Il 2021 a Il Ponte. Bilancio di fine anno positivo per la casa d’aste milanese

Ecco com’è andato il 2021 della casa d’aste milanese, tra aggiudicazioni che hanno superato i 38 milioni di euro e obiettivi futuri

Alighiero Boetti, Insicuro Noncurante, 1975-76, € 375.000. Courtesy Il Ponte Casa d'Aste, Milano
Alighiero Boetti, Insicuro Noncurante, 1975-76, € 375.000. Courtesy Il Ponte Casa d'Aste, Milano

Dopo l’overview sui bilanci di Sotheby’s, Christie’s e Phillips, un entusiasmo più che giustificato accompagna la chiusura d’anno e l’inizio del 2022 anche de Il Ponte Casa d’Aste, per un 2021 che si chiude con segno più che positivo, tra ottime cifre di fatturato e sempre nuovi clienti conquistati. A brillare in modo particolare l’Arte Moderna e Contemporanea, ma i risultati di fine anno mettono in luce le buone performance di tutti gli oltre 20 dipartimenti. “Un anno particolarmente emozionante questo 2021”, commenta Rossella Novarini, direttrice de Il Ponte Casa d’Aste, “perché vissuto con le grandi aspettative e speranze che costituiscono ogni ‘dopo’ qualcosa di epocale, ed epocale è stato tutto quanto accaduto nell’anno precedente. La straordinaria volontà di ripresa ha investito anche il mercato dell’arte”. A conferma di come in particolare il mercato secondario abbia mostrato un fervore e una capacità di recupero invidiabili.

IL PONTE CASA D’ASTE. I RISULTATI DEL 2021

I dati parlano chiaro e ci restituiscono una casa in forma smagliante: il totale delle aggiudicazioni di quest’anno ha superato i 38 milioni di euro (€ 38.583.925, diritti d’asta inclusi), in un calendario di 42 aste tra Palazzo Crivelli e viapitteridieci, di cui 13 con banditore e pubblico tornati anche finalmente in sala. Oltre 26mila i lotti passati sotto il martelletto, con una media di venduto dell’82% e il 220% di rivalutazione dei prezzi base. Significativo anche l’incremento di pubblico, con un + 20% di nuovi utenti, determinato sia dall’arrivo di nuove generazioni di acquirenti e sia all’apertura internazionale consentita dalla presenza online, con collezionisti e appassionati da ogni angolo del mondo (Francia, Inghilterra, Austria, Germania, Spagna, Belgio, Olanda, Stati Uniti, Canada, Cina, Israele, Australia, Emirati Arabi Uniti, Russia e Giappone, solo per citare i principali).

IL PONTE CASA D’ASTE. IL PRIMATO DELL’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA

A fare la parte del leone è l’arte moderna e contemporanea: il Dipartimento guidato da Freddy Battino conquista da solo 16,3 milioni di euro, seguito, tra le aree con fatturati maggiori, dall’Antico (Arredi, Dipinti, Sculture e Oggetti d’arte) con € 5,7 milioni e dal Dipartimento di Gioielli, € 5,3 milioni. Top lot dell’anno per le arti visive, Lucio Fontana (Concetto spaziale, Natura, 1959-60, € 562.500), Alberto Burri (Combustione, 1957, € 375.000) e Alighiero Boetti (Insicuro Noncurante, 1975-76, € 375.000).

IL PONTE CASA D’ASTE. GLI ALTRI DIPARTIMENTI

L’approccio comune ai diversi dipartimenti, nel nome della ricerca di opere di qualità in collezioni importanti, committenze di rilievo e scelte a volte non così convenzionali, premia tutta la casa milanese e se grande apprezzamento ha generato il Dipartimento di Arti Decorative del ‘900 e Design (fatturato annuale di € 2,5 milioni) le soddisfazioni sono arrivate anche da settori più di nicchia, ma seguiti da un pubblico solido ed affezionato. Che sia l’Ottocento da “riscoprire”, i libri e manoscritti (con un fatturato per il 2021 di oltre € 1,5 milioni), la filatelia (oltre € 1,4 milioni) o l’arte orientale (oltre € 1 milione di fatturato).

IL PONTE CASA D’ASTE. PROFESSIONALITÀ E NUOVE STRATEGIE

La professionalità consolidata si conferma dunque la carta vincente per Il Ponte, che, in un anno ancora ad alto tasso di complessità, ha saputo mantenere la vicinanza ai clienti, comprendendone anche le nuove esigenze, e insieme trarre vantaggio dall’innovazione digitale, con un nuovo sito web e un nuovo portale, IlPonteLive, mostrando così di meritare l’entusiasmo e l’interesse di un pubblico sempre crescente.

– Cristina Masturzo

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Cristina Masturzo
Cristina Masturzo è storica e critica d’arte, esperta di mercato dell’arte contemporanea, art writer e docente. Dal 2017 insegna Economia e Mercato dell'Arte e Comunicazione e Valorizzazione delle Collezioni al Master in Contemporary Art Markets di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti a Milano. È responsabile e contributor dell’area di mercato dell’arte di Artribune Magazine. Nel 2020 è stata tra i coordinatori del Forum dell'arte contemporanea italiana. Collabora con il Dipartimento di Arti Visive di NABA (Milano, Roma) e con FM Centro per l’Arte Contemporanea (Milano) e segue come freelance progetti di ricerca sul sistema dell’arte e progetti editoriali indipendenti. Suoi testi sono stati pubblicati in magazine e cataloghi.