L’artista e designer cileno Sebastian Errazuriz è l’autore della grande installazione “blu Marble” visibile in questi giorni per le strade di New York. L’abbiamo intervistato per farci raccontare questo lavoro e i suoi progetti futuri. Tra cui una piattaforma in realtà aumentata destinata a tutti gli artisti del mondo.

Hai da poco installato l’opera blu Marble a New York, una scultura monumentale fatta di led che mostra ai passanti l’immagine in tempo reale della Terra vista dallo spazio. Come ti è venuta questa idea?
La campagna Pledge World di Fontem Ventures (azienda che in Italia distribuisce la sigaretta elettronica myblu®) consente a ciascuno di proporre un’idea che vorrebbe realizzare almeno una volta nella vita e per cui necessita di un supporto in termini finanziari. Dopo aver tenuto una lecture nella Silicon Valley sul tema della Public Art, dall’azienda mi hanno contattato per chiedermi se c’era un progetto che non ero ancora riuscito a sviluppare e che poteva essere fatto con il loro aiuto. Così ho raccontato loro del mio sogno di trasmettere immagini in diretta della Terra dallo spazio, per offrire a chiunque la prospettiva di cui parlano sempre gli astronauti.

Qual è lo scopo della campagna e perché hai deciso di sostenerla?
Ho passato in rassegna tutti i loro studi e, dopo aver constatato che gli effetti del vaping sulla salute sono in proporzione molto limitati se messi a confronto con quelli delle sigarette tradizionali, mi sono convinto a lavorare con loro. Fontem Ventures mi ha supportato nella creazione di un lavoro per tutti. In cambio, il loro nome appare su una piccola targa in modo estremamente rispettoso. Altre aziende dovrebbero imitare questa modalità di donazione.

Come stanno reagendo le persone alla presenza di quest’opera?
È incredibile. Le persone sostano giorno e notte davanti all’installazione, osservando dall’alto il pianeta e loro stessi. Molti ritornano in momenti diversi della giornata.

Sebastian Errazuriz - foto courtesy Associated Press
NY public art installation “blu Marble” is unveiled by Sebastian Errazuriz and Pledge World by blu on Wednesday, March 13, 2019 in New York. (Charles Sykes/AP Images for blu)

Prevedi di portare l’installazione in qualche altra città in futuro?
Mi piacerebbe, sì. Se il progetto continuerà ad avere questi riscontri, è possibile.

Hai già prodotto numerose opere di arte pubblica in passato. Quale pensi dovrebbe essere il ruolo dell’arte nello spazio pubblico oggi?
Mio padre aveva una specializzazione in arte e io ho ricevuto un’educazione in questo campo quando ero in Cile. Studiare mi ha aiutato a capire che le opere d’arte non dovrebbero essere fruite soltanto durante le visite in musei e gallerie, ma anche durante la vita quotidiana. Se il pubblico non va a vedere le opere, allora le opere devono avvicinarsi al pubblico, e questa è una responsabilità fondamentale dell’artista.

In che modo l’incontro con l’opera è diverso?
Quando vedi l’arte nelle gallerie e nei musei, sei in qualche modo preparato. Stai già riconoscendo, a priori, che quello che vedrai è una forma d’arte, e non c’è alcun genere di contaminazione con la tua esperienza personale. Se vai a visitare una mostra, si suppone che tu abbia una certa opinione su di essa e sulle opere che vedrai. Se invece si rimuove questo fattore, l’arte diventa una vera sorpresa per chi guarda; si tratta di un’esperienza più forte e più pura. Interrompendo la routine e costringendo le persone a reagire, fornisci loro l’occasione di ri-considerare la realtà che le circonda, a re-immaginarla. È una pausa che favorisce l’introspezione. Questo genere di esperienza costituisce un risultato di gran lunga migliore per l’artista, ma richiede molto più lavoro e uno sforzo maggiore.

Sebastian Errazuriz, blu Marble - foto courtesy Associated Press
Sebastian Errazuriz, blu Marble – foto courtesy Associated Press

La tua ricerca creativa unisce arte, design e attivismo. Quali credi che siano le principali differenze tra questi settori? L’approccio multidisciplinare è una scelta importante per te?
L’arte è molto difficile da esprimere e io ho sempre pensato che debba comunicare con il contesto che la circonda: il contesto sociale e politico, naturalmente, ma anche gli strumenti che sono a disposizione in un determinato periodo storico. Nel passato, pittura e scultura costituivano i metodi tradizionali per rappresentare la realtà e sono stati anch’essi una forma di tecnologia con la loro evoluzione. Dai pigmenti all’olio, e così via. Attraverso gli strumenti che ha a disposizione, l’artista può condividere la propria visione. Nel passato la tecnologia aveva delle limitazioni: confinava l’arte in un luogo fisico preciso. Oggi viviamo nell’epoca della democratizzazione delle idee: un’idea può essere presentata immediatamente e non solo attraverso l’uso di materiali. Pensiamo al mio progetto: non è un dipinto e non è nemmeno un’immagine digitale, oppure un rendering virtuale della Terra. È una trasmissione in real time che viene dai satelliti nella nostra atmosfera! C’è un ritardo di alcuni minuti nell’invio delle immagini, e questo rende il tutto molto più forte di una qualsiasi rappresentazione del mondo, perché è il Mondo!

Puoi darci qualche anticipazione sui tuoi progetti futuri? A cosa stai lavorando in questo momento?
Il 95% degli studenti d’arte non ha la possibilità di organizzare una mostra dei propri lavori. Ci sono tante spese da affrontare: affitto, deposito, trasporti, assicurazione, ricerca di sponsor. Grazie ai progressi tecnologici attuali, tuttavia, ci sono finalmente altre forme di rappresentazione disponibili per i giovani artisti, come ad esempio la Realtà Aumentata. In questo momento sto lavorando alla creazione di una nuova piattaforma per tutti gli artisti che vogliano esporre usando questa tecnologia. Grazie a questo sistema sarà possibile vedere una mostra come se si fosse presenti nello spazio. Senza i costi di fabbricazione e tutte le altre spese connesse all’allestimento di una mostra tradizionale. Sto costruendo questa piattaforma per tutti gli artisti del mondo e posso anticiparvi che sarà pronta entro un paio di mesi.

Valentina Tanni

www.meetsebastian.com

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma e Milano. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020).