Morta a Roma a 95 anni Mirella Bentivoglio. Artista, poetessa e performer 

Nella sua lunga carriera è passata dalle sperimentazioni di poesia concreta alla poesia visiva, fino alla poesia-oggetto. Nel 1978 curò mostra Materializzazione del linguaggio alla Biennale Arte di Venezia

Mirella Bentivoglio in un autoritratto degli anni 70
Mirella Bentivoglio in un autoritratto degli anni 70

Sono considerata, erroneamente, uno scultore, sia pure atipico; in realtà il mio lavoro si svolge, oggi come ieri, in un ambito totalmente ‘poetico’: tra linguaggio e immagine, tra linguaggio e materia, tra linguaggio e oggetto, tra linguaggio e ambiente”. Sono le sue stesse parole, tratte da una recente intervista, a delineare la figura e la poetica di Mirella Bentivoglio, artista, poetessa e performer scomparsa a Roma il 23 marzo, pochi giorni prima del suo novantacinquesimo compleanno. Una creativa aliena da ogni omologazione, che nella sua lunga carriera è passata dalle sperimentazioni di poesia concreta alla poesia visiva, dove associava liberamente scrittura e immagine, fino alla poesia-oggetto, con interventi linguistici su oggetti e ambienti. “Ho dilatato l’uso della parola all’uso del simbolo: scelgo simboli universali, prelinguistici; matrici dei significanti, o, meglio ancora, matrici dei significati plurimi, dei significati aperti”, puntualizzava.

PRIMO LIBRO NEL 1943

Era nata a Klagenfurt, in Austria, il 28 marzo 1922, e giovanissima, nel 1943, aveva pubblicato per Vanni Scheiwiller la sua prima raccolta di poesie, Giardino; negli anni Sessanta aveva iniziato ad interpolare le sue parole con immagini, collage, tecniche grafiche. Parallelamente si sviluppa il suo impegno a sostegno dell’arte al femminile, che culminerà con la storica mostra di ottanta donne Materializzazione del linguaggio, da lei curata alla Biennale Arte di Venezia nel 1978, che resta un po’ come il suo manifesto. Negli anni ha potuto vantare prestigiose occasioni espositive, da Documenta Kassel al MoMA, dall’Istituto Italiano di Cultura di New York alla Biennale di San Paolo, al National Museum of Women in the Arts di Washington. Nel 2011 ha donato al Mart di Rovereto la sua ricchissima collezione-archivio di arte tutta al femminile, raccolta in anni di impegno come artista e critica.

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