Capitale Italiana della Cultura, il Ministero dei Beni Culturali lancia il bando per il 2021

Mentre a Matera è in corso il suo anno da Capitale Europea della Cultura e Parma prepara la sua programmazione per Capitale Italiana 2020, il Ministero è già alla ricerca della città italiana che ricoprirà il ruolo nel 2021

Matera, Luglio 2019, ph Samuele Wikipediano 1348, Fonte Wikipedia
Matera, Luglio 2019, ph Samuele Wikipediano 1348, Fonte Wikipedia

C’è tempo fino al 16 dicembre per candidarsi a Capitale Italiana della Cultura, titolo istituito dal Ministero dei Beni Culturali e del Turismo nel 2014 con l’obiettivo di “sostenere, incoraggiare e valorizzare l’autonoma capacità progettuale e attuativa delle città italiane nel campo della cultura, affinché venga recepito in maniera sempre più diffusa il valore della leva culturale per la coesione sociale, l’integrazione senza conflitti, la creatività, l’innovazione, la crescita, lo sviluppo economico e, infine, il benessere individuale e collettivo”, come si legge dal bando appena pubblicato sul sito del Ministero.

IL TITOLO DI CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA

Nato dopo la nomina di Matera a Capitale Europa della Cultura 2019, il titolo di Capitale Italiana della Cultura deriva quindi dalla scia e sull’entusiasmo dell’omonima iniziativa continentale: “troppe le idee interessanti da parte delle tantissime città del paese che si sono candidate per diventare Capitale Europea della Cultura 2019. Purtroppo solo una potrà vincere, ma ci siamo resi conto che la progettualità e l’inventiva è vasta e così abbiamo pensato ad un concorso simile, ma annuale e aperto solo all’Italia”, commentava l’allora premier Enrico Letta. Dal 2015 a oggi, il titolo è stato assegnato a Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena (2015), Mantova (2016), Pistoia (2017), Palermo (2018), mentre per il 2020 la città disegnata è Parma.

CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA 2021. COME CANDIDARSI 

Il bando è rivolto a Comuni, Città metropolitane e Unioni di Comuni che non abbiano partecipato alla selezione per la Capitale italiana della cultura per gli anni 2018 e 2020, ponendosi come obiettivi “il miglioramento dell’offerta culturale, la crescita dell’inclusione sociale e il superamento del cultural divide; il rafforzamento della coesione e dell’inclusione sociali, nonché dello sviluppo della partecipazione pubblica; il rafforzamento degli attrattori culturali per lo sviluppo di flussi turistici, anche in termini di destagionalizzazione delle presenze; l’utilizzo delle nuove tecnologie, anche al fine del maggiore coinvolgimento dei giovani e del potenziamento dell’accessibilità; la promozione dell’innovazione e dell’imprenditorialità nei settori culturali e creativi; il conseguimento di risultati sostenibili nell’ambito dell’innovazione culturale; il perseguimento della sostenibilità così come indicato dall’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile dell’ONU”.Le città candidate devono inviare, entro il 16 dicembre, una manifestazione di interesse alla partecipazione del bando, sottoscritta dai sindaci, all’indirizzo di posta elettronica certificata [email protected] Allo stesso indirizzo dovrà essere inviato, entro il 2 marzo 2020, anche il proprio dossier di candidatura, fondamentale per valutare e decretare la nuova Capitale Italiana della Cultura. Le candidature saranno valutate una giuria composta da sette esperti del settore della cultura, delle arti, della valorizzazione territoriale e turistica. A questo link è possibile visionare il bando completo.

– Desirée Maida 

www.beniculturali.it/capitaleitalianadellacultura2021

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.