Sei archeologi, quattro storici dell’arte. Sei uomini, quattro donne. Sei, tre funzionari e tre dirigenti, provenienti dal Ministero dei beni e culturali

Sei archeologi, quattro storici dell’arte. Sei uomini, quattro donne. Sei, tre funzionari e tre dirigenti, provenienti dal Ministero dei beni e culturali. Due di rientro in Italia dopo un’esperienza professionale all’estero. Sono questi i numeri legati agli esiti della selezione internazionale per i direttori dei 10 grandi musei e parchi archeologici italiani, nuovo step della riforma Franceschini: “con queste 10 nomine di grande levatura scientifica, sono state riconosciute le eccellenze italiane, con particolare riferimento all’archeologia e alla storia dell’arte“, ha dichiarato il ministro. Il cui approccio innovatore ha dato un forte scossone alle strutture ministeriali, proiettando sulla scena direttori intraprendenti e visionari come Bradburne a Brera, o Schmidt agli Uffizi, per citare solo qualcuno. I nomi dei vincitori, come da prassi, sono stati scelti dallo stesso Franceschini – il direttore del Museo Nazionale Romano – e dal Direttore Generale dei Musei del Mibact, Ugo Soragni, per gli altri 9, sulla base di terne proposte dalla Commissione presieduta da Paolo Baratta, di cui hanno fatto parte Lorenzo Casini, Keith Christiansen, Claudia Ferrazzi e Michel Gras.

DANIELA PORRO AL MUSEO NAZIONALE ROMANO

Chi sono dunque i vincitori? Ancora una volta Artribune si è dimostrata buona vaticinatrice, visto che Valentino Nizzo ed Andrea Bruciati, due dei candidati che segnalavamo e sostenevamo – fra i 100 finalisti – l’hanno spuntata, ed in ruoli di grande prestigio. Ecco dunque i nuovi direttori con le sedi di cui assumeranno la responsabilità: Daniela Porro al Museo nazionale romano; Simone Verde al Complesso monumentale della Pilotta a Parma; Filippo Maria Gambari al Museo della Civiltà di Roma; Valentino Nizzo al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma, che così beneficerà dell’energia e della carica innovativa del giovane direttore; Andreina Contessa al Museo storico e il Parco del Castello di Miramare a Trieste; Adele Campanelli al Parco archeologico dei Campi Flegrei a Napoli; Rita Paris al Parco archeologico dell’Appia antica a Roma, che si prende una bella rivincita; Francesco Sirano al Parco archeologico di Ercolano a Napoli; Fabrizio Delussu al Parco archeologico di Ostia antica a Roma; Andrea Bruciati a Villa Adriana e Villa d’Este a Tivoli, forse la scelta più spericolata e interessante. Da seguire giorno dopo giorno a partire dalla partenza dell’incarico.

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1 COMMENT

  1. Bene? Complimenti ad un’operatore dell’arte contemporanea, come Andrea Bruciati, a Villa Adriana e Villa d’Este. Ma allora sarebbe interessante vedere anche il contrario : la nominadi un archeologo a capo di un museo di arte contemporanea. Ma si sa che già adesso a Tivoli ci si deve occupare, oltre che dei “reperti” anche di festival ed eventi collaterali. Però oltre la musica in passato fu organizzata una mostra su Adriano : che farà Bruciati ? esporrà mostre di artisti contemporanei? Gli segnaliamo Vezzoli attualmente molto interessato alla storia classica che potrebbe proporci un’Antinoo sui rollerblade :)) Buona fortuna quindi !

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