Gli studenti dell’Accademia di Roma scioperano. L’appello al Ministro Manfredi

Il 3 febbraio 2020 gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma scenderanno in piazza davanti al Ministero. L’istituto romano (come diversi altri in Italia) è da tempo senza un direttore e questo causerebbe anomalie nell’andamento della didattica. Riceviamo e pubblichiamo la lettera degli studenti al neo Ministro Manfredi.

Accademia di Belle Arti di Roma
Accademia di Belle Arti di Roma

Il 3 Febbraio gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma scenderanno in piazza, di fronte alla sede storica del Ministero dell’Università: questa scelta è dovuta al fatto che tutt’oggi  ci troviamo in assenza di un Direttore, a causa delle anomalie riscontrate dal corpo docenti  durante lo svolgimento delle tornate di votazione, il che comporta un danno incalcolabile per l’intera istituzione.
Tutto inizia nel settembre 2019: in vista dell’uscita del bando per l’elezione del Direttore, viene sollevata una problematica riguardante la validità della candidatura dei docenti di seconda fascia. Una volta consegnate le candidature per la partecipazione all’iter elettorale, tra cui figurerà anche una docente di seconda fascia, la direzione uscente intende mutare il bando, che non conteneva discriminazioni all’interno del corpo docente. Il 1 ottobre arriva il parere del MIUR, richiesto dalla Direzione uscente (e non imposto dall’amministrazione centrale): l’indicazione che ne consegue è che i docenti di seconda fascia non siano candidabili.

LA PROCEDURA

L’Accademia di Belle Arti di per sé è a statuto autonomo: ciò permetterebbe di gestire l’elezione di un direttore interno nel modo ritenuto più idoneo. Nonostante ciò si sceglierà di far valere l’opinione ministeriale, portando dunque all’esclusione, nel bando i cui termini erano già chiusi e privi di discriminazioni, di un candidato.
Da qui scaturisce una procedura elettorale ritenuta poco trasparente da parte della maggioranza dei docenti, la cui mobilitazione porterà 72 unità dell’elettorato attivo (il cui totale degli aventi diritto al voto conta 113 docenti) a disertare le elezioni in segno di protesta. La mobilitazione del corpo docente diviene di pubblico dominio (la notizia è diffusa anche dal quotidiano Repubblica il 17 ottobre 2019).
Nonostante ciò, le votazioni vengono svolte con tre tornate elettorali, non previste precedentemente, delle quali a chiusura della prima non è avvenuto spoglio delle schede. Il nome di un candidato, il prof. Andrea Lelario, riscuote la maggioranza dei voti.
A seguito della mancata partecipazione al voto della maggioranza dei docenti, si decide di eliminare la necessità di un quorum per le elezioni: la modifica avviene, nuovamente, a bando già chiuso, vengono mutati i regolamenti di elezione e lo statuto senza consultare precedentemente gli organi di governo dell’Accademia.
Tale procedura non convenzionale ha portato ad una serie di conseguenze, tra cui il ricorso al TAR da parte della docente esclusa,  che verrà ritenuto infondato, nonostante il TAR nella redazione della sentenza abbia giudicato irregolare la procedura elettorale; a tale ricorso si sono poi aggiunte altre due impugnazioni notificate al Tar Lazio da 13 docenti in ruolo presso l’Accademia ancora in attesa della camera di consiglio del Tribunale.

LA NOMINA DI UN NUOVO DIRETTORE

Viene inoltre poi depositato da circa venti docenti un esposto alla procura della Repubblica le cui indagini preliminari sono ancora in corso. Inoltre, a causa delle vicende interne al MIUR, l’intera procedura elettorale non ha ancora potuto beneficiare di un ultimo, decisivo intervento da parte del Ministero, quantomeno in risposta alla proposta di commissariamento dell’istituzione romana che consenta l’ordinaria amministrazione della didattica. Da tutto ciò deriva il totale immobilismo della situazione che, ad oggi, risulta ancora poco chiara, pregiudicando l’elezione di una nuova direzione, ovvero l’indizione di una nuova procedura elettorale regolare.
I compiti di un Direttore sono molteplici. Si occupa di convocare il Consiglio Accademico; assicura un corretto svolgimento di esami e tesi tramite la nomina delle commissioni di valutazione; approva progetti, tirocini, Workshop e viaggi di studio per gli studenti; si occupa dunque di tutto ciò che concerne la didattica ed il buon funzionamento dell’istituzione.
La situazione dell’Accademia è da sempre molto delicata. A livello nazionale, l’intero sistema dell’Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM) fa ancora riferimento alla famosa legge 508, stilata nel 1999 e mai perfezionata da allora: basti pensare che, nonostante l’alta qualità d’insegnamento, il titolo di studio da noi conseguito è ancora considerato equipollente e non equivalente alla laurea, non permettendo con ciò un riconoscimento adeguato in alcuni ambiti professionali, come nella maggior parte dei concorsi pubblici. Oltre alle esigenze nazionali, l’Accademia di Roma sta attraversando un momento di burrasca: il periodo di svolgimento di tesi ed esami si avvicina, e le problematiche storiche (mancanza di spazi adeguati, tasse lievitate esponenzialmente per gli studenti, sovraffollamento, solo per citarne alcune) contribuiscono a rendere l’atmosfera molto tesa.

COSA ACCADE A ROMA?

Nell’Assemblea del 28 Gennaio, la Consulta degli Studenti riscuote una forte adesione proponendo una manifestazione: viene decisa la data del 3 febbraio per mobilitarsi sotto la sede del MIUR situata in largo Bernardino da Feltre.
Gli studenti dell’Accademia di Belle Arti vogliono far sentire la propria voce, ottenere una figura con cui dialogare, sanare il posto vacante della Direzione con una figura competente che traghetti la nostra nobile istituzione verso una rinnovata trasparenza. Siamo stanchi di essere i figli dimenticati dell’istruzione, ancora oggi legati alla Scuola e non all’ambito universitario che ci riguarda e compete, di essere definiti Alta Formazione senza poter davvero dispiegare le ali. Con il patrocinio della CPCSAI e delle Accademie nazionali, l’Accademia di Roma bussa al Ministero, al Ministro Manfredi, per far sentire che sì, ci siamo anche noi, e la nostra voce, la nostra passione, la nostra professionalità, non possono più essere considerate di serie B.

-La Consulta degli Studenti dell’Accademia di Belle Arti di Roma

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