Elezioni in Emilia Romagna: Mauro Felicori da consigliere regionale ad Assessore alla Cultura

Il manager culturale bolognese, ex “superdirettore” della Reggia di Caserta, è stato il primo eletto della lista “Bonaccini Presidente”. E adesso è stato nominato Assessore alla Cultura

Mauro Felicori
Mauro Felicori

Giornate intense per Bologna e l’Emilia Romagna, che nelle ultime ore hanno fatto parlare di sé per ragioni artistiche e politiche: si è appena conclusa la 44esima edizione di Arte Fiera e si sono svolte le delicatissime elezioni regionali che hanno visto il presidente uscente Stefano Bonaccini (Partito Democratico) riconfermato nel ruolo di governatore dell’Emilia Romagna. Come avevamo già raccontato un paio di settimane fa, le appena conclusesi elezioni regionali hanno visto la partecipazione di un candidato proveniente proprio dal mondo della cultura: si tratta di Mauro Felicori, manager culturale bolognese già “superdirettore” della Reggia di Caserta, alla guida della lista “Bonaccini Presidente” ed eletto nel Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna con 5.370 preferenze personali.

MAURO FELICORI ELETTO NEL CONSIGLIO REGIONALE DELL’EMILIA ROMAGNA

Dalla cultura alla politica il passo è dunque breve sebbene, come lo stesso Felicori ci aveva spiegato nella videointervista rivoltagli dal direttore di Artribune Massimiliano Tonelli – e che vi proponiamo nuovamente –, la sua visione della cultura è incentrata e declinata in termini di politiche culturali: “un buon amministratore deve considerare la complessità del settore, ma ci sono cose a cui tengo particolarmente, e una di queste è il modo di intendere la cultura dal punto di vista sociale. Da un lato, è la cultura che replica e conferma le disuguaglianze sociali rivolgendosi solo alla parte colta della popolazione, dall’altra la cultura che segue il dettato della costituzione, con politiche che promuovono una cultura orientata a tutti i cittadini”, dichiarava Felicori.

MAURO FELICORI, DALLA DIREZIONE DELLE REGGIA DI CASERTA ALLA POLITICA

Nato a Bologna, dove, laureatosi con lode in filosofia, si è poi specializzato in economia della cultura e politiche culturali, Felicori nel 2011 è stato direttore del Dipartimento economia e promozione della Città del Comune di Bologna, dove è dirigente dal 1986 e, in precedenza ha diretto l’Area Cultura, l’Istituzione Musei Civici, l’Istituzione Biblioteche civiche e il Settore Cultura e Rapporti con l’Università. Docente di gestione e organizzazione delle imprese culturali nell’Università di Bologna, è autore di numerose pubblicazioni in materia. Poi la nomina a Caserta, dopo il concorsone indetto da Dario Franceschini, mandato che si è poi concluso in anticipo in autunno 2018 invece che nel 2019 (delle cui vicende vi abbiamo parlato approfonditamente qui). Adesso è la volta del Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna, dove porterà la sua visione di manager culturale e di umanista. E intanto più di una persona a Bologna e in Regione auspica che la scalata politica di Felicori non si fermi più e che per lui si aprano le porte della Giunta: Bonaccini dovrà fare una nuova squadra e Felicori è il primo degli eletti nella lista civica, se alla civica dovrà toccare un assessore, non sarebbe affatto fuori luogo che questo fosse Felicori e che a lui venissero affidate le deleghe culturali. Ci sarebbe davvero da divertirsi, come e più dei tempi di Caserta.

Infatti la nomina non si è fatta attendere: Mauro Felicori è il nuovo Assessore alla Cultura della Regione Emilia Romagna e, come dichiarato dal Presidente Bonaccini, “il risultato elettorale personale di Mauro Felicori premia la scelta fatta di aver aperto la nostra alleanza a personalità riconosciute della società civile. Nella sua affermazione vedo sia il riconoscimento della sua rilevante esperienza professionale nell’ambito culturale, sia uno sprone a proseguire nella scelta strategica di rafforzare e qualificare le politiche culturali dell’Emilia-Romagna”.

– Desirée Maida

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.