie e una voglia diffusa di costruire.
Quello che mi sono invece prefigurata è stato dare delle linee guida e cercare di mantenere la barra a dritta: collezioni, opere, archivio, accoglienza… Tutte operatività e prima ancora scelte che chiedono tempo e pazienza, determinazione e comune volontà, oltre che fondi e scelte culturali continuative. Molte cose sono state avviate, come i Servizi educativi dei Musei e un ciclo di incontri aperti all’ascolto e al confronto e poi gli inciampi, opere site specific o scelte inserite, in progress, nelle collezioni. Quello che vorrei realizzare nell’anno in corso è l’opportunità di aprire continuamente porte al futuro, mettere ordine, con pazienza soprattutto far comprendere al maggior numero di persone possibile che Livorno è una città tutta da scoprire.

7. GIANFRANCO MARANIELLO ‒ DIRETTORE DEL MART – TRENTO E ROVERETO

Gianfranco Maraniello

Molto è stato fatto e si sono create le premesse per il Mart del futuro con la stabilizzazione delle figure professionali, la realizzazione di una necessaria revisione della spesa e la conferma di tutti i servizi, pur con risorse per le attività dimezzate rispetto al 2014 e ridotte a un terzo rispetto a dieci anni fa. Ora dobbiamo migliorare il sistema di promozione e, ad esempio, ridiscutere con la Provincia le deleghe previste fin dal 2015 a Trentino Marketing.
Soprattutto bisogna concretizzare quanto abbiamo già progettato e in buona parte finanziato: ossia i lavori infrastrutturali per trasformare il Mart in un percepibile distretto culturale, capace di integrare le attività degli istituti confinanti, il viale di accesso e il grande parco adiacente per un’esperienza più ampia di museo, architettura, paesaggio in una cittadella delle arti e dei saperi che, con l’Università già insediata, operi su orizzonti tematici da declinare in diversi versanti disciplinari.

8. LORENZO GIUSTI ‒ DIRETTORE DELLA GAMEC – BERGAMO

Lorenzo Giusti. Photo Daniela Zedda

Abbiamo tenuto fede al programma che ci eravamo dati un anno fa, fondato su tre assi: ricerca nel moderno, valorizzazione del patrimonio attraverso format innovativi, internazionalizzazione. Alle mostre (otto dall’estate scorsa) e alle altre attività (public program, scuole, corsi…) abbiamo affiancato un piano di comunicazione che ha trasformato significativamente l’immagine e il linguaggio della Galleria. Abbiamo rafforzato il rapporto con i soci fondatori (Comune di Bergamo e Tenaris) e dal 2018 abbiamo un nuovo sostenitore (Carvico), che si è aggiunto alle partnership storiche (Fondazione Ubi e Gruppo Bonaldi). Abbiamo costruito rapporti stabili di collaborazione con le istituzioni del territorio, in particolare con il “polo Carrara” (Pinacoteca e Accademia di belle arti) e siamo intervenuti consistentemente su alcune parti dell’edificio grazie al lavoro degli uffici comunali.
I grandi obiettivi del prossimo anno saranno il collegamento città alta-polo museale e “l’avvicinamento” a Milano attraverso una politica mirata di convenzioni e collaborazioni. Il 30 maggio hanno inaugurato le mostre di Jenny Holzer, Luke Willis Thompson e un nuovo percorso nelle collezioni!

9. NICOLA RICCIARDI ‒ DIRETTORE ARTISTICO DELLE OGR – TORINO

Nicola Ricciardi

È presto per un bilancio finale perché le OGR sono ancora giovani e in fieri. Tuttavia abbiamo gettato solide basi sulle quali far poggiare l’istituzione culturale che ci eravamo prefissati di costruire tre anni fa. Ad esempio, ritenevamo imprescindibile dialogare da subito con le istituzioni internazionali a cui guardavamo per ispirarci, come la Tate Modern – e sono molto felice di poter aprire proprio in questi giorni due progetti paralleli, a Torino e Venezia, costruiti assieme a Catherine Wood, che proprio della Tate è una delle massime espressioni (Pablo Bronstein: Carousel).
Una delle grandi sfide di quest’anno è riuscire a ideare e costruire progetti inediti da esportare. Fino ad oggi abbiamo dimostrato non solo di saper dialogare con i grandi musei internazionali, ma anche di saper gestire complesse co-produzioni, come il capitolo torinese della Biennale dell’Immagine in Movimento, inaugurata in OGR il 21 giugno. Attualmente però, assieme al team curatoriale (Samuele Piazza, Valentina Lacinio, Giulia Guidi), sto lavorando a un concept per una mostra da proporre a un selezionato gruppo di istituzioni per il 2020 e 2021.

Santa Nastro

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #49

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CuratoriAndrea Bruciati, Letizia Ragaglia, Lorenzo Balbi, Cristiana Perrella, Paolo Bolpagni, Paola Tognon, Gianfranco Maraniello, Lorenzo Giusti , Nicola Ricciardi
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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.