In asta il contemporaneo da Sotheby’s a Milano. Record per Schifano e fatturato in crescita

L’arte contemporanea italiana e internazionale del XX e XXI secolo alla Contemporary Art | Milandi Sotheby’s a Milano fa registrare un totale di vendita di € 9.6 milioni, con un +23% rispetto all’asta dello scorso anno, e aggiorna il record mondiale per Mario Schifano

Alighiero Boetti, Lavoro postale (permutazione), 1973. Courtesy of Sotheby's
Alighiero Boetti, Lavoro postale (permutazione), 1973. Courtesy of Sotheby's

Si è chiusa il 24 novembre online la vendita autunnale di Palazzo Serbelloni, con un risultato soddisfacente, ad avvalorare il trend positivo che sta caratterizzando l’ultima sessione degli incanti sia italiani che internazionali e l’attrattività della casa inglese, in stato di grazia dopo i risultati newyorkesi.

LA VENDITA DA SOTHEBY’S ITALIA

Terza vendita di arte contemporanea di Sotheby’s Italia per il 2021, la sessione va ad aggiungersi alle precedenti – Contemporary Art | Milan (maggio) e Contemporary Curated Milan – nell’ottenere sale total superiori alle stime massime e scavalca i 9.5 milioni, attestandosi a € 9.639.160. Lo stesso hanno fatto molte delle opere in catalogo, il 64% dei 60 lotti, andate aggiudicate ben oltre le stime alte e in grado di attrarre anche il collezionismo internazionale. “L’asta d’arte contemporanea di questa stagione è stata l’ennesima conferma di quanto il mercato sia florido e dinamico, Alighiero Boetti e Mario Schifano continuano ad essere al centro dell’attenzione totalizzando grandiosi risultati”, come segnala l’Head of Sale Marta Giani.

HIGHLIGHT: MARIO SCHIFANO DA RECORD

In catalogo non potevano mancare i più celebri nomi dell’arte italiana del dopoguerra, da Alighiero Boetti ad Alberto Burri e Lucio Fontana, insieme ai contemporanei internazionali come Christo, Elizabeth Peyton, Joseph Beuys, tra gli altri, con Josef Albers e opere del primo Futurismo e del Realismo Magico. Ma è Mario Schifano la star della sessione, con il nuovo record d’asta realizzato con Cartello del 1960. L’opera, appartenuta alla collezione Liverani, ha totalizzato € 1.041.000, scavalcando la stima iniziale di € 550.000-700.000.

GLI ALTRI TOP LOT: BOETTI, SEVERINI, FONTANA

Grande entusiasmo anche per le opere di Alighiero Boetti. Aerei, una rara biro rossa tra le più grandi mai realizzate, è stata venduta per € 980.500, segnando un nuovo record per un’opera della stessa serie. Un’altra biro, nera in questo caso, Il dolce far niente, supera la stima pre-asta di € 350.000-450.000 e passa di mano per € 557.000. Mentre è di nuovo record per Lavoro postale (permutazione), che, con un totale di € 375.500, aggiorna il record per un’opera della serie. Tra le opere di arte moderna, si presentava un pastello futurista di Gino Severini del 1913, Tango argentino. L’opera, esposta alla mostra Futurista di Firenze e Napoli tra 1913 e 1914, non appariva al pubblico dal 1965 ed era custodita nella stessa collezione dagli anni Settanta. In asta arrivava con una stima di € 400.000-600.000, che ha agilmente doppiato, con un’aggiudicazione a € 835.300. Nascosto a lungo al pubblico, dall’ultima mostra personale dell’artista a Tokyo del 1984, era anche Concetto spaziale, Attese, di Lucio Fontana, da una collezione giapponese, e che pure ha fatto registrare un risultato di rilievo, con un totale di € 799.000. Dalla prestigiosa collezione di Ernst e Hildy Beyeler arrivava invece Study for Homage to the Square: Sell: E. B. 7, di Josef Albers, che ha agilmente superato la stima pre-asta di € 180.000-250.000 e ha trovato un nuovo proprietario per € 387.6000€.

LEONOR FINI

Resta da ricordare, tra gli altri risultati di rilievo, almeno l’ottima accoglienza riservata a Leonor Fini, che mancava dalle aste di Sotheby’s a Milano da 15 anni e di cui la casa inglese detiene l’ultimo record (Autoportrait au scorpion, $ 2.3 milioni). La gourmandise, datata 1929, tra le opere del periodo del Realismo Magico dell’artista e anticipatrice del suo successivo immaginario surrealista, arrivava in asta con una stima di € 60.000-80.000, che ha lasciato indietro con un’aggiudicazione a € 138.600.

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Cristina Masturzo
Cristina Masturzo è storica e critica d’arte, esperta di mercato dell’arte contemporanea, art writer e docente. Dal 2017 insegna Economia e Mercato dell'Arte e Comunicazione e Valorizzazione delle Collezioni al Master in Contemporary Art Markets di NABA, Nuova Accademia di Belle Arti a Milano. È responsabile e contributor dell’area di mercato dell’arte di Artribune Magazine. Nel 2020 è stata tra i coordinatori del Forum dell'arte contemporanea italiana. Collabora con il Dipartimento di Arti Visive di NABA (Milano, Roma) e con FM Centro per l’Arte Contemporanea (Milano) e segue come freelance progetti di ricerca sul sistema dell’arte e progetti editoriali indipendenti. Suoi testi sono stati pubblicati in magazine e cataloghi.