6,1% del PIL. La cultura sempre più centrale nell’economia italiana: ecco i dati Nomisma

La cultura produce economia, innovazione, occupazione. A dirlo è la ricerca di Nomisma presentata in questi giorni a Bologna. Si produce, si visita, si condivide sui social di più. Ma gli stranieri sono più recettivi

Piazza San Marco, a Venezia
Piazza San Marco, a Venezia

Anche se la parola “volano” è brutta e cattiva, bisogna riconoscere che sono sempre di più le voci autorevoli che si schierano a favore della cultura come strumento di rilancio e di crescita per il nostro Paese. Insieme a Federculture e Symbola, che hanno già presentato i rispettivi rapporti a fine 2016, c’è Nomisma. In questi giorni, nell’ambito di Genus Bononiae e galeotta Arte Fiera, sono stati raccontati, infatti, i risultati delle ricerche dell’Osservatorio sul Mercato e sui Beni Artistici con sede a Bologna. Nel 2015 la cultura, secondo lo studio L’impatto economico degli investimenti in cultura, avrebbe prodotto un valore aggiunto di 89,7 miliardi di euro (6,1% del PIL nazionale) e occupato 1,5 milioni di persone. Dato che conferma l’indicazione spesso evocata: che ogni euro investito in cultura, ne genera 5 o 6 di ritorno. Malgrado le preoccupazioni sul turismo, inoltre, in Italia sarebbero arrivati 38,5 milioni di turisti attratti dal patrimonio e dell’offerta culturale, con un incremento del 18% rispetto agli ultimi 5 anni.

44,4 MILIONI DI INGRESSI NEI MUSEI

Le persone che scelgono di viaggiare nel nostro Paese a caccia di turismo e cultura sono il 36% dell’intero flusso annuale. Ma attenzione: gli stranieri sembrano essere più recettivi degli italiani ai temi culturali: a fruire maggiormente il patrimonio, infatti, sono stati proprio i “forestieri”, più che i nostri concittadini, con un aumento di visite del 23%. Per quanto riguarda gli ingressi nei musei, anche qui i dati sono interessanti: nel 2016 si sono registrati 44,4 milioni di ingressi (+4% rispetto al 2015), con incassi superiori ai 172 milioni di euro (+12% rispetto al 2015). Una riflessione interessante proviene anche dal mondo dei social media, che Nomisma propone grazie ai dati di Travel Appeal, uno strumento informativo che fa il tracciamento della percezione online del mondo dei viaggi. Sarebbero infatti aumentate le pubblicazioni di contenuti legati al mondo del turismo culturale in Italia, sia da parte dei visitatori (giugno-settembre 2016 +12% rispetto ai cinque mesi precedenti) sia dei gestori dei Musei (+156.5% nel 2016). Non manca un focus specifico su Bologna, tra le 10 province in Italia che maggiormente contribuiscono alla creazione di valore aggiunto nel Paese con il 7,1% del valore totale.

www.nomisma.it

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2 COMMENTS

  1. E’ possibile pubblicare il link del rapporto di Nomisma?

    In assenza del dato sul valore degli investimenti, non e’ possibile confermare l’indicazione che ogni euro investito in cultura, ne genera 5 o 6 di ritorno.

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