Ans Azura, la piattaforma online sull’arte contemporanea extra occidentale

Stanno per debuttare le prima aste ospitate dalla piattaforma Ans Azura, incentrata sull’arte contemporanea dell’Europa Centro-Orientale, del Medio-Oriente e del Nord Africa

Jonathan Meese, Dr. No's Verdun, 2004 © Ans Azura
Jonathan Meese, Dr. No's Verdun, 2004 © Ans Azura

Ai nastri di partenza, il 2 e il 9 dicembre, le prime due sessioni di vendita di Ans Azura, la nuova piattaforma online di aste, mostre curate e vendite private, in un progetto più ampio di valorizzazione delle ricerche artistiche dal Dopoguerra al contemporaneo dell’Europa Centro-Orientale, del Medio-Oriente e del Nord Africa.
Con l’anno nuovo, invece, si inaugurerà anche la sezione delle Curated Exhibitions, con Why Have There Been No Great Eastern Women Artists?, un primo progetto espositivo online curato da Eszter Csillag, dedicato alle artiste dell’Europa orientale e dichiaratamente ispirato alle riflessioni di Linda Nochlin.
Un palinsesto diversificato di attività, avviato da Suzana Vasilescu e Andreea Stanculeanu, direttrici delle gallerie d’arte SUPRAINFINIT e Sector 1 Gallery di Bucarest, e lanciato online il 7 novembre. L’obiettivo? Dare nuova visibilità, accessibilità, comprensione e ricezione alle più qualificate esperienze artistiche dal Dopoguerra a oggi provenienti da un’area geografica lontana, per certi versi, dai più consolidati, quanto incompleti, centri nevralgici del sistema dell’arte occidentale, in virtù di un alto potenziale di riposizionamento culturale e di mercato.
Ci siamo fatti raccontare tutto da Tevž Logar, curatore, editor e writer con collaborazioni con gallerie e istituzioni, nonché Specialist di Ans Azura per l’Arte dell’Europa orientale.

Tevz Logar, Specialist di Ans Azura per l'Arte dell'Europa orientale. Photo Jaka Babnik © Ans AzuraINTERVISTA A TEVŽ LOGAR

Quali sono punti di forza di Ans Azura che l’hanno convinta a prendervi parte?
Credo che Ans Azura possieda un grande potenziale, ma probabilmente il fattore che mi ha convinto è stata la sua progettualità nel lungo termine. È difficile cambiare le cose all’improvviso, da un giorno all’altro, ed ecco perché la piattaforma riveste un’importanza cruciale: perché si dedica strategicamente al mercato secondario poco sviluppato e strutturato che si è diffuso in questa regione in assenza di un’infrastruttura di gallerie. Questo conferisce un ruolo pionieristico ad Ans Azura, non solo perché diventa una piattaforma per la visibilità e la distribuzione di pratiche artistiche di rilievo, ma anche perché contribuisce a migliorare le condizioni di produzione per gli artisti.

Il contesto socio-politico dell’Europa centro-orientale ha attraversato periodi storici complessi e turbolenti, che hanno avuto impatto anche sulle ricerche artistiche. Guardando all’arte e al mercato delle regioni dell’Est Europa, quali sono gli elementi chiave distintivi della sua offerta sul contemporaneo, e quali relazioni intercorrono tra i processi di valorizzazione istituzionale e l’impegno per consolidare il mercato dell’arte?
Dagli Anni Duemila, abbiamo assistito a un significativo processo di rivalutazione istituzionale, teorica e accademica della storia dell’arte di quest’area geografica, promossa non solo da operatori sul territorio, ma anche nel contesto di collezioni e programmi espositivi internazionali che hanno avviato un dialogo tra l’ex blocco orientale e l’Occidente sulla produzione artistica, sulla teoria e su una prospettiva più completa sulla storia dell’arte. Senza dubbio questo interesse ha toccato anche il mercato dell’arte, ma con un grado inferiore di intensità, specialmente a causa della mancanza strutturale di una rete di gallerie, così come di un solido mercato secondario, motivo per cui molte pratiche artistiche, sia storicizzate che contemporanee, restano escluse dai processi mercantili. E questo si riflette anche sulle condizioni di produzione, visibilità e distribuzione di esperienze rilevanti a livello globale.

C’è di certo un potenziale entusiasmante nel mettere in luce o scoprire artisti da un’area geografica per certi versi sottostimata, ma qual è, secondo lei, la più grande sfida in un contesto non così vicino ai grandi centri dell’arte, anche in relazione alle esperienze artistiche più recenti?
Sono due le sfide principali che vedo profilarsi. La prima è che, nonostante il flusso dell’informazione sia da diversi anni piuttosto attento a queste regioni, resta altrettanto chiaro che il sistema dell’arte contemporanea funziona secondo le sue particolari regole. Ed è sempre alla ricerca di nuovi fuochi di interesse, sia nel contesto della geo-politica che di temi precisi. Quindi direi che la prima sfida è incentivare un punto di interesse. Mentre la seconda, e probabilmente la più grande, è riuscire a far sì che gli artisti ricevano la valorizzazione che meritano anche nell’ambito del mercato.  

Magdalena Abakanowicz, Three Figures (Family), 1999 2009 © Ans Azura
Magdalena Abakanowicz, Three Figures (Family), 1999-2009 © Ans Azura

ASTE ONLINE E PANDEMIA

Quale ruolo giocano piattaforme e aste online, ora che la pandemia ha rapidamente riconfigurato anche il mercato dell’arte? Possono essere strumenti efficaci anche per ridurre distanze e squilibri?
Di certo l’online è uno strumento già abbastanza rodato nel sistema dell’arte e diventerà sempre più rilevante, anche considerando le nuove e più giovani generazioni che si stanno avvicinando al mercato. Nello scenario pandemico le piattaforme online hanno riaffermato la propria posizione e mostrato in modo ancor più efficace il proprio potenziale di sviluppo. Sono sicuro che ci troviamo in un periodo interessante e sono anche curioso di vedere come si evolverà questo rapporto tra primo e secondo mercato. Anche attraverso nuove prospettive tra locale e internazionale, che è stato un tema pure molto presente durante la pandemia. 

Ans Azura terrà il 2 dicembre, in live streaming, la sua prima asta, A different perspective. The Post-War era in Central – Eastern European Art, e la seconda, Expanding the Horizon. Modern and Contemporary Art from the Middle East and North Africa, il 9 dicembre. Guarderemo con interesse ai risultati, ma cosa possiamo aspettarci anche dai prossimi progetti?
Per quello che dicevo prima, c’è una strategia a lungo termine nel progetto globale di Ans Azura, e di sicuro i risultati delle prime due sessioni saranno utili a indicarci anche nuove direzioni per il futuro. Credo molto ad esempio nel potenziale di aste e mostre online curate e con focus più specifici. E non mi riferisco solo ad aspetti di mercato, ma anche alla possibilità di fare luce su alcune pratiche artistiche e dar prova del fatto che la loro qualità è senza più alcun dubbio di alto profilo. 

Cristina Masturzo

https://ansazura.com/

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Cristina Masturzo
Cristina Masturzo è storica e critica d’arte, esperta di mercato dell’arte contemporanea, art writer e docente. Dal 2017 insegna Economia e Mercato dell'Arte e Comunicazione e Valorizzazione delle Collezioni al Master in Contemporary Art Markets di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti a Milano. È responsabile e contributor dell’area di mercato dell’arte di Artribune Magazine. Nel 2020 è stata tra i coordinatori del Forum dell'arte contemporanea italiana. Collabora con il Dipartimento di Arti Visive di NABA (Milano, Roma) e con FM Centro per l’Arte Contemporanea (Milano) e segue come freelance progetti di ricerca sul sistema dell’arte e progetti editoriali indipendenti. Suoi testi sono stati pubblicati in magazine e cataloghi.