Sotheby’s batte all’asta Villa Litta Carini a Lodi. Era la “piccola Versailles” che ospitò Puccini

Italy Sotheby’s International Realty, dal 23 novembre al 2 dicembre, batterà all’asta la storica villa a Orio Litta, nel lodigiano. È una monumentale tenuta di 11mila metri quadrati in stile barocco passata alla storia per avere ospitato importanti personaggi del mondo della cultura. Base d’asta? Segreta

Villa Litta Carini, Lodi
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“A prima vista, questa tenuta immersa nel verde della campagna lombarda, vi darà la sensazione di viaggiare indietro nel tempo fino all’epoca barocca”. Con queste parole suggestive, Italy Sotheby’s International Realty introduce, sul proprio sito, la storia di Villa Litta Carini, tenuta di 11mila metri quadrati a Orio Litta, nel lodigiano, che dal 23 novembre al 2 dicembre sarà battuta all’asta “senza riserve”, con base per le offerte che non è stata resa nota. La “piccola Versailles”, è così chiamata la villa per la sua forma a ferro di cavallo che ricorda appunto la reggia francese, ha una storia lunga e travagliata, e oggi si presenta in tutto il suo splendore, con “grandiose sale di rappresentanza, completamente restaurate, per riportare alla luce il loro fascino storico, e un panorama unico sulla campagna lodigiana”.

LA STORIA DI VILLA LITTA CARINI

Progettata nel XVII secolo dall’architetto Giovanni Ruggeri su commissione della famiglia Cavazzi, dopo la morte del conte Antonio Cavazzi della Somaglia (avvenuta nel 1688) fu ereditata dal pronipote Paolo Dati, che ospitò personaggi illustri del mondo della cultura del tempo. Da questo punto di vista, la villa rimase una meta molto ambita anche in epoche successive: al suo interno infatti sono stati ospiti anche Re Umberto I e Giacomo Puccini, ma la sua fama con il passare del tempo si è trasformata in oblio, fino al 1970, quando è stata acquistata dagli attuali proprietari – la famiglia Carini –. Molte aree della villa sono state restaurate, con l’obiettivo di preservare anche i suoi arredi d’epoca. E non solo: affreschi, caminetti del XVII secolo e lampadari in cristallo e ottone caratterizzano sale ambienti della villa, che si presenta maestosa già dal suo ingresso, con un imponente portone con portico neoclassico; al suo interno, è una enorme sala da ballo con soffitto di 12 metri che può ospitare fino a 160 persone. Gli esterni si contraddistinguono per i grandi giardini terrazzati con mosaici, ninfee e diversi cortili. La proprietà ha inoltre numerosi spazi aggiuntivi, tra cui una cappella privata, ghiacciaia, museo e scuderie.

IL FUTURO DI VILLA LITTA CARINI

In tutto e per tutto una reggia, Villa Litta Carini nelle prossime settimane scoprirà quale sarà il suo futuro: attualmente è utilizzata come cornice per banchetti, ricevimenti ed eventi, oltre a essere aperta al pubblico per visite guidate. “Villa Litta Carini offre numerose opportunità per i futuri proprietari”, si legge sul sito di Sotheby’s, che per questa operazione di vendita ha stretto una partnership con Concierge Auctions. “Le attività per cui si è prestata fino ad oggi riguardavano principalmente il settore hospitality – hotel, Bed & Breakfast, Spa, ristorante. Un interesse concreto è giunto anche da esponenti del settore aziendale, in particolare in merito alla ricerca di uno spazio per formazione, assistenza o accoglienza. Ha suscitato interesse anche tra coloro che desiderano una residenza privata di alta rappresentanza. Probabilmente la destinazione d’uso più ambita sarà simile a quella attuale, ovvero per l’organizzazione di eventi, conferenze, cerimonie e matrimoni, oppure come residenza privata di rappresentanza”.

– Desirée Maida

www.italy-sothebysrealty.com/it/

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.