Giorgio Napolitano devolve al MEIS di Ferrara il risarcimento della causa con Sallusti

L’ex Presidente della Repubblica ha vinto la causa contro il direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti che, secondo la sentenza del Tribunale, ha diffamato Giorgio Napolitano. Il risarcimento di 30mila euro è stato devoluto al MEIS – Museo Nazionale dell’Ebraismo e della Shoah di Ferrara

MEIS, Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah. ®Marco_Caselli_Nirmal
MEIS, Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah. ®Marco_Caselli_Nirmal

L’ex Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano ha devoluto 30mila al MEIS – Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara. La donazione rappresenta l’atto conclusivo di una vicenda giudiziaria che ha coinvolto il Presidente Emerito e il direttore de Il Giornale Alessandro Sallusti, quest’ultimo condannato a risarcire Napolitano per diffamazione: “il Presidente emerito Giorgio Napolitano, dopo la sentenza del Tribunale civile di Roma che ha condannato Alessandro Sallusti alla pena pecuniaria di 30mila euro a titolo di risarcimento per diffamazione nei suoi confronti, ha deciso di devolvere la somma al MEIS – Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara quale luogo di memoria della storica presenza ebraica in Italia, di testimonianza delle persecuzioni razziali e della Shoah e di promozione del dialogo e della civile convivenza tra culture, religioni e tradizioni diverse”, è quanto riferito dal portavoce di Giorgio Napolitano.

LA CAUSA NAPOLITANO – SALLUSTI E LA DONAZIONE AL MEIS DI FERRARA

Stando a quanto riporta la nota diramata dall’entourage di Napolitano,  “il Tribunale ha affermato che nei titoli e negli articoli riportati Sallusti si riferisce reiteratamente al senatore Napolitano utilizzando oltre ad espressioni ed accostamenti suggestivi, allusivi ed insinuanti, termini quali trame, golpe, complotto, alto tradimento che travalicando il limite della continenza e correttezza espressiva si traducono in un attacco alla persona e alla dignità dell’ex Capo dello Stato che integra gli estremi della diffamazione e, segnatamente, dato il mezzo usato, della diffamazione a mezzo stampa”. Una vicenda conclusasi quindi con un atto di generosità nei confronti di un’istituzione culturale che, come tante altre in questo momento, affronta le difficoltà e le restrizioni imposte dalla pandemia. “Esprimiamo la nostra più profonda gratitudine al Presidente Emerito Giorgio Napolitano che ha riconosciuto il ruolo del MEIS quale luogo di testimonianza e di divulgazione della storica presenza ebraica in Italia, di memoria delle persecuzioni razziali e della Shoah e di promozione del dialogo e della civile convivenza tra culture, religioni e tradizioni diverse”, dichiarano il Presidente del MEIS Dario Disegni e il Direttore Amedeo Spagnoletto“Sentiamo ancora più forte e saldo il senso di responsabilità per la missione che lo Stato italiano ha affidato al MEIS, che racconta la storia di ognuno di noi e celebra la ricchezza della diversità e del dialogo”.

IL MEIS DI FERRARA

Inaugurato il 13 dicembre 2017, il MEIS è stato istituito nel 2003 dal Parlamento italiano, con una legge votata all’unanimità dalla Camera e dal Senato. A sostenere l’opera è stato il MiBACT (oggi MIC – Ministero della Cultura), con un investimento pubblico pari a 50 milioni di euro. Il progetto di edificazione del Museo – cinque edifici evocativi dei cinque volumi della Torah, per una superficie complessiva di poco inferiore a 8.000 mq – è a firma del raggruppamento formato da Studio Arco (Bologna) e –SCAPE S.p.A (Roma) che nel 2011 si aggiudicò il bando pubblico internazionale per la sua realizzazione.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.