Conte e Speranza firmano Dpcm con le nuove norme anti-Covid. Cosa accade al mondo della cultura

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il Ministro della Salute Roberto Speranza hanno firmato il decreto con le nuove misure per contenere il contagio da Covid-19. Rimangono invariate le indicazioni su cinema, teatri, spettacoli dal vivo e luoghi della cultura; rimane anche sospeso l’accesso gratuito ai musei statali la prima domenica del mese

Il Colosseo
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È stato firmato nella notte tra il 12 e il 13 ottobre dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il Ministro della Salute Roberto Speranza il Dpcm contenente le nuove misure per contenere il contagio da Covid-19. Il Decreto sarà valido per trenta giorni, nella speranza che le nuove indicazioni possano abbassare il numero dei contagi che, nelle ultime settimane, in Italia è sempre più crescente. Le misure del Dpcm sono state studiate per contrastare il più possibile le forme di assembramento, invitando i cittadini a rispettare il distanziamento sociale e a indossare la mascherina anche in contesti domestici, qualora ci si trovasse in compagnia di persone non conviventi. Tra gli aspetti più discussi del Decreto, sono il divieto di feste private al chiuso o all’aperto, la chiusura di bar e ristoranti alle ore 24 con divieto, a partire dalle 21, di consumazione in piedi. Rimangono invece invariate le misure già precedentemente adottate per cinema, teatri, spettacoli dal vivo, fiere e congressi: il mondo della cultura quindi non ha subito ulteriori restrizioni con l’emanazione del nuovo decreto, sebbene risalga allo scorso 26 settembre, come vi abbiamo parlato qui, l’ordinanza emanata dal Ministero della Salute che sanciva la sospensione delle domeniche gratuite nei musei statali.

DECRETO DEL 13 OTTOBRE: LE MISURE CHE RIGUARDANO IL MONDO DELLA CULTURA

Per quanto riguarda le manifestazioni pubbliche, il loro svolgimento è consentito “soltanto in forma statica, a condizione che, nel corso di esse, siano osservate le distanze sociali prescritte e le altre misure di contenimento”, si legge dal testo del Dpcm. Rimangono invariate le misure previste per cinema, teatri e spettacoli all’aperto “con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro”, “con il numero massimo di mille spettatori per spettacoli all’aperto e di 200 spettatori per spettacoli in luoghi chiusi”. Fiere e congressi sono consentiti, “secondo misure organizzative adeguate alle dimensioni e alle caratteristiche dei luoghi e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro”. Salve anche parzialmente anche le inaugurazioni delle mostre, anche se ormai moltissime realtà, pubbliche e private, hanno optato per aperture lunghe, che durano tutta la giornata, per spalmare in automatico gli invitati.

DPCM ANTI-COVID E MUSEI

I musei e i luoghi della cultura di tutto il territorio nazionale rimangono insomma aperti, “a condizione che, tenendo conto delle dimensioni e delle caratteristiche dei locali aperti al pubblico, nonché dei flussi di visitatori (più o meno di 100.000 l’anno), garantiscano modalità di fruizione contingentata o comunque tali da evitare assembramenti di persone e da consentire che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro”. Amministrazioni e gestori dei luoghi della cultura “possono individuare specifiche misure organizzative, di prevenzione e protezione, nonché di tutela dei lavoratori, tenuto conto delle caratteristiche dei luoghi e delle attività svolte”. Con il nuovo Decreto, infine, rimane sospeso “il libero accesso a tutti gli istituti e ai luoghi della cultura statali la prima domenica del mese”. Nessuna particolare restrizione anche alle visite guidate sempre nei limiti numerici.

–  Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.