A Trieste Sgarbi accusa il Comune di aver trascurato la mostra sulla sua collezione privata

Il celebre critico d’arte, attraverso un videomessaggio pubblicato sulla sua pagina Facebook, accusa l’amministrazione comunale triestina di non aver promosso e pubblicizzato la mostra che raccoglie oltre 200 opere provenienti dalla sua collezione privata e da quella della madre Rina, alla quale è dedicata l’esposizione. La mostra, attualmente in corso al Salone degli Incanti dell’Ex Pescheria, si concluderà tra pochi giorni. Sgarbi: “Sono costretto a fare pubblicità io a qualcosa che era compito dell’amministrazione della città promuovere”

Vittorio Sgarbi
Vittorio Sgarbi

“Mi pento di aver portato la mostra della mia collezione a Trieste”. Con queste parole Vittorio Sgarbi (Ferrara, 1952) introduce sulla sua pagina Facebook un videomessaggio, riferendosi a Le stanze triestine di Vittorio Sgarbi e altre stanze, la mostra a cura di Pietro Di Natale attualmente in corso al Salone degli Incanti dell’Ex Pescheria di Trieste. L’esposizione raccoglie oltre 200 opere della collezione Cavallini-Sgarbi, fra dipinti, disegni e sculture dalla fine del Quattrocento alla metà del Novecento, e inoltre ospita una selezione di oltre 50 artisti triestini o attivi a Trieste. Una mostra che abbraccia secoli di storia dell’arte italiana che però, secondo quanto afferma Sgarbi, non sarebbe stata sufficientemente valorizzata con un’adeguata campagna pubblicitaria.

LE ACCUSE DI SGARBI E LA RISPOSTA DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE TRIESTINA

“Sono costretto a fare pubblicità io a qualcosa che era compito dell’amministrazione della città promuovere. Mi sono sbagliato, non dovevo fidarmi”, continua a spiegare nel suo videomessaggio il critico d’arte, che aggiunge: “Il Comune porta capolavori di arte italiana e non lo comunica a nessuno. Possibile che Trieste sia un luogo così disperato in cui le cose di buon senso non si fanno? Città bellissima, città struggente, amministrata da gente che non ha sentimento, non ha passione, non ha cuore. Non farò mai più nulla per Trieste”. Sgarbi dunque attacca l’amministrazione comunale triestina guidata da Roberto Dipiazza, sindaco della città che il critico aveva sostenuto durante la campagna elettorale dello scorso anno. Il Comune, dal canto suo, ha replicato alle accuse di Sgarbi con l’assessore Giorgio Rossi che, secondo quanto scrive la testata locale Triesteprima, ha dichiarato: “quando Sgarbi propone una mostra, chi più di lui la può autopubblicizzare? Tutte le mostre organizzate nell’ultimo anno a Trieste non hanno avuto i risultati sperati. Questa è la prima organizzata dalla nostra amministrazione e ha avuto comunque una media di oltre duemila visitatori al mese: più di quelle precedenti e spendendo molto meno. Abbiamo trovato una comunicazione culturale e turistica pari a zero e ora abbiamo cominciato a investirci”.

Vittorio Sgarbi
Vittorio Sgarbi

UNA MOSTRA CHE ATTRAVERSA SECOLI DI STORIA DELL’ARTE ITALIANA

La mostra, dedicata a Rina Cavallini, madre di Vittorio sgarbi e collezionista, sarà visitabile fino al 20 agosto. La mostra pone l’accento sulla complessa geografia artistica italiana nel corso dei secoli, contraddistinta da diverse “scuole”: la lombarda con Giovanni Agostino da Lodi, Morazzone, Schivenoglia e Francesco Hayez, la ferrarese con Nicolò Pisano, Garofalo, Giovanni Battista Benvenuti detto l’Ortolano e il Bastianino, l’emiliana e romagnola con Niccolò dell’Arca, Francesco Marmitta, Ferraù Fenzoni, Guercino, Matteo Loves, Guido Cagnacci, Anna Morandi Manzolini, Giacomo Zampa e Mauro Gandolf, la romana  con il Cavalier d’Arpino, Artemisia Gentileschi, Pseudo Caroselli, Bernardino Nocchi, Giuseppe Cades, Antonio Cavallucci, Innocenzo Spinazzi e Agostino Masucci, solo per citare alcuni esempi. Rispetto alle precedenti esposizioni de Le Stanze di Sgarbi presso Palazzo Campana a Osimo e la Casa delle Regole a Cortina, la mostra triestina presenta inoltre una selezione di artisti triestini o attivi nella città giuliana quali Giuseppe Bernardino Bison, Giuseppe Tominz, Umberto Veruda, Arturo Rietti, Oscar Hermann-Lamb, Franco Asco, Attilio Selva, Giovanni Zangrando, Arturo Nathan, Edmondo Passauro, Bruno Croatto, Pietro Lucano, Leonor Fini, Carlo Sbisà, Mario Ceconi di Montececon ed Edgardo Sambo. Speriamo di aver contribuito noi nel nostro piccolo ad aumentare un po’ la visibilità della manifestazione…

– Desirée Maida

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.

1 COMMENT

  1. Non è vero. La posizione della mostra alle ex pescherzi (?) è privilegiata e la mostra è stata pubblicizzata con volantini presenti in molti luoghi della città. Se poi si trattasse di una questione legata all’assenza di spot televisivi allora forse ci sarebbero da chiedersi tante altre cose. Non credo che basti chiamarsi Sgarbi. Anzi a volte è una condizione respingente.

Comments are closed.