Osservatorio curatori. Team Cäef

Nona tappa con il nostro osservatorio, insieme a Claudia Capelli, Ilaria Dell’Aversana, Valeria Magnoli, Alessandra Mombelli, Federica Scolari, Emma Taddei. Ovvero sei donne nate fra il 1985 e il 1992. Unite in un team che si pone un obiettivo: fornire domande a una generazione. Ecco il loro statement.

Team Cäef
Team Cäef

Federica non sopporta la carta termica, Alessandra ha un gatto ma non lo sa, Ilaria odia la gente, Valeria come ogni anno sta rileggendo Jane Austen, Emma vorrebbe essere in Brasile e Claudia sta pensando a cosa dire su se stessa. Questo è il Team Cäef: sei giovani curatrici, tutte con una storia diversa, ma con l’attitudine di scoprire e creare qualcosa, o meno.
Il Team Cäef è un gruppo curatoriale nato nel 2014 grazie alla curiosità, alla voglia di mettersi in gioco e soprattutto a un amore e passione comune: l’arte. I background di provenienza sono molto differenti (pittura, didattica museale e architettura) e ciò ci permette di avere diversi punti di vista che portano a scontri (il più delle volte pacifici), ma anche a una crescita e a uno sviluppo di idee incessante.
Il nostro obiettivo è capire cosa accade oggi nel mondo dell’arte contemporanea osservando, ascoltando e confrontando ciò che ci circonda. All’arte si chiede di essere democratica e accessibile a tutti, ma è profondamente soggettiva e personale: molti non la capiscono, altri la ignorano completamente, alcuni vi si avvicinano cautamente. E poi, c’è chi ne viene folgorato. Noi siamo tra quelle rimaste folgorate, un po’ come Stendhal nel 1817, senza però avere capogiri, allucinazioni o tachicardia. Anzi, a volte ci strappa dei sorrisi, altre volte fa spuntare degli enormi punti interrogativi sulle nostre facce, altre ancora ci fa piombare in un silenzio assordante o rimanere in stato contemplativo: la cosa certa è che non ci lascia indifferenti o prive di sensazioni. L’arte ci fornisce spunti per meditare e prospettive nuove a cui aprirci; il fatto che essa sia sempre in mutamento fa sì che anche noi siamo in continuo rinnovamento e ricerca: insomma non c’è spazio né per la noia né per la monotonia.

Team Cäef, Chunk2
Team Cäef, Chunk2

La nostra aspirazione è di lasciare un segno per raccontare esperienze, sensazioni e visioni di una parte della nostra generazione. Ma come rendere concreta questa nostra esigenza senza essere prevedibili? Questo è il leitmotiv che ci ha portato a scrivere un bando in cui video, fotografie e installazioni fossero i protagonisti: linguaggi contemporanei per immortalare il presente. È così che è nato Chunk, un’open call per giovani artisti per la partecipazione a una mostra dedicata a video, installazioni, performance e fotografie. Chunk è il nostro contributo, uno sguardo basato su ciò che la nostra generazione sta vivendo, più che una traduzione di cliché o luoghi comuni.
Dal vis-à-vis nascono le idee e noi ci siamo proposte di nutrirle e di farle crescere in noi e con noi. Alimentare un progetto significa seguirlo passo a passo, inciampare insieme a esso, aiutarlo a svilupparsi al meglio e cercare nuovi mezzi per realizzarlo senza mai perdere di vista il traguardo. Noi non vogliamo dare risposte, ma desideriamo proporre, in quello che facciamo, spunti di riflessione e mostrare quanto le nuove generazioni desiderino rivelare e rivelarsi.

a cura di Marco Enrico Giacomelli

www.teamcaef.com

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #30

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Giornalista e dottore di ricerca in Estetica, ha studiato filosofia alle Università di Torino, Paris8 e Bologna. Ha collaborato all’"Abécédaire de Michel Foucault" (Mons-Paris 2004) e all’"Abécédaire de Jacques Derrida" (Mons-Paris 2007). Tra le sue pubblicazioni: "Ascendances et filiations foucaldiennes en Italie: l’operaïsme en perspective" (Paris 2004; trad. sp., Buenos Aires 2006; trad. it., Roma 2010), "Another Italian Anomaly? On Embedded Critics" (Trieste 2005), "La Nuovelle École Romaine" (Paris 2006), "Un filosofo tra patafisica e surrealismo. René Daumal dal Grand Jeu all'induismo" (Roma 2011), "Di tutto un pop. Un percorso fra arte e scrittura nell'opera di Mike Kelley" (Milano 2014), "Un regard sur l’art contemporain italien du XXIe siècle" (Paris 2016, con Arianna Testino). In qualità di traduttore, ha pubblicato testi di Augé, Bourriaud, Deleuze, Groys e Revel. Nel 2014 ha curato la mostra (al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano) e il libro (edito da Marsilio) "Achille Compagnoni. Oltre il K2". Nel 2018 ha curato la X edizione della Via del Sale in dieci paesi dell'Alta Langa e della Val Bormida. Ha tenuto seminari e lezioni in numerose istituzioni e università, fra le quali la Cattolica, lo IULM, l'Università Milano-Bicocca e l'Accademia di Brera di Milano, la Libera Università di Bolzano, l’Alma Mater di Bologna, la LUISS di Roma, lo IUAV e Ca' Foscari di Venezia, l'Accademia Albertina di Torino. Redige (insieme a Massimiliano Tonelli) la sezione dedicata all'arte contemporanea del rapporto annuale "Io sono cultura" prodotto dalla Fondazione Symbola. Insegna Critical Writing alla NABA di Milano. È vicedirettore editoriale di Artribune e direttore responsabile di Artribune Magazine.