Sostenibilità degli eventi culturali. La riforma del Ministero della Transizione Ecologica

Con il decreto firmato dal ministro Cingolani, fiere, festival e tutte le manifestazioni culturali dovranno adempiere a dei principi di risparmio energetico e basso impatto ambientale. La verità? Anche la Cultura inquina

Paris+ par Art Basel la folla
Paris+ par Art Basel la folla

Si dice ma non si fa. “Sostenibilità” è la parola più in voga e abusata degli ultimi anni, trasversale a qualsiasi campo della creatività e non solo: arte, design, architettura, moda… non c’è evento o progetto in cui il “green” o il “sostenibile” non faccia da corredo alla sua comunicazione. Eppure, questa buona causa, che pure coincide con una delle massime urgenze globali del nostro millennio, si scontra con la realtà effettiva: la grande massa di appuntamenti, fiere, festival e manifestazioni di ogni tipo, che compongono il calendario annuale del sistema artistico, rappresentano anche un enorme dispendio di energia, materiali, risorse, con un considerevole impatto sull’ambiente. Un tema con cui si sta facendo i conti sempre più da vicino, date le recenti difficoltà effettive a reperire materiali di ogni tipo, la salita alle stelle dei prezzi dei trasporti e del carovita galoppante. L’opportunità o meno di cambiare le cose, riducendo la frequenza degli eventi internazionali ad esempio, a favore dell’ambiente, è da tempo argomento di discussione, seppure la sua messa in atto significherebbe un ripensamento radicale dell’intero sistema.

LA RIFORMA PER LA SOSTENIBILITÀ DEGLI EVENTI CULTURALI

Nella volontà di provare a diminuire l’impatto degli eventi culturali, il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani ha firmato la riforma intitolata “Adozione di criteri ambientali minimi per eventi culturali”. Queste norme, elaborate con il coinvolgimento dei ministeri della Cultura e del Turismo, entrano a far parte del decreto Cam (Criteri ambientali minimi) e sono in linea con le direttive del PNRR – Piano nazionale di ripresa e resilienza. “I Cam sono requisiti di sostenibilità che la Pubblica amministrazione deve introdurre nelle procedure di appalto per l’affidamento di servizi nell’ambito delle iniziative culturali”, si legge nella nota. “L’obiettivo è di contribuire al contrasto ai cambiamenti climatici, riducendo i consumi energetici e le emissioni di CO2, attraverso la promozione di misure come l’impiego di energia proveniente da fonti rinnovabili, di scelte progettuali e tecnologiche ad alta efficienza energetica per la climatizzazione, l’illuminazione e la proiezione audiovisiva e di soluzioni che incentivano la mobilità sostenibile per raggiungere l’evento e per l’organizzazione logistica. I requisiti ambientali prevengono la produzione dei rifiuti e sostengono i modelli di economia circolare, stimolando l’impiego di beni riutilizzabili, la riduzione di tutti gli imballaggi e il contrasto allo spreco alimentare”.

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I CRITERI AMBIENTALI MINIMI PER LA SOSTENIBILITÀ

A quanto si evince, la riforma, che entrerà in vigore 15 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, agirà su criteri che prevedano il riciclo, l’efficientamento energetico, la lotta allo spreco e, in definitiva, il risparmio. I Cam, prosegue la nota, “puntano a lasciare un’eredità positiva ai fruitori e alle comunità ospitanti e a sensibilizzare sui temi della sostenibilità ambientale e sociale, promuovendo anche la diffusione di buone pratiche di accessibilità, inclusione e contrasto alle discriminazioni”. L’auspicio è che, al netto dell’urgenza della questione, tali intenti siano accolti e sviluppati anche dai diversi dicasteri del prossimo Governo. Anche se, dalle ultime indiscrezioni, si vocifera che il Ministero della Transizione Ecologica potrebbe non esistere più o comunque, non chiamarsi più così. Le premesse non sono delle migliori…

Giulia Ronchi

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.