8 milioni di investimenti per Palermo Capitale della Cultura 2018. Prime anticipazioni

Il milione di euro stanziato dal Mibact per tutte le capitali della cultura sarà impiegato nella formazione dei giovani. A questo si aggiungeranno 6,5 milioni di fondi comunali. Parla l’assessore alla cultura Andrea Cusumano

La Cattedrale di Palermo
La Cattedrale di Palermo

Sembra proprio che il 2018 sarà l’anno di Palermo: e si parte col piede giusto, se è vero che nella conferenza stampa indetta subito dopo la proclamazione della città a Capitale italiana della Cultura 2018 sono state già anticipate alcune delle attività che nei prossimi mesi vedranno il capoluogo siciliano protagonista di quella che sembra prospettarsi come una vera e propria rivoluzione culturale. Il sindaco Orlando ha dichiarato che il milione di euro stanziato dal Mibact per tutte le capitali della cultura sarà impiegato nella formazione dei giovani, attraverso borse di studio per scambi internazionali per i palermitani che andranno a studiare all’estero e i ragazzi che dall’estero verranno a studiare a Palermo. A questo si aggiungeranno ben 6,5 milioni di euro di fondi comunali stanziati per eventi e per la valorizzazione del patrimonio storico-artistico: tra i progetti in programma, il recupero dell’ex convento di San Francesco d’Assisi per farne un centro culturale del Mediterraneo, la rivalutazione dei Cantieri Culturali alla Zisa e della Kalsa, il quartiere arabo simbolo del sincretismo della città che sarà uno dei palcoscenici di Manifesta e in cui sorge palazzo Butera, la futura sede della fondazione Museo Valsecchi che aprirà le sue porte al pubblico proprio il prossimo anno.

POLI TEATRALI, ARCHIVISTICO-BIBLIOTECARI ED ESPOSITIVI

E poi, la riorganizzazione degli spazi culturali in poli teatrali, archivistico-bibliotecari ed espositivi, quest’ultimo comprendente la GAM, palazzo Ziino, ZAC e l’Ecomuseo del Mare. Lavori in corso dunque a Palermo, come racconta ad Artribune l’assessore alla cultura Andrea Cusumano: “stiamo lavorando su più fronti ma con una visione unica, avente come fulcro l’idea di accoglienza non solo come problema legato all’emergenza e alla sicurezza, ma intesa soprattutto da un punto di vista culturale. I progetti realizzati stanno convergendo tutti verso questa visione, dimostrando che Palermo manda messaggi verso l’Europa, e l’Europa se ne accorge”.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.