Il Met mette all’asta la prima scultura cubista di Picasso. Valore? 30 milioni di dollari

Il museo di New York venderà all’asta da Christie’s una scultura in bronzo di Picasso – la prima della fase cubista – per un valore di 30 milioni di dollari. Con la cifra ricavata? Il Met acquisirà nuove opere per le proprie collezioni

Property of The Metropolitan Museum of Art, sold to benefit the Acquisition Fund Pablo Picasso Tête de femme (Fernande) Conceived in 1909 - Courtesy Christie's
Property of The Metropolitan Museum of Art, sold to benefit the Acquisition Fund Pablo Picasso Tête de femme (Fernande) Conceived in 1909 - Courtesy Christie's

Si tratta di una delle più costose operazioni di “deaccessioning” – termine con il quale viene designata la vendita, da parte delle istituzioni museali, di opere della propria collezione – quella che il prossimo maggio a New York vedrà la casa d’aste Christie’s impegnata nella vendita di un’opera proveniente dal Metropolitan Museum, Tête de femme (Fernande), scultura in bronzo realizzata da Pablo Picasso nel 1909 e considerata una delle prime opere cubiste dell’artista spagnolo. Con una stima che tocca i 30 milioni di dollari, Tête de femme verrà venduta per permettere al museo di investire in nuove acquisizioni, e la scelta è ricaduta su questa opera perché il Met possiede un’altra versione della scultura, recentemente donata da uno dei principali collezionisti di arte cubista al mondo, Leonard Lauder. La statua destinata alla vendita, invece, si trova nella collezione del museo da oltre 35 anni, anch’essa dono di una collezionista, Florene M. Schoenborn.

IL MET VENDE UNA SCULTURA DI PICASSO. LA POLITICA DEL “DEACCESSIONING”

Tête de femme è uno studio in tre dimensioni dell’amante di Picasso Fernande Olivier, e si sviluppa – in perfetto stile cubista – attraverso più prospettive viste contemporaneamente. L’opera rappresenta un “momento cruciale nello sviluppo della pratica artistica di Picasso, il Cubismo”, afferma Marc Porter, presidente di Christie’s America. La decisione del Met di vendere la scultura di Picasso rientra nell’ambito delle regole stabilite dalla Association of Art Museum Directors, organizzazione che guida con le proprie direttive l’operato delle istituzioni d’arte statunitensi. Lo scorso autunno il Met ha venduto, seguendo il “deaccessioning”, 219 stampe e fotografie, tutte duplicati nella sua collezione.

VISIONE DEL MET, TRA PROGETTI PRESENTI E FUTURI

Di recente il Met ha ricevuto, da parte dei coniugi Oscar Tang e Agnes Hsu-Tang, rispettivamente finanziere e membro del Consiglio di Amministrazione dell’istituzione e archeologa e storica dell’arte, una importante donazione, pari a 125 milioni di dollari, per ristrutturare l’ala moderna del museo, attraverso la realizzazione di quasi 7500 metri quadrati di nuove gallerie e spazi espositivi destinati all’arte moderna e contemporanea. “I successi e la generosità di Oscar e Agnes sono straordinari. È un onore dare vita a un nuovo progetto in uno spazio a loro intitolato che permetterà di celebrare e valorizzare l’arte delle culture moderne e contemporanee nel contesto della collezione del Met”, ha dichiarato Max Hollein, direttore del museo. “La ristrutturazione di queste gallerie consentirà al Museo di avvicinarsi all’arte del XX e del XXI secolo da una prospettiva globale, enciclopedica, audace e sorprendente, tutti valori che riflettono l’eredità di Oscar e Agnes”.

– Desirée Maida

www.metmuseum.org

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.