Palazzina Magnani a Bologna diventerà sede di un museo dedicato a Giorgio Morandi?

Appena acquisito dal Comune per 1,9 milioni di euro, l’edificio settecentesco si trova all’interno della Manifattura delle Arti, distretto culturale cittadino che comprende il Mambo, la Cineteca, il Dams e il Giardino del Cavaticcio. L’amministrazione vorrebbe destinarlo a museo dedicato a Giorgio Morandi, ma la futura ubicazione della collezione del pittore è ancora incerta…

Palazzina Magnani - Bologna
Palazzina Magnani - Bologna

Una villa settecentesca potrebbe diventare la sede di un museo dedicato a Giorgio Morandi: è questo il possibile destino di Palazzina Magnani, edificio appena acquisito dal Comune di Bologna (in precedenza di proprietà del Demanio) per 1,9 milioni di euro e in cui, nelle parole dell’Assessore alla Cultura Matteo Lepore, “potrà concretizzarsi il progetto di istituire un grande polo museale internazionale con le opere di Giorgio Morandi e del MAMbo. Investiremo risorse per ristrutturarla e lanceremo un concorso di architettura per fare di questo edificio un punto di riferimento e un simbolo della nostra città”. Questo l’auspicio dell’amministrazione cittadina, dato che sulla Collezione Morandi, al momento custodita al MAMbo (Museo d’Arte Moderna di Bologna), pende una causa su cui ancora non è stata data sentenza definitiva.

LA COLLEZIONE GIORGIO MORANDI

Fino al 2012 la Collezione Morandi ha avuto sede a Palazzo D’Accursio, a seguito della donazione della sorella del pittore, Maria Teresa Morandi, delle opere del fratello al Comune di Bologna. A causa di infiltrazioni d’acqua e dei danni subiti dal sisma del 2012, la Collezione è stata poi trasferita al MAMbo, in attesa di una collocazione definitiva. Situazione, questa, che ha portato a una querelle tra il Comune di Bologna e il Comitato per il ripristino del Museo Morandi a Palazzo D’Accursio, guidato dalla presidente di Ape-Confedilizia Elisabetta Brunelli, che appunto auspica a un ritorno delle opere nella precedente sede (Palazzo D’Accursio, nella lettera di donazione di Maria Teresa Morandi, è indicato come sede della collezione). Lo scorso marzo, la prima sezione civile del tribunale di Bologna ha deciso che il Comune ha rispettato le volontà di Maria Teresa Morandi, quando la collezione è stata trasferita al MAMbo nel 2012: “sono state respinte”, riportava l’Ansa, “le domande proposte nella causa civile di primo grado dall’avvocato Elisabetta Brunelli e dal Comitato di volontariato per il Ripristino del Museo Morandi a Palazzo d’Accursio”, dato che la sentenza “riconosce la correttezza dell’operato del Comune di Bologna sulla base del fatto che nell’atto di donazione del 1991 la signora Morandi ha tenuto ben distinti lo scopo della donazione da un lato e le clausole regolatrici dall’altro”. Il Comitato ha fatto però ricorso in appello, ritenendo che il Comune non sia legittimato a portare la collezione in una sede che non sia Palazzo D’Accursio; dell’appello si attende ancora la sentenza definitiva.

PALAZZINA MAGNANI, LA NUOVA TESSERA DELLA MANIFATTURA DELLE ARTI

In attesa di sapere quale sarà il destino “logistico” della Collezione Morandi, dall’ultima acquisizione del Comune di Bologna si conferma la volontà, da parte dell’amministrazione, di rafforzare e investire sulla Manifattura delle Arti, distretto culturale cittadino che comprende il Mambo e la Cineteca, il Dams e il Giardino del Cavaticcio e di cui adesso fa parte anche Palazzina Magnani, edificio settecentesco di circa 1.330 metri quadri di superficie coperta e con un’area esterna di 3.200, la cui architettura richiama quella di una villa con loggiato ad arcate aperte sul giardino. “Il Comune non poteva lasciarsi sfuggire l’occasione di acquistare Palazzina Magnani, per la posizione che occupa all’interno della Manifattura delle Arti”, spiega ad Artribune Lorenzo Balbi, direttore artistico del MAMbo. “Credo possa essere la sede perfetta per il Museo Morandi, ma c’è una causa in corso e bisogna attendere i tempi della giustizia. Palazzina Magnani è una villa con un giardino che dà sul Parco del Cavaticcio che, con il suo parco di sculture e con il rinnovamento della palazzina, potrebbe trovare una nuova centralità all’interno della Manifattura delle Arti, con nuovi progetti e nuove produzioni. È un edificio che non poteva essere lasciato ad altri scopi se non a quelli culturali”.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.