Basquiat traina l’asta da record di Phillips a New York 

Tutto venduto alla 20th Century & Contemporary Art Evening Sale di Phillips a New York con un totale di ben 226 milioni di dollari. Ovvero il risultato più alto nella storia della casa d’aste

Jean-Michel Basquiat, Untitled (Devil) (1982). Courtesy of Phillips
Jean-Michel Basquiat, Untitled (Devil) (1982). Courtesy of Phillips

Poco più di due ore per raggiungere un risultato storico: 225 milioni di dollari, il più alto nella storia di Phillips. Un’asta memorabile quella del 18 maggio a New York in cui tutti i lotti hanno trovato un nuovo proprietario, a riprova di un mercato robusto, segno evidente di quella tanto agognata ripresa post pandemica che nelle aste newyorkesi ha mostrato i suoi frutti, concretizzandosi in cospicue offerte e aggiudicazioni di rilievo.

TOP LOT DELLE VENDITE DI PHILLIPS A NEW YORK

Il pezzo forte del catalogo è stato Untitled (Devil) (1982) di JeanMichel Basquiat proveniente dalla prestigiosa collezione dell’imprenditore giapponese Yusaku Maezawa che nel 2016 lo acquistò da Christie’s per poco meno di 60 milioni di dollari. Il dipinto, di dimensioni museali, ha subito suscitato l’interesse da parte dei bidders e dopo una breve contesa è stato aggiudicato ad un offerente, collegato via telefono dall’Asia, per $ 85.000.000, commissioni incluse.

La raffinata e monumentale scultura di Alexander Calder 39=50 (1959) ha trovato un nuovo proprietario per $ 15.648.500, superando la stima alta, mentre il monocromo Untitled (nets) (1959) di Yayoi Kusama, ha doppiato la stima bassa ed è passata di mano per $ 10.496.000.

Degno di nota lo splendido Relief Éponge bleu sans titre (RE 49) (1961) di Yves Klein, opera con cui l’artista sperimenta le sue inequivocabili trame di blu sulla superficie delle spugne, conferendo materia scultorea alle sue creazioni. L’opera, dedicata da Klein all’amico ed artista tedesco Charles Wilp, ha trovato il favore degli offerenti, facendo rapidamente lievitare la stima bassa di $ 14.000.000 a 20 milioni di dollari. 

Hanno superato la stima alta le trame gialle e rosse dell’opera Untitled (1959) di Mark Rothko, sopra gli otto milioni di dollari, cosi come buoni risultati sono stati raggiunti da Andy Warhol presente in catalogo con diverse opere, tra cui gli iconici Flowers (1964) finiti in nuove mani per $ 9.351.000. Rimanendo in orbita POP il nudo, Nude (1997), di Roy Lichtenstein si è mantenuto nella media di stima, passando di mano per $ 10.267.000.

LE NUOVE LEVE DEL CATALOGO PHILLIPS

Il catalogo ha presentato anche una ricca selezione relativa all’arte più spiccatamente contemporanea in cui hanno spopolato le artiste, riscuotendo un notevole successo.

Il nome del momento è quello della pittrice canadese Anna Weyant, già nota per l’incredibile risultato raggiunto nel corso dell’asta 21st Century Evening Sale 2022 di Christie’s New York e per aver affascinato il mercato asiatico durante la Contempoaray Evening Auction 2022 di Sotheby’s Hong Kong. In catalogo da Phillips la sua natura morta Buffet II (2021) ha stracciato la stima bassa di $ 100.000 con più di $ 700.000 di aggiudicazione. Va bene anche l’artista di origine colombiana María Berrío che con l’opera Burrow of the Yellow (2013) e i suoi richiami alla pittura di Alma-Tadema ha trovato un nuovo proprietario, sfiorando il milione di dollari. L’interesse per l’arte informale e materica di Cecily Brown continua a farsi sentire e si è concretizzato nel risultato raggiunto dalla sua Angie (2005) che ha sfiorato i sei milioni di dollari. Spostandoci sul continente africano, la nuova vibrante scena di arte proveniente dal Ghana ha catturato l’attenzione del mercato, cosi come dimostrato dall’opera The Three Damsels (2021) del ghanese Emmanuel Taku che viene aggiudicata ad una cifra quattro volte sopra la stima bassa di $ 50.000.

Robert Manley, vicepresidente e co-responsabile mondiale del segmento 20th Century & Contemporary Art di Phillips ha affermato: “Il risultato riflette la forza in tutti i settori del mercato. Un notevole traguardo quello raggiunto con il 70% delle opere vendute al di sopra delle loro stime elevate. Un momento particolare della serata è stata la battaglia per l’Yves Klein del 1961, che ha realizzato quasi $20 milioni, raddoppiando la sua ultima vendita nel 2010. 14 dei 31 artisti in vendita di stasera erano donne ed hanno raggiunto risultati eccezionali cosi come visto per le opere di Anna Weyant e María Berrío.” Una chiusura memorabile, dunque, con tutti i lotti venduti ed un risultato da appuntare nella storia della casa d’aste britannica. 

– Antonio Mirabelli

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Antonio Mirabelli
Antonio Mirabelli si è laureato in giurisprudenza presso la Luiss Guido Carli di Roma e nello stesso ateneo ha frequentato la Scuola di Specializzazione per un biennio. Avvocato e appassionato di arte, matura esperienza nel campo del Wealth management come consulente nella pianificazione patrimoniale e curando la gestione di prestigiose collezioni private. A Milano frequenta il Master in Arts Management presso l’Università Cattolica di Milano, dove affina le doti manageriali. Elabora progetti per l’implementazione dell’offerta culturale di soggetti pubblici e privati, si occupa di CSR (Corporate Social Responsibility) e lavora come Art Advisor.