Minacce al MEIS-Museo dell’Ebraismo e della Shoah di Ferrara. Solidarietà dal mondo della cultura

Una lettera ricevuta nei giorni scorsi e aperta dal personale del Museo conterrebbe immagini e frasi antisemite di cui non è stato svelato il contenuto preciso. Sul fatto indaga la Digos. Intanto arrivano messaggi di solidarietà dal mondo della cultura e della politica

MEIS, Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah. ®Marco_Caselli_Nirmal
MEIS, Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah. ®Marco_Caselli_Nirmal

Nel mese in cui ricorre la Giornata della Memoria, istituita per commemorare le vittime dell’Olocausto, razzismo e antisemitismo tornano a palesarsi (in realtà, purtroppo, due malattie mai passate di moda) proprio nei confronti di un’istituzione che, di quella Memoria, ne porta avanti la missione. È quanto accaduto al MEIS – Museo dell’Ebraismo Italiano e della Shoah, aperto a Ferrara nel 2017: nei giorni scorsi l’istituzione ha ricevuto una lettera contenente insulti e minacce contro gli Ebrei, su cui indaga la Digos.

LA LETTERA ANTISEMITA RECAPITATA AL MEIS DI FERRARA

Rientrando in ufficio dalle festività, il personale del Museo ha scoperto tra la corrispondenza ricevuta anche questa lettera, il cui contenuto preciso non è stato reso noto. Stando a quanto riportato da Il Resto del Carlino, la lettera conterrebbe immagini e insulti, tra cui la frase “ebrei di m…”. Il personale del Museo ha immediatamente allertato le forze dell’ordine, che adesso sono impegnati nella ricostruzione dei fatti: chi ha inviato la lettera e da dove è stata spedita? È rivolta alle attività del Museo e/o alle sue figure al suo vertice o si è voluto colpire l’istituzione per ciò che rappresenta? Ritenuto uno degli obiettivi sensibili della città, il MEIS fino ad ora non aveva subito attacchi di questo tipo.

IL MEIS DI FERRARA

Inaugurato il 13 dicembre 2017, il MEIS è stato istituito nel 2003 dal Parlamento italiano, con una legge votata all’unanimità dalla Camera e dal Senato. A sostenere l’opera è stato il MiBACT, con un investimento pubblico pari a 50 milioni di euro. Il progetto di edificazione del Museo – cinque edifici evocativi dei cinque volumi della Torah, per una superficie complessiva di poco inferiore a 8.000 mq – è a firma del raggruppamento formato da Studio Arco (Bologna) e –SCAPE S.p.A (Roma) che nel 2011 si aggiudicò il bando pubblico internazionale per la sua realizzazione.

MINACCE AL MEIS DI FERRARA. LA SOLIDARIETÀ DEL MONDO DELLA CULTURA E DELLA POLITICA

Gli attestati di solidarietà da parte del mondo della cultura e della politica non si sono fatti attendere, a partire dal Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini che ha dichiarato: “ferma e risoluta condanna del gesto antisemita indirizzato al Museo dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara. Un atto vile e spregevole, che colpisce un’istituzione culturale voluta per ricordare le sofferenze, le persecuzioni e le atrocità subite dalla comunità ebraica italiana a causa delle infami leggi razziali”. Palesano il loro sconcerto anche il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini e l’Assessore alla Cultura Mauro Felicori: “sdegno. È quello che proviamo, prima di tutto come persone. E poi come rappresentanti delle Istituzioni. Di fronte a gesti come questi è importante stringerci a chi, in questo caso il Museo dell’Ebraismo e della Shoah di Ferrara, è fatto bersaglio di farneticazioni inqualificabili. L’antisemitismo è stato un dramma immane e bisogna essere fermi nel non sottovalutare e nel condannare gesti che si rifanno ad una delle pagine più buie della storia. Bisogna dire basta all’odio e a chi alimenta un clima di rabbia, di chiusura, di scontro. Il Museo dell’Ebraismo e della Shoah di Ferrara arricchisce, con le proprie testimonianze e la memoria della Shoah, il patrimonio storico della nostra regione, costituendone anche una importante parte identitaria”.

LA SOLIDARIETÀ DEL SINDACO DI FERRARA

Mostra la sua solidarietà anche il sindaco di Ferrara, il leghista Alan Fabbri: “piena solidarietà al Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah di Ferrara, bersaglio di offese e minacce. Non sarà la violenza a prevalere, ma la costanza e l’impegno di chi lavora ogni giorno per conservare e tramandare la memoria di ciò che è stato. Grazie quindi al direttore Amedeo Spagnoletto e a tutto il personale del Meis per la preziosa missione che portano avanti, grazie alla Digos per il lavoro investigativo sulle tracce dei responsabili e a tutte le forze dell’ordine impegnate nei servizi di protezione e sicurezza. Siamo al loro fianco. Il Meis è un patrimonio nazionale che non a caso ha sede a Ferrara. La storia della nostra città, infatti, si intreccia fortemente alla cultura ebraica, e ne è arricchita. Ed è impegno della nostra Amministrazione”, conclude Fabbri, “tutelare, promuovere e valorizzare questo patrimonio. I deliri antisemiti contenuti nella lettera, di qualsiasi matrice siano, non possono essere né tollerati né sottovalutati e devono avere pesanti conseguenze per i responsabili. È ora di mettere definitivamente fine a episodi di questo tipo”.

MINACCE AL MEIS DI FERRARA: LA RISPOSTA DEL MUSEO

“In questi giorni abbiamo ricevuto innumerevoli manifestazioni di solidarietà e amicizia affettuosa da parte delle autorità e dei cittadini di tutto il Paese”, hanno dichiarato il Presidente del MEIS Dario Disegni e il Direttore Amedeo Spagnoletto. “L’atto ignobile e vigliacco non fa che aumentare la determinazione e la tenacia con cui il museo conduce e condurrà la missione assegnatagli dal Parlamento Italiano di tenere viva la memoria, di lottare contro l’antisemitismo ed educare le nuove generazioni ai principi di eguaglianza e fratellanza che la nostra Costituzione ci chiama a perseguire. Ai vigliacchi che hanno compiuto questo odioso gesto non deve essere offerta visibilità, una componente che purtroppo è meditatamente cercata, così da evitare azioni di emulazione. Abbiamo bensì completa fiducia nelle forze di polizia che, come in passato, hanno manifestato la loro vicinanza e conducono con la serietà e con il riserbo necessario le indagini”. Ricordando, naturalmente, la prossima Giornata della Memoria: “ci avviciniamo al Giorno della Memoria del 27 gennaio con la riconferma che purtroppo i semi dell’odio sono sempre pronti a germinare. Manteniamo la ferma convinzione dell’importanza del nostro ruolo come Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah a favore di una società e un mondo migliore. Grazie a tutti”. 

– Desirée Maida 

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.